Nella Rete di San Valentino

Digito et amo

Il giorno della festa degli innamorati è -per tutti- la resa dei conti con il proprio status sentimentale. The St Valentine’s day si divide tra chi segue alla lettera l’iter dei tradizionali cliché e gli anticonformisti. Tra le coppie che ostentano il proprio amore sui principali social network e i single invidiosi che le insultano incarogniti. Oltre ai rosiconi depressi che puntano il dito contro i piccioncini, sotto la categoria dei single troviamo anche chi ripudia questo giorno reputandolo una stupida trovata commerciale e, facendosi promotore di una campagna anti-San Valentino, desidera informare e smuovere le coscienze altrui.

Simpson, San Valentino
Ralph-Simpson- San Valentino

Amami a suon di baci (perugina)

Mentre i “vorrei ma non posso” – single invidiosi – tentano di sfuggire all’invasione di rose, cioccolatini e orsacchiotti di dubbia bellezza, le coppiette si mettono in ghingheri per la loro serata all’insegna dell’ammmore (con più “m” si aiuta l’insorgere del diabete). Perché in fondo, che sia colpa di Alberto Castagna o Maria De Filippi, c’è  anche  chi crede all’amore fiabesco e, vivendo in un mondo fatato, nutre aspettative troppo alte verso questa data. Un rituale consumistico che impegna compulsivamente i commercianti, dai fiorai con il sorriso a 36 denti ai ristoratori che stilano menù ad hoc per la serata degli innamorati. E così, si ritrovano a mangiare il medesimo piatto del tavolo accanto e invasi da eserciti di pakistani carichi di rose, che disturbano ogni quattro secondi la cena più cara di un menù di Cracco. Fra i cliché da copione non può mancare la fiera della banalità di chi esibisce il proprio #amore sui social network, annessa un’intrinseca dose di falsità. La felicità andrebbe vissuta e non sbandierata, ma siamo nel 2017 e spesso l’amore si dimostra con la condivisione di una smielata canzone in bacheca o tra un tweet e l’altro.

L’amore ai tempi di tinder

Inutili le cene afrodisiache o le disparate esperienze sensoriali, in quanto, sommersi dall’onnipresenza virtuale, ultimamente le relazioni si stabiliscono in primis attraverso le chat. Ciascuno di noi spende molto tempo davanti ad uno schermo, e così nascono le dating app, metodi alternativi per conoscere persone nuove o per ritrovare chi ha scatenato un colpo di fulmine in panetteria o sulla metropolitana, eliminando le difficoltà e la paura del rifiuto. Da Tinder, Meetic, Once, Grindr ad Happn, tutti a smanettare alla ricerca del partner perfetto, agevolando il manifestarsi precoce della sindrome del tunnel carpale. Pur accantonando l’ideale dell’amore romantico, sarebbe più sano accorciare le distanze virtuali per incontrarsi di persona, altrimenti subentra l’illusione oltre al pericolo di idealizzare qualcuno che in realtà non esiste, fino ad amare l’idea stessa. Nulla di male nel cercare online l’amore o la sveltina di una notte, ma il rischio è che progressivamente le App sostituiscano le relazioni tra persone, reali, tangibili, fisiche.  

#TurnOffToTurnOn -spegni per accenderti- così l’azienda produttrice di profilattici Durex lancia il nuovo spot pubblicitario. “Spegni il telefonino e accendi la passione” denuncia un problema quotidiano: i social media fanno parte della nostra vita a 360 gradi e la dipendenza da smartphone, anche nei momenti intimi, è in netto aumento.

Sfioriamo davvero di più lo schermo del nostro cellulare che il viso del partner?

Viola Chemi

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