Pista Engadin

Italia dello sci, così non va

Il settore della velocità delude nella prima settimana dei Campionati Mondiali di Sci alpino a Sankt Moritz, in Svizzera

Aspettative. Alla fine si tratta sempre e solo di aspettative. Se sei italiano e ti metti a guardare una gara qualsiasi di sci alpino ti aspetti che l’Italia, la patria di Thoeni e Tomba, delle Dolomiti e del Monte Bianco, di Cortina e Courmayeur, possa e debba farla da padrona. Ovviamente non siamo gli unici ad avere montagne e tradizione sciistica, ma la qualità delle nostre piste, della nostra scuola e dei nostri addetti ai lavori ci fa pretendere il massimo dei risultati dai nostri atleti. E quando questo massimo non viene raggiunto, quando le aspettative vengono disattese, anche quando le prestazioni sono accettabili e le giustificazioni più che plausibili, il pubblico italiano resta deluso. E questo è quanto sta accadendo ai Mondiali di sci a Sankt Moritz in Svizzera.

La Coppa del Mondo

La prima settimana di gare ai Campionati del Mondo come sempre è dedicata al settore della velocità, con le gare maschili e femminili di Super-G e Discesa Libera. La prima parte di stagione di Coppa del Mondo ci ha regalato un’Italia sugli scudi nel settore della velocità, sia a livello femminile che maschile. Sebbene sia stata solo una la vittoria conseguita, l’Italia nelle 19 gare veloci sin qui disputate può  vantare un’ottima media  di 13 podi, sfiorando quindi un impressionante 70%. Da un lato c’è il settore maschile, decisamente il fiore all’occhiello dello sci italiano da anni. I vari Innerhofer, Fill e Paris hanno mantenuto e stanno mantenendo l’Italia ai vertici della velocità con varie vittorie, podi, medaglie e coppe di specialità. Dall’altro lato il già più che accettabile settore femminile sta ricevendo un incredibile impulso dalle prestazioni di Sofia Goggia, ventiquattrenne bergamasca, che quest’anno è stata in grado di arrivare a podio per ben 5 volte in competizioni veloci (senza tuttavia vincere). In qualunque modo la si veda, le attese che gran parte degli appassionati riversava negli atleti azzurri per le gare di Super-G e Discesa Libera erano alte.

I campionati: i Super-G

Ma la realtà spesso si rivela diversa da quello che ci si attende. Nella prima gara, il Super-G femminile, lo squadrone italiano non va oltre il quinto posto della valtellinese Elena Curtoni, mentre la più quotata Goggia non va oltre il decimo posto, a quasi 1 secondo dalla vincitrice a sorpresa Schmidhofer. Ai maschi nella gara analoga non va di certo meglio: orfani dello specialista Innerhofer, i comunque favoriti Paris e Fill non riescono ad andare oltre al nono e undicesimo posto, a più di un secondo dal canadese Guay, anche lui vincitore a sorpresa.

I campionati: la Discesa Libera

Ma le vere aspettative, almeno stando a quello che la stagione di coppa del mondo aveva sin qui decretato, erano deposte sulla gara regina, la Discesa Libera, sia al maschile che al femminile. Entrambe le competizioni, per sopraggiunto maltempo il sabato, si disputano la domenica, distribuite tra mattina e primissimo pomeriggio. Ma anche qui le cose non vanno bene. La superfavorita Goggia è in testa fino a pochi metri dal traguardo, dove per sua sfortuna prende una spigolata in una curva parabolica, rischiando una caduta pericolosa e compromettendo sia la vittoria che il podio, visto l’incrociarsi dei suoi sci. Il quarto posto finale sa di beffa non solo per i 7 centesimi di distacco dal terzo posto ma anche per la consapevolezza che se non  fosse stato per questo errore sarebbe stata medaglia d’oro. Anche il maschile vive purtroppo solo di illusioni: Paris e Fill, partiti con pettorali bassi, sperimentano entrambi la gioia del momentaneo primo posto, salvo poi vedersi superati da svariati sciatori dopo di loro, relegandoli alla nona e tredicesima posizione rispettivamente.

Goggia e Vonn
Sofia Goggia consolata dalla campionessa Lindsey Vonn, dopo la Discesa Libera

Giustificàti?

Scusanti e giustificazioni non mancano. Gravi infortuni hanno impedito dai campionati del mondo sia Innerhofer che Nadia Fanchini, mentre uno più lieve ha limitato la prestazione della Schnarf. Quello della Goggia in discesa libera altro non è che un caso sfortunato, niente poteva farci la povera bergamasca, in lacrime al traguardo. Fill e Paris sin dalle prove mai si sono trovati a proprio agio su entrambe le piste di Sankt Moritz, giudicate troppo “facili” per le loro qualità. La scelta di un pettorale basso ha inoltre limitato le loro prestazioni, visto che gran parte delle prime posizioni sono state assegnate agli sciatori partiti più tardi. In generale poi, la pressione di dover rappresentare per forza l’Italia sul podio ha giocato un brutto scherzo agli italiani, poco tranquilli durante le discese.

Mea Culpa

Però chi ricerca scuse in un qualche modo rischia di voler scagionare sé stesso da eventuali accuse che qualcuno può muovergli. E tale atteggiamento non può andare bene in una squadra che poteva e doveva fare meglio. È necessario ripartire dagli errori commessi, farne tesoro, consapevoli che qualcosa è stato sbagliato, altrimenti qualche gradino del podio sarebbe stato salito. Bisogna ripartire da questo per concludere al meglio la stagione di coppa del mondo. È vero, siamo esigenti, lo vogliamo essere, ma questo oltre a essere quasi una costrizione, è anche un grande attestato di stima nei confronti dei discesisti italiani. Alla fine è pur sempre una questione di aspettative…

Filippo Tessarollo

Rispondi