Podio italiano ad Aspen

S(ci)orelle d’Italia

Un’annata storica, irripetibile e che fa ben sperare per lo sci femminile italiano, grazie alle tre punte di diamante Goggia, Brignone e Bassino, e non solo…

Federica Brignone è l’ultima a partire nell’ultima discesa dell’ultima gara della stagione. Siamo ad Aspen, Colorado. In testa dopo la prima manche del Gigante, Fede può scrivere la storia. Al traguardo Sofia Goggia e Marta Bassino, prima e seconda, la stanno aspettando. Se Fede si inserisse tra di loro o prima di loro, sarebbe una storica tripletta. Ma tutto questo Fede ancora non lo sa. Così scende senza fare calcoli, senza pensare che potrebbe amministrare il minuto e 30 di vantaggio sulla Goggia, senza curarsi del fatto che la pista è rovinata, senza la pressione di una possibile tripletta. E così la troviamo danzante tra le porte secondo un ritmo tutto suo, con un controllo del rischio impensabile. Taglia il traguardo, vede la luce verde, ha vinto, festeggia! Storica tripletta per l’Italia. Ma tutto questo Fede ancora non lo sa. Stanca ma felice per la vittoria si volta e vede due figure avvicinarsi, con una tuta del suo stesso colore. Solo allora realizza l’impresa compiuta. Un’impresa che non coinvolge solo lei ma tutta la squadra femminile di gigante. Un’impresa che coinvolge tutta la nazionale di sci. Un’impresa che coinvolge tutta Italia. Perché la vittoria, se condivisa, ha un sapore ancor più dolce.

La stagione dei Record

La nazionale italiana di sci è stata protagonista di una stagione senza eguali nella sua storia. Al termine della stagione il conteggio dei podi raggiunti è 43, di gran lunga superiore al record di 38 della stagione 96-97. Tutto questo con una squadra priva di figure leggendarie come lo potevano essere in quella stagione Tomba, Compagnoni, Ghedina e Kostner. Gli azzurri a podio sono stati in totale 11 e l’Italia ha dato in ogni gara (con l’eccezione dello Slalom Gigante maschile e Slalom Speciale femminile) l’impressione di poter essere sempre in grado di poter ottenere la vittoria o quantomeno il podio. È un’Italia di comprimari, di sciatori che non venivano considerati campioni, ma che quest’anno hanno dimostrato di poter dare del filo da torcere ai top sciatori provenienti da tutto il mondo come Hirscher, Gut, Vonn, Shiffrin, Jansrud.

La nuova valanga rosa

È la stagione del settore femminile, le sorelle d’Italia, guidato da tre stupende atlete come Goggia, Brignone e Bassino, che da sole hanno contribuito a più della metà di podi (22 su 43) e di vittorie italiani (5 su 9). Dopo che per gli anni precedenti a questa stagione non era riuscita ad andare oltre un quarto posto, la ventiquattrenne Sofia Goggia è stata protagonista di una stagione incredibile e irripetibile. Con una costanza eclettica e con un rendimento inaspettato non solo è riuscita a ottenere 2 vittorie, ma anche la bellezza di 13 podi totali, di gran lunga la migliore prestazione di un’italiana nella storia della coppa del Mondo. Nessuno come lei inoltre ha ottenuto così tanti punti in coppa del Mondo, 1117, concludendo con un bellissimo 3° posto nella classifica generale. Infine, ai Mondiali di St. Moritz, è stata l’unica della spedizione italiana ad ottenere  una medaglia, il bronzo nello Slalom Gigante.

Il gruppo

Squadra italiana in festa
Tutta la squadra italiana femminile in festa al termine della stagione

Sebbene l’inizio di stagione non sia stato dei più promettenti, Federica Brignone, 26 anni, è riuscita a garantirsi un finale di stagione a dir poco scoppiettante. Conclude l’anno con 3 meritatissime vittorie, nessun della squadra italiana come lei in questa stagione, frutto di una condizione psico-fisica ritrovata e di una tecnica di base che sarà raramente replicabile. E poi quella vittoria nell’ultimo gigante con quasi un secondo e mezzo di vantaggio sulle avversarie, dimostrando una superiorità che fa ben sperare per gli anni a venire. E poi c’è Marta Bassino, appena ventunenne, è riuscita a conquistare al termine della stagione 3 terzi posti assieme al 2017 Rising Star, il premio che va alla migliore giovane promessa dello sci mondiale dell’anno in corso. Il futuro del gigante è tutto suo. A completare il quadro, è necessario sottolineare il ritorno al podio di una ritrovata Manuela Mölgg, la crescita esponenziale in Super-G di Elena Curtoni e la buona costanza di Chiara Costazza (mi si perdoni il non forzato gioco di parole) in Slalom Speciale. Infine non bisogna dimenticare le varie Nadia e Elena Fanchini, Irene Curtoni e Francesca Marsaglia, vittime di infortuni o protagoniste di una stagione sfortunata. Il loro apporto va al di là di piazzamenti o podi.

A dire tutta la verità…

Non è come solito tutto oro quello che luccica. Dai mondiali di St Moritz, ci si aspettava di più, molto di più rispetto al terzo posto in gigante della Goggia. Se i mondiali fossero stati disputati nell’ultimo appuntamento della Coppa del Mondo, ad Aspen, l’Italia femminile sarebbe tornata a casa con 1 oro, 1 argento e 3 bronzi (e ad Aspen non c’era la combinata…!). Un risultato molto diverso rispetto ai mondiali. Non solo, durante la stagione gli infortuni della Vonn e della Gut soprattutto hanno facilitato e di molto il compito alle italiane, che hanno sfruttato queste assenze per guadagnare posizioni importanti. Un piccolo accenno va fatto anche allo Slalom Speciale, da anni il cruccio dello sci femminile. Ad oggi poche sono le speranze di podio e di qui a qualche anno non ci sono prospettive di miglioramento della situazione. La pur bravissima Costazza non sembra avere più modo di intaccare le migliori e i suoi risultati si fermano a piazzamenti dignitosi.

La squadra

Ma queste considerazioni rappresentano un’inezia in fronte alla stagione dei record della squadra femminile. Quello che però stupisce di questo team non è il fatto che sia solo un gruppo di varie individualità a sé stanti, in cui ognuno pensa per sé stesso. Grazie anche all’apporto del capo allenatori Matteo Guadagnini, si è consolidata una vera e propria squadra, pronta a esultare ogni qual volta una compagna porta a casa un risultato significativo. Una squadra in grado di sopportare anche momenti infelici, vedi la caduta terribile della Fanchini o la delusione cocente di St Moritz, e capace di fondere bene assieme il giovane col vecchio in un mix in cui ognuno ha sempre qualcosa da insegnare e a sua volta da imparare. Una squadra la cui forza principale è la sana concorrenza interna, che permette un miglioramento costante di ogni atleta a partire dagli stessi allenamenti. Una squadra capace di interrompere il dominio austriaco dopo ben 19 anni nella classifica a squadre.

Gioia incontenibile di gruppo

Brignone Goggia Bassino
Il momento in cui Brignone si accorge di essere sul podio con le due compagne

Quando domenica Brignone ha tagliato il traguardo neanche sapeva di essere sul podio assieme alle sue due compagne di squadra. Tagliando il traguardo e scoprendo di poter condividere la felicità della vittoria, Fede ha provato una ‘gioia incontenibile’, dimostrando coi fatti che il successo individuale per lei viene dopo la vittoria di gruppo. Prova ne sono i suoi occhi una volta viste le sue compagne. Credo che questa possa e debba essere l’immagine che ci portiamo a casa da questa stagione meravigliosa. Tre italiane felici che nel podio cantano l’inno assieme e che festeggiano solo i propri successi ma anche e soprattutto le conquiste delle proprie compagne.

Filippo Tessarollo

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