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Chi vince lo scudetto?

Napoli-Juventus: duellanti a confronto

I fattori che fanno pendere la bilancia dall’una e dall’altra parte nella lotta fra Juve e Napoli


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Battaglia fra stili

Si tratta decisamente del duello che, fin da agosto, contraddistingue questa Serie A 2017-2018. Una sfida che esula dal fattore campo, andando a sforare in temi filosofici o più propriamente emozionali. Che poi in realtà è un argomento visto e rivisto sia nel mondo del calcio, sia negli ultimi campionati. Il bel gioco contro la praticità, la forza delle emozioni contro la macchina che non sbaglia, l’underdog e eterno secondo contro il campione in carica. Le macchine, per ora, hanno sempre vinto contro le debolezze umane. Ma non è un diktat incontrovertibile: la metafora che mi aiuta nell’esempio è lo scontro epocale fra il campione del mondo di scacchi Kasparov e il computer creato da IBM nel 1996. Kasparov vinse questo primo scontro, salvo poi perdere l’anno successivo in una partita oggetto di critiche.

Metafore, non giudizi

Non vorrei mettere in difficoltà qualche juventino, che potrebbe sentirsi offeso da questi paragoni poco “umani”. La Juventus, in Serie A, è l’archetipo del computer perfetto. A volte si scoprono dei bug, ma è favolosa la sua capacità di correggerli e di tradurli in qualcosa che accresce il suo valore. La Juve è razionalità pura, impossibile da mettere in crisi con mind games (ad esempio, proteste arbitrali o sfide verbali) e che non necessita degli stessi mind games per sotterrare ogni avversario. E’ la bellezza della vittoria, la forza di chi fonda la sua vita su un ideale (la vittoria appunto) e dimostra una coerenza tale da riuscire sempre a ottenerla. La forza mentale di chi non è mai sazio e continua a mangiare senza pausa, senza temere tempi di magra.

Già in molti hanno decantato le virtù del Napoli di Sarri, la estenuante bellezza del suo gioco. Ci aggiungo la folle e splendida malattia di una delle città più emozionalmente calde del mondo del calcio, che sta cercando dei nuovi dei da porre nel suo Olimpo. L’ascesa verso la sacra montagna, però, è attuabile solo centrando il bersaglio grosso, quello che ha eletto a dio dei fulmini un certo Diego Armando.

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L’ultimo scudetto vinto dal Napoli nel 1990, Maradona in primo piano. Fonte: Napoli Today.

Outsiders

In questo duello han provato a inserirsi la Roma, l’altra eterna seconda senza però una fisionomia abbastanza precisa per essere rappresentativa di un concetto, e l’Inter, in una ricerca del trono occupato per tanti anni, tanto lontani. Ma il duello era e resta fra le altre due, troppo più bello e impattante il dualismo. Ma quindi chi lo vincerà?

Basandoci sulle evidenze

Valutiamo alcuni dati, oggettivi e/o statistici per provare a trovare alcuni temi che si potrebbero sviluppare nel proseguo del campionato. Partiamo dalla profondità della rosa, il motivo principale per cui la Juventus appare nettamente in vantaggio sul Napoli nel lungo periodo. Troppo poco validi i sostituti della rosa azzurra, che ha anche subito due infortuni pesanti come quelli occorsi a Ghoulam e Milik.

Due gli sviluppi negativi vaneggiati e possibili: giocando sempre gli stessi, il Napoli potrebbe subire un pesante calo fisico. A mio parere non sarà questo il fattore per cui la squadra di Sarri perderà lo scudetto: anche in condizioni fisiche non ottimali (già nell’ultimo mese c’è stato un calo sotto questo punto di vista), si fa leva su un gioco troppo ben organizzato e elaborato per avere periodi di crisi totale. L’altro grosso dubbio potrebbe essere la mancanza di sostituti in caso di infortuni, eventualità molto probabile e che potrebbe essere uno dei problemi reali per la squadra di Sarri. Già l’infortunio di Ghoulham, rimasto senza sostituto e che stava giocando una grande stagione, può essere costato parecchio in termini di punti (pensate all’errore di Mario Rui con la Juve, ad esempio).

La Juve ha invece la possibilità di far ruotare i suoi uomini in modo da far giocare sempre i più in forma. Esplicativa l’assenza di Dybala nelle ultime 3 gare, assorbita senza problemi da una squadra che ha effettivamente una rosa troppo lunga e forte per soffrirne. Si pensi anche a qualche panchina di Higuain a inizio anno: sono lussi che nessun’altra squadra in Serie A potrebbe concedersi. 

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Valore totale secondo Transfermarkt (che si tiene sempre basso): 100 milioni
Non sono nemmeno entrati nella vittoria contro la Roma.
Fonte Juventus News.

Statisticamente parlando

Vediamo qualche statistica per provare a comprendere le relazioni causa/effetto che potrebbero svilupparsi all’interno del campionato. Partiamo dal fatto che mentre il Napoli da inizio anno non ha cambiato molto, la Juve con il passaggio al 4-3-3, con un centrocampo più robusto, ha invertito la rotta rispetto ai primi mesi di sofferenza difensiva. Per quanto riguarda i gol, la Juve segna di più (45 gol contro 41), nonostante tiri meno verso la porta (226 contro i 262 del Napoli, 144 a 156 per quanto riguarda i tiri in porta). Non si tratta di differenze sostanziali.

I gol subiti, quelli su cui si dice si decida il campionato italiano, riportano invece dei dati più interessanti. La differenza fra Napoli e Juventus è minima, 13 gol subiti dagli azzurri e 14 dalla Juve. Tuttavia la Juve, dopo la partita persa contro la Sampdoria, non ha più subito gol. Contando la Champions, si tratta di 8 partite in cui i bianconeri hanno affrontato big teams come Barcellona, Napoli, Inter e Roma. Questo fa capire quanto il centrocampo a 3 con Matuidi, Pjanic e Khedira possa essere decisivo per il proseguo di questa stagione calcistica. Proprio Matuidi è il giocatore che sta facendo la differenza nel bilanciare la squadra di Allegri: la sua uscita contro la Roma è stata una delle cause del predominio giallorosso negli ultimi 15 minuti, in cui la squadra di Di Francesco ha più volte sfiorato il gol.

Il Napoli ha dalla sua statistiche impressionanti a livello di recupero del pallone (506 palloni sottratti agli avversari contro i 399 della Juve) e crea più azioni pericolose rispetto alla Juve (582 contro 541). Restano, tuttavia, primati che possedeva anche lo scorso anno, quando chiuse terzo.

Quindi, chi vince?

Insomma, tutto porterebbe a pensare ad un’altra rimonta e vittoria juventina. I fattori che vanno contro la settima riconferma degli attuali campioni d’Italia sono soprattutto legati alla possibile volontà di concentrarsi maggiormente su altri obiettivi (Champions ovviamente) o ad una possibile mancanza di quella fame (causa 6 scudetti e abitudine) che nei momenti decisivi possono fare la differenza. Mi sento di smentirli entrambi: la Juve ha la rosa per poter sostenere tre competizioni ai massimi livelli e  sono diversi anni che dimostra come possa mantenere la stessa voglia di vincere. Aggiungo che, anzi, le vittorie precedenti hanno aiutato la squadra di Allegri a creare un grado di consapevolezza dei propri mezzi tale da essere mentalmente troppo forte per qualsiasi avversario. 

L’euforia e lo stato di “squadra in missione“del Napoli non dovrebbe bastare per mantenere il primato a lungo, mancano troppe partite. I bianconeri hanno troppi mezzi (mentali, fisici, tecnici, di rosa) in più degli Azzurri. Quindi a livello razionale e statistico, la Juventus vincerà il suo settimo scudetto. La speranza per la squadra di Sarri è la sola irragionevolezza di uno sport in cui quasi sempre vince il più forte, ma non sempre.

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