Sede della Consip a Roma (fonte: wikipedia.org)

Se chi indaga dichiara il falso: il caso Consip

Una storia di false rilevazioni

Un capitano dei Carabinieri avrebbe manipolato alcune informazioni vitali sul caso Consip e sul conto di Tiziano Renzi, padre dell’ex Premier Matteo. La rivelazione potrebbe costituire una svolta decisiva per il corso delle indagini. 

Tiziano Renzi, protagonista del caso Consip (fonte: lastampa.it)
Tiziano Renzi, padre dell’ex Premier Matteo, coinvolto nelle indagini sul caso Consip (fonte: lastampa.it)

I protagonisti

C’è un imprenditore influente con la fedina penale macchiata da alcune accuse di corruzione. Ci sono alcuni dirigenti di una controllata del Ministero dell’Economia. C’è il padre di un ex Presidente del Consiglio. E c’è il Ministro dello Sport. Queste le maschere indossate dagli attori del Caso Consip. Alfredo Romeo, Marco Gasparri e Luigi marroni, Tiziano Renzi e Luca Lotti. Ecco gli interpreti delle parti. A loro sarebbero rivolte le accuse derivanti dal primo filone d’inchiesta sul caso.

La carta delle influenze

Alfredo Romeo intende accaparrarsi alcuni importanti appalti di CONSIP, azienda  che gestisce gli acquisti di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni, controllata dal Ministero dell’Economia. Alle sue aziende, però, mancano alcune caratteristiche tecniche fondamentali per avere la meglio sulle concorrenti. Decide quindi di giocarsi la carta delle influenze e dello scambio di favori tra pubblico e privato, che non è certo una novità nel Belpaese. 

Alfredo Romeo, imprenditore coinvolto nel caso Consip (fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it)
Alfredo Romeo, imprenditore protagonista del caso Consip (fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

Strategia mirata

Per la magistratura, l’imprenditore Romeo avrebbe giocato su diversi fronti strategici. Prima di tutto, avrebbe versato prima 5000€ e poi 100000€ sui conti del dirigente Consip Marco Gasparri. In cambio, questi lo avrebbe aiutato a compilare i bandi dell’azienda pubblica e a rispondere correttamente alle osservazioni effettuate nei confronti delle sue aziende da parte della commissione incaricata di esaminarli.

L’oggetto della svolta

Ma la svolta degli ultimi giorni riguarda la più rilevante -quantomeno sotto l’aspetto mediatico- delle strade che Romeo avrebbe intrapreso per raggiungere i suoi fini. Ovvero, quella che gli avrebbe garantito l’appoggio di Tiziano Renzi, padre dell’ex Premier Matteo. Carlo Russo, imprenditore ed amico di Romeo, si sarebbe visto promettere denaro da quest’ultimo affinché sollecitasse Renzi senior, suo conoscente, a far pressione in suo favore sui dirigenti Consip.  Sempre in cambio di denaro, Romeo avrebbe chiesto direttamente a Tiziano Renzi di aiutarlo ad incontrare Luca Lotti e Luigi Marroni. 

Passaggio di consegne

Le indagini sul caso sono condotte dal Nucleo Ecologico dei Carabinieri di Napoli. Ma ad essi viene imputata l’eccessiva fuga di notizie riguardo le rilevazioni effettuate nel corso delle stesse. Così, i magistrati romani che avevano delegato le indagini al nucleo partenopeo, decidono di ritirare la delega per affidarla al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma. Da questo passaggio di consegne in poi, le incongruenze e gli errori del Nucleo Ecologico vengono a galla l’una dopo l’altra.

Imprecisioni e false rilevazioni

Gianpaolo Scarfato, capitano del Nucleo napoletano, avrebbe deliberatamente dichiarato il falso. Lo avrebbe fatto mettendo per iscritto informazioni non corrispondenti al vero nell’informativa finale sull’indagine. Questi avrebbe attribuito ad Alfredo Romeo una frase con la quale avrebbe confermato di aver incontrato Tiziano Renzi almeno una volta. “Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato…”, è la frase incriminata. Una nuova analisi dell’intercettazione da parte dei magistrati romani, però, ha svelato che essa sarebbe stata pronuciata da Italo Bocchino. L’ex parlamentare di An è da qualche tempo consulente di Romeo ed è per questo coinvolto anch’egli nell’indagine. 

Servizi deviati o un passante curioso?

Sarebbe infondata anche la tesi, sostenuta da Scarfato, secondo la quale i servizi segreti avrebbero seguito i carabinieri nelle loro rilevazioni relative alle indagini. In particolare, l’uomo sospettato di osservare i militari durante la raccolta dei famosi “pizzini” dalla spazzatura di piazza Nicosia a Roma, sarebbe nient’altro che un curioso residente nella strada adiacente. Se l’errore fosse confermato, verrebbe meno un altro mattone dell’instabile castello dell’accusa costruito dall’ufficiale. E indicherebbe come quest’ultimo abbia elaborato un’inquietante quanto assurda ipotesi di complotto per la quale una parte deviata dello Stato avrebbe cercato di interferire nelle indagini.

 Le indagini ripartono da zero

Come affermato dai magistrati romani, ora le indagini dovranno ripartire da zero. Venute meno alcune fondamentali informazioni per una ricostruzione completa della vicenda, sarà necessario rivedere ogni aspetto fin qui dato per certo. Se si considera come tutto questo sia conseguenza della negligenza, forse addirittura di una volontaria manipolazione di un ufficiale delle forze dell’ordine, allora viene alla luce uno scenario preoccupante. Perché esso induce ad interrogarsi sulle reali condizioni del nostro sistema giudiziario. Del quale, evidentemente, si conoscono solo in parte i limiti ed i malfunzionamenti.

Una riflessione necessaria

 È inutile negare che la maggior parte di noi non abbia esitato ad inveire contro Tiziano Renzi dopo la diffusione delle notizie sull’indagine a suo carico. Ed è anche probabile che molti abbiano ipotizzato un coinvolgimento nella vicenda del figlio Matteo. Ma la quasi totalità degli accertamenti a riguardo si è rivelata infondata. Allora, sarebbe necessario chiedersi se sia corretto giudicare un qualsiasi indagato alle prime rivelazioni sulle accuse a lui rivolte. Oppure se, in alternativa, sarebbe meglio attendere lo sviluppo delle indagini per trarre le proprie conclusioni. I risvolti del caso Consip, indubbiamente, forniscono un valido aiuto per operare questa scelta. 

Luca Mercanzin

 

 

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