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Sergi Roberto, il successo di un antieroe

La storia di Sergi Roberto: l’antieroe che ha salvato il Barcellona

Nessun giocatore rappresenta al meglio la virtù del calcio del Barça di Sergi Roberto; l’autore del 6-1, il goal che ha deciso all’ultima giocata, al minuto 95, durante il recupero, la storica rimonta blaugrana sul PSG.

“Ney mi ha detto ‘entra, entra, che te la metto’. Io ero titubante, perché gli altri miei compagni mi invitavano a rimanere fuori dall’area per la ribattuta”, raccontava Sergi all’uscita dal campo. “Sono entrato in area. Mi sono lanciato dopo che il pallone aveva superato Piqué”.

Un grande premio per la carriera di un ragazzo tanto bravo come persona, quanto come giocatore di calcio, esempio della Masia; la fabbrica di calciatori del Barça. “Rafinha mi ha detto: ‘Sergi, questo non è un sogno. È tutto vero” ha rivelato Sergi Roberto.

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Non protesta mai, accetta sempre le decisioni del tecnico, mai irrispettoso con nessuno: eppure, Sergi Roberto non era considerato titolare nella formazione di Luis Enrique. Il mediano di Reus era l’anello debole della catena del Barcellona. Il tecnico aveva deciso di giocare con un terzino dal piede inverso come Jordi Alba. I blaugrana cominciano l’estate con costanti problemi sul lato destro del campo, dopo la partenza di Alves e la flessione di Rakitic. A Luis Enrique non è rimasta scelta che improvvisare con Sergi Roberto, ottimo mediano, sicuramente il più adatto a sostituire Busquets nel ruolo di centrocampista centrale. Sergi Roberto ha preso il ruolo di laterale destro senza proferir parola, sostituendo Aleix Vidal dopo il brutto infortunio contro l’Alaves. Ha giocato al suo posto Sergi Roberto, perché è un giocatore così completo e diligente che può occupare qualunque ruolo in campo – con Luis Enrique ha ricoperto 6 diverse posizioni – si è sacrificato fino al limite del possibile, anche in partite contro esterni molto complicati da affrontare, come Draxler a Parigi. Al Camp Nou, contro il PSG, non era titolare come al solito.

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Non è entrato in campo fino al minuto 76, quando ha sostituito Rafinha. Abbastanza in tempo per il 6-1. “Dopo 5 minuti ero già soffocato dalla tensione che si respirava nella partita”, ha spiegato Sergi Roberto a Gerard Romero nel programma Moguts pel Barça. Modestia a parte, la sua carriera è costellata di momenti storici, come il suo debutto al Bernabeu nel giorno in cui il Barcellona vinse la Champions per 0-2, o quando lo scorso anno, in qualità di ala destra, con Messi in panchina dopo l’infortunio, è stata l’emblema dello 0-4 del Barça in quel di Chamartìn.

Nulla di ciò supera ciò che ha vissuto ieri contro il PSG. Non ha mai chiesto di lasciare il club nonostante quanto gli sia costato l’assestarsi, come Xavi o Iniesta. Molto modesto ed educato, Sergi ha imparato dai suoi maestri, giocatori che si trovano ad essere antieroi, giocatori da Eccellenza, lontano dal palcoscenico, impegnati con la famiglia, gente di casa come gli piace definire i loro genitori, così come Sergi Roberto; nato a Reus il 7 febbraio del 1992. Nessuno si è emozionato così tanto al Camp Nou, la scorsa notte, come il padre di Sergi Roberto.

 

Traduzione e adattamento a cura di Stefano Uccheddu.

Articolo originale: Sergi Roberto, el éxito de un antihéroe, El País.

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