Sharapova triste

Maria e le sue wild card

Nel mondo del tennis femminile infuoca la polemica riguardo alla concessione di wild card a Maria Sharapova. Siamo alle solite?

“Sharapova a Stoccarda? Grave mancanza di rispetto verso tutta la WTA. Dovrebbe ricominciare dal basso, mica è stata infortunata”. “Sharapova? Nemmeno mi ricordo di lei, il suo ritorno mi interessa poco”. “Le wild card dovrebbero essere assegnate soltanto a chi è sceso in classifica per problemi fisici, malattie o altre cause. Non per chi è stato sospeso per doping”. “È molto strano per noi giocatori capire una cosa del genere, come lei non possa nemmeno accedere all’impianto per i primi due giorni e poi mercoledì giocare il primo turno. La wild-card che è stata assegnata a lei avrebbe potuto essere data ad una giocatrice tedesca”.  “Non sono d’accordo con le Wild Card date a Sharapova”. Queste le reazioni da parte delle tenniste riguardo al rientro dalla squalifica per doping della Sharapova, nell’ordine Wozniacki, Muguruza, Radwanska, Kerber e la nostra Vinci. Beh Maria, bentornata!

Motivi della squalifica

Sharapova in conferenza
Il momento dell’annuncio della riscontrata positività

I fatti prima di tutto. Perché Maria Sharapova è stata squalificata? Dal 2006 a Maria Sharapova viene consigliato dal proprio medico familiare l’utilizzo di una sostanza, il Meldonium, a causa di una mancanza di magnesio, di elettrocardiogrammi irregolari e da una probabile forma congenita di diabete. Visto il largo uso da parte di atleti dell’Europa orientale e data una sua presunta capacità di garantire uno sfruttamento migliore dell’ossigeno inalato, la WADA (Agenzia Mondiale Anti-Doping) bandisce tale prodotto a partire dal 1° Gennaio 2016. La comunicazione a Sharapova arriva via e-mail a Dicembre 2015 ma l’atleta mai apre il link che segnala l’aggiornamento riguardo alle nuove sostanze dopanti, tra cui anche il Meldonium. Così durante un controllo agli Australian Open 2016 Sharapova viene trovata positiva a tale sostanza. È la stessa tennista russa a comunicarlo tramite una conferenza stampa da lei stessa indetta, rimettendosi in toto alla decisione del CAS. La squalifica iniziale di 24 mesi viene ridotta a 15, rendendo possibile il rientro di Sharapova in data 26 Aprile 2017.

Le wild card

Da dove nasce invece la polemica? Gli organizzatori di due tornei, Stoccarda e Roma, in pieno utilizzo delle proprie facoltà, decidono di assegnare una Wild Card, riservata agli atleti senza idonea posizione nel ranking che però vengono ritenuti in diritto di partecipare direttamente al torneo, senza le qualificazioni. Normalmente questa condizione viene data a tennisti in rientro da infortuni o ad atleti locali. Altri casi, come rientro da squalifica per doping, sono molto rari. Particolare è la questione del torneo di Stoccarda, che vedrà Sharapova protagonista a partire da oggi (26 Aprile 2017), primo giorno in cui la tennista russa ha il permesso per giocare.

Le reazioni

La reazione da parte del mondo del tennis come si è visto non è stata proprio positiva. Tennisti e tenniste si sono opposti in maniera netta contro questa decisione da parte degli organizzatori. Il motivo principale è il fatto che non sia corretto assegnare una Wild Card a un’atleta che rientra da una squalifica per doping e che ci siano molte altre atlete che meriterebbero molto di più quel posto. Non solo, si ritiene che la partecipazione della Sharapova sia dovuta solo agli sponsor e alla visibilità che l’atleta russa è in grado di portare. A tutto questo si deve aggiungere che Sharapova tanto simpatica alle colleghe  non è, e l’atteggiamento della tennista russa rispetto a questa vicenda non è stato dei migliori. Se da un lato infatti ha ammesso le proprie colpe sin da subito, dall’altro si è quasi sempre nascosta nel fatto che fosse un errore “involontario”, ignorando che poco importa questa cosa di fronte a un’infrazione commessa.

Confusione nell’analisi

Il problema quando si analizza la questione rimane però il modo in cui erroneamente si mescolano le competenze decisionali. La decisione riguardo alla squalifica è affidata al CAS: nel momento in cui non si è d’accordo con la squalifica comminata alla Sharapova, risulta necessario fare riferimento a tale organo per qualsiasi tipo di lamentela. Dall’altro lato la decisione riguardo alle Wild Card è di competenza dei singoli organizzatori dei tornei, che non hanno alcuna limitazione nella scelta dei giocatori (purché, com’è ovvio, non siano squalificati). Pertanto le due decisioni risultano distinte, indipendenti, anche se interconnesse, e in entrambi i casi giustificate.

L’errore dei colleghi

Quello che molti tennisti stanno compiendo è considerare la Sharapova non idonea alla partecipazione di un torneo solo perché è stata squalificata per doping. Poco importa che tale squalifica sia stata scontata e pertanto risulti in diritto di partecipare a qualsiasi torneo. La Wild Card è chiaramente un regalo ricevuto che di sicuro non avrà le motivazioni più plausibili ma che risulta essere un diritto sia per gli organizzatori che per Sharapova. Sarebbe come se un qualsiasi condannato, una volta rientrato in libertà, avesse a prescindere delle restrizioni rispetto a quello che può fare. La questione è semplice: la CAS da oggi consente che Sharapova possa giocare, la Federazione Internazionale del Tennis permette che gli organizzatori possano invitare le giocatrici che ritengono più opportune. Tutto il resto risulta essere purtroppo disinformazione, invidia e paura.

Il merito

Sarà anche antipatica questa Sharapova, si sarà anche fatta voler male dalle colleghe, ma non ha certo scarse qualità tali da giustificare una sua inadeguatezza tecnica per il turno che dovrà giocare. Non stiamo certo parlando dell’ultima arrivata, ma di una ex numero 1 al mondo, vincitrice di 5 slam. E una sua eventuale partenza dalle qualificazioni in un qualsivoglia torneo, oltre che essere un unicum, sarebbe una soluzione scarsamente logistica per gli organizzatori. È inutile nascondersi dietro ad un dito, nel tennis si è sempre fatto così.

Qualsiasi commento contrario non regge sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista regolamentare. Sharapova ha scontato la sua pena, adesso lasciamola giocare in pace.

Maria, bentornata, in bocca al lupo per la seconda parte della tua carriera.

Filippo Tessarollo

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