Paura per gli juventini: alcune cose non le si augurano nemmeno al peggior nemico

Una serata all’insegna della paura

Sabato, il grande giorno per la Juve, una squadra che unisce l’intera Italia. Tifosi provenienti da tutta la penisola si erano trovati nel capoluogo piemontese per condividere e seguire con gioia una partita di calcio. Nemmeno la pioggia li aveva fatti scappare ed andava tutto bene fino al terzo gol del Real Madrid, poi la paura ha cancellato tutto.

Il caos, la fuga, le ferite

Da cosa sia partita la fuga ancora bene non si è capito. In questo momento storico, dove il terrore può partire dal nulla, Torino ha riportato 1500 feriti. A distanza di quasi una settimana ci sono ancora persone scioccate. Alcuni addirittura dichiarano di non sapere più stare in mezzo alla folla. Tutte cose possibili dato la paura elevata provata in quella serata.

Doveva essere una serata piacevole e invece si è totalmente distrutta, come le numerose bottiglie a terra. Ma la vera domanda è stata: ci potevano stare tutte quelle bottiglie di vetro a terra? La sola possibile risposta era no. Per motivi di sicurezza le bottiglie di vetro avevano il divieto di entrare nella piazza. Troppe persone e sviste da parte degli addetti alla sicurezza, si spera impegnate in altri controlli, hanno permesso a persone “furbe” di vendere all’interno delle sbarre birre in bottiglie di vetro.

Oltre a questo piccolo dettaglio, un numero esagerato di gente si trovava in piazza già alle 15.00 del pomeriggio. I cestini dei rifiuti, chiusi per motivi di sicurezza, non hanno quindi aiutato a creare un’immagine positiva della piazza. Numerosissime bottiglie di vetro, di alcolici e superalcolici, poggiavano per terra accanto ai cestini o dove capitasse.

Vari sono stati i video che hanno poi circolato sul web dove si vedono chiaramente uomini portare confezioni di birre dentro la piazza scavalcando le sbarre. Ora però è inutile pensare a come sarebbe andata se ci fossero state diverse posizioni di sicurezza.

“L’esperienza più brutta della mia vita”

In questo modo l’hanno definita i presenti in piazza la sera di sabato scorso a Torino. La folla impazzita che urlava e piangeva, mentre correva in cerca di fuga. Non importava chi si stesse travolgendo, in quei momenti non si ragiona. Senza nessun motivo certo si cerca la fuga e l’istinto di sopravvivenza guida.

Un episodio terribile che segna ogni persona, ma lo si può augurare a qualcuno? Alcuni dei presenti in piazza, hanno augurato al ragazzo che si credeva colpevole della fuga, di trovarsi in mezzo ad un vero attentati. Davvero qualcuno si merita di trovarsi ad un passo da una delle morti più ingiuste che esistano?

La paura e il terrore possono continuare a creare paura e terrore con l’aggiunta di cattiveria. Non dobbiamo permettere che questo accada. Alcune cose non dovrebbero essere augurate nemmeno al peggior nemico, perciò ragioniamo prima di aprire la bocca, perché il male non può che portare ad altro male.

Rossella Arcangeli

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