È morta la Sinistra, non solo in Italia, ma nel mondo intero

Qualcosa è cambiato nella concezione di sempre

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È innegabile, i partiti di sinistra attualmente al potere non si comportano più da tali, almeno non secondo la tradizione e l’appartenenza al termine “Sinistra”.

Ma perché?

Per comprendere tale mutamento è necessario considerare un insieme di fattori politici all’interno del attuale scenario economico: la rinascita di movimenti e partiti populisti e demagoghi, l’aumento delle classi sociali dette poverissime (cioè sotto la soglia di povertà minima), l’aumento delle nuove classi sociali povere (ossia l’impoverimento delle classi medie), l’aumento delle classi sociali ricche, la diminuzione del potere d’acquisto da parte della borghesia.

Il PD

Il partito democratico è stato, in Italia, l’ago della bilancia di questo spostamento di tendenza politica. Le riforme presentate, i provvedimenti indetti e, infine, la riforma costituzionale, hanno definitivamente affossato l’idea di Sinistra tradizionale nel cuore e nella mente degli elettori. Ci sono alcuni fattori determinanti in questo cambiamento: i leader della Sinistra che chiameremo “Storica” erano abituati a confrontarsi con un elettorato nella maggior parte operaio, stipendiato e sfruttato; negli ultimi anni, complice la crisi economica, questi elettori distintamente schierati a sinistra hanno migrato verso movimenti populisti quali Movimento 5 Stelle e Lega Nord, ne sono testimonianza i risultati raggiunti da questi due partiti negli ultimi 6 anni. I partiti di Sinistra Storica, dunque, trovandosi progressivamente privi del solido elettorato, hanno dunque puntato ad una politica tradizionalmente centrista, attirando gli scontenti della Destra e gli indecisi.

Nel Mondo

Questa innovazione non riguarda solo l’Italia, ma si estende a tutti gli stati travolti dalla crisi economica. Francia. Regno Unito, Spagna, Grecia, Irlanda e addirittura Germania. Naturalmente è d’obbligo scindere e analizzare ogni paese relativamente alle linee governatoriali vigenti, ma in ognuno di essi il fenomeno del cambio di ideali e mezzi per le sinistre (e anche destre) tradizionali è forte e presente.

Stati Uniti

Da prendere con le pinze il caso degli Stati Uniti. La vittoria del repubblicano (?) Trump sulla democratica (?) Clinton è lo specchio delle scelte degli elettori: non l’essere conservatori, bensì l’astensionismo. La fetta di elettori che avrebbe incoronato Lady C. come primo presidente donna, si è astenuta nelle piccole minoranze e nei grandi indecisi. In questo caso, né la Clinton, né Donald Trump rispettavano gli standard dei due partiti maggioritari. Sanders sarebbe stata la vera alternativa di sinistra, escludendo il Green Party.

L’eccezione

Vi è tuttavia un’eccezione che naviga contro corrente: il Canada. Justin Trudeau, leader del Partito Liberale, macina consensi con politiche di sinistra. Accoglienza, politiche green, tolleranza. La risposta è nel welfare canadese, uno dei migliori al mondo considerando la densità d’abitanti e la storia del paese.

La conclusione è netta e abbastanza marchiana: perché un partito sia in grado di far politica di sinistra (nel senso primo del termine) ha bisogno di una cosa sola: l’economia a suo favore. Ciò può risultare una contraddizione innata dei due termini, ma, signore e signori, la storia è questa.

 

Gianluca Minuto

 

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