Snowden, un film di Oliver Stone

Eroe o traditore? Sicurezza o Libertà?

Joseph Gordon-Levitt (a sinistra) interpreta Edward Snowden (a destra) nell’ultimo film di Oliver Stone

Oliver Stone si riconferma molto a suo agio con le biografie (JFK ndr.). Questa volta è il turno di Ed Snowden, ex agente di CIA e NSA, eroe traditore. Il film verte sul dilemma Meglio un paese sicuro ma senza privacy o viceversa?

L’inizio

Inizio deludente. Il regista opta per la sempre rischiosa scelta di introdurre il protagonista col suo tratto distintivo: l’intelligenza fuori dal comune. Snowden si presenta infatti agli spettatori maneggiando un cubo di Rubik, con una mano sola. L’incipit vuole essere avvincente, ma pecca di cliché. Stanza d’albergo, parole in codice, sguardi fuoricampo. Colonna sonora completamente fuori luogo. Lo stile si risolleva con il proseguo delle scene.

Il tocco di classe

Superato il trauma dell’incipit, lo spettatore comincia finalmente a godersi il film. Ambiziosa e azzeccata la scelta di alternare più digressioni dissimili fra loro con la realtà attuale. Il primo flashback narrativo riguarda l’esperienza nell’esercito, stereotipata e priva di alcun valore portante. Segue il primo incontro con Lindsay Mills (Shailene Woodley) e lo sviluppo della storia d’amore tra lui conservatore e lei democratica. Ultimo dell’intreccio ma primo per importanza, il trascorso professionale di Snowden: CIA, NSA, di nuovo CIA. Oliver Stone riesce magistralmente a gestire questo cocktail di informazioni con ritmo calzante.

La riflessione

Preferireste la privacy o la sicurezza? Questi due diritti sono realmente complementari? Stone riprende la falsa riga cominciata nel ’91 con il film JFK. La riflessione indotta dal film è la seguente: qualsiasi sia la decisione migliore, spetta al popolo informato. Vi è inoltre una riflessione nella riflessione: Edward Snowden è un eroe o un traditore? Per rispondere a tale domanda è necessario porsi il seguente quesito: si può avere la risposta con le conseguenze ancora in atto?

Joseph Gordon-Levitt

L’attore protagonista è la miglior carta giocata dal regista. Espressivo ma misterioso. Freddo ma sentimentale. Combattuto ma risoluto. Joseph Gordon-Levitt si conferma uno dei migliori attori americani in circolazione.

 

Gianluca Minuto

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