sollecito iene

Le Iene puntano su Raffaele Sollecito

Raffaele Sollecito: avvocato di se stesso per un giorno

sollecito iene

Il giudice viene sostituito dall’uomo della strada e gli imputati diventano delle vere e proprie pop star”: è questa l’intro del servizio de Le Iene andato in onda qualche settimana fa, con protagonista Raffaele Sollecito.

Il ragazzo, condannato nel 2009 e poi assolto in via definitiva nel 2015 per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, ha avuto la possibilità di chiedere , sotto mentite spoglie, cosa ne pensassero gli intervistati di lui, faccia a faccia. D’altronde tra un libro di Sollecito, un film dal titolo “Meredith – The face of an angel” e “Amanda Knox”, il documentario del 2016 firmato Netflix, anche i due protagonisti della vicenda hanno detto la loro.

E così Le Iene hanno portato Sollecito, assolto dalla Cassazione, dinanzi all’opinione pubblica. Inutile dire che la maggioranza lo ritenga ancora colpevole. Dicono che gli chiederebbero “Sei a posto con la coscienza?” se ce l’avessero davanti. E Sollecito si toglie occhiali e baffi finti – non è vero, non aveva altro che la telecamera a coprirne il volto – e si presenta, tra lo stupore e il terrore degli intervistati. L’esperimento sociale si conclude: alcune delle vittime ammettono che il grande spettacolo mediatico passi agli occhi degli spettatori come il vero giudice supremo. Ma, pensandoci un attimo, non vi viene in mente un programma che si presenti come vero e proprio giudice supremo? Vi do un indizio: ha lo stesso nome di un cult di Tarantino.

sollecito iene

Questo esperimento sociale, dunque, fa notare come gli intervistati, posti di fronte all’individuo da loro additato come criminale, cambino prontamente idea e si mettano nei suoi panni. L’empatia fa tutto il resto. Eppure in questo caso, gran parte degli intervistati non torna sui propri passi. Anzi: i più impavidi dicono a Sollecito “Devi confessare!” o “Hai la coscienza sporca!” e non si pentono di quanto detto prima. Certo è che questo pseudo-servizio non cambierà le cose. Non dimostrerà niente che già non sappiamo: che i media influenzino le opinioni delle persone è chiaro a tutti. E questo servizio non restituirà onore ai telegiornali e alle trasmissioni trash che avevano squallidamente messo a nudo qualsiasi dettaglio della vicenda, rendendola una fiction vietata ai minori di 14 anni. Non restituirà a Sollecito i 4 anni passati in carcere – per cui Raffaele aveva chiesto un risarcimento di ben 516mila euro, negato recentemente dal Tribunale poiché l’imputato aveva dato testimonianze incerte, contraddittorie e spesso false agli inquirenti. E soprattutto non restituirà Meredith, morta a soli 22 anni per mano di qualcuno che, ad oggi, l’ha fatta franca.

Chiara Manetti

Rispondi