Sono pronto?

Sono pronto?


La domanda che ti tormenta fino alla scoperta del tuo equilibrio mentale. Quando inizi una esperienza non ti senti mai abbastanza pronto, ma solo sicuro di volerla iniziare.

In realtà, ti senti avvolto da una marea di sensazioni. Uno tsunami di emozioni contrastanti fra esse. La tua testa è diventata uno scontro di box. I tuoi pensieri fanno a botte. Un attimo prima hai voglia di cambiare, e l’attimo dopo sei semplicemente terrorizzato dall’idea del cambiamento. Sei adrenalinico, impaziente ma allo stesso tempo confuso. Non ti senti pronto a cambiare Stato, a cambiare casa, amici e abitudini, di nuovo.

Infondo il cambiamento è bello perché ti senti vivo ma allo stesso tempo ti metti i brividi. Non sai da dove iniziare.
E così inizi facendoti un biglietto di solo andata. Ed il tuo cervello va subito letteralmente in overdose. : un mix smisurato di sensazioni controverse ti assalgano, ti divorano.
Ma ormai hai preso la scelta, lasci tutto indietro. Hai paura solo a voltarti. Hai paura di pentirti. Perciò, tiri dritto, ed inizi la tua corsa.

E come se fossi su una tavola da surf, fai su giù fra le onde aspettando il momento giusto per cavalcarle.
E quel momento all’inizio sembra proprio non voler arrivare.
La tua testa è nulla. Intorno a te un arcobaleno di odori e rumori nuovi. Persino i colori della città ti sembrano nuovi. L’aria che respiri è nuova, non ti lascia tempo per pensare. In questa fase devi solo agire. Ti fai forza, siete solo tu e la tua valigia di emozioni, tu e il tuo bagaglio di ricordi, e ti incammini verso una strada sconosciuta, una strada che ti rende insicura ma che allo stesso tempo muori dalla voglia di attraversare.

E così, inizi il tuo cammino a piccoli passi. Prima uno e poi un altro. Ti fiondi alla ricerca disperata di una casa, che sia adatta per lo meno a quelle poche esigenze che hai. E pensi che il difficile sia ormai passato. Ma non è passato. Te ne rendi conto da subito, quando tenti a comunicare in una lingua che in realtà non conosci. E non avresti mai pensato che la comunicazione avrebbe potuto rappresentare un problema. Ma ebbene si, la lingua rappresenta il primo ostacolo. O meglio,
la paura di non capire e farsi capire lo rappresenta. Anzi credo che in realtà ti avvolga completamente, ti mantiene stretta a sé che delle volte viene difficile anche respirare. Hai presente quella sensazione che ti rimane addosso e non sai, non hai idea di come farla andar via?! Ecco è proprio quella. Ma, quella sensazione se ne va piano piano, o meglio se ne va quando ti rendi conto che non devi aver paura, quanto ti rendi conto che passo dopo passo diventa tutto più facile.
E’ come fare buggy jumping. Ormai hai deciso di buttarti giù e una volta messa l’impalcatura non puoi più tirarti indietro. E ben presto noterai che sono i primi secondi quelli ad essere i difficili. Gli altri, sono solo pieni di vita.

Quando inizi una nuova esperienza è come quando guardi un film già iniziato, non capisci nulla, ma una volta ripreso il filo riesci a goderti il finale.
E Bruxelles, come tutte le nuove esperienze è questo: un film di cui non so il finale ma che voglio assolutamente guardare. E’ l’ennesimo viaggio verso una nuova me. Alla ricerca di nuovi stimoli, alla scoperta di nuovi obiettivi. Solo io e la mia matita, pronta a scrivere un nuovo capitolo della mia vita. Pronta ad affrontare i mille ostacoli che si presenteranno e a colorare quest’avventura di un colore unico. Pronta a raccontare una nuova storia, pronta a mettermi in gioco, ad imparare e cadere ancora. Pronta ad aggiungere Bruxelles nel mio libro della vita.
Un viaggio ti toglie tanto, ma ti toglie quanto ti dà. E non c’è miglior maniera di vivere se non, quella di viaggiare dentro noi stessi, ogni giorno.

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