Storie di squadre: Ancona

L’ultimo paio di stagioni in Serie A ci hanno quasi abituato a trovare nell’organico della massima serie calcistica nostrana matricole, cioè squadre che si sono affacciate per la prima volta alla massima ribalta nazionale. La presenza, infatti, di Carpi, Frosinone e quest’anno Crotone ha portato una ventata di novità, seppur fugace ed effimera, perché il calcio business che viviamo in quest’epoca poco permette escursioni, diciamo così, romantiche. È pur vero, però, che anche in passato piccole squadre sono arrivate in alto, raggiungendo il loro massimo con l’ultimo scudetto di provincia, quello del Verona nel 1984/85 e, precedentemente, con le dieci stagioni consecutive dell’Avellino in Serie A, ma scavando nel passato si possono trovare altre storie.

Quella di cui vogliamo parlare oggi è la storia dell’Ancona. L’inizio del calcio nel piccolo centro marchigiano, noto soprattutto per la presenza di un’altra grande provinciale, l’Ascoli, nella massima serie, risale addirittura al 1905, quando il nuovo sport fu importato, come la Storia ci insegna, dai marinai inglesi che lo praticavano nelle ore di svago permesse dal lavoro. La diffusione presso gli autoctoni fu presto cosa fatta e l’Unione Sportiva Anconitana, come all’epoca si chiamava, partecipò già nel 1921/22 al massimo campionato, allora diviso in gironi.

Per trovare il debutto di quella che era nel frattempo diventata Ancona Calcio nel girone unico, istituito a partire dal 1929/30, bisogna aspettare la stagione 1991/92, il sette giugno precisamente, data storica per il calcio di quelle parti, perché in quella data, pareggiando in casa del Bologna per uno a uno, la squadra presieduta da Camillo Florini e guidata in panchina da Vincenzo Guerini, approdò per la prima volta nell’attuale Serie A. La presenza dei Dorici, come sono chiamati, nella massima serie durò lo spazio di una sola stagione, ma le sorprese non si erano concluse perché nella stagione successiva, pur militando in Serie B, la squadra guidata ancora da Guerini fu protagonista di un’incredibile cavalcata in Coppa Italia. Eliminando via via il Giarre, il Napoli, l’Avellino, il Venezia e il Torino, i Dorici si ritrovarono in una storica finale ad affrontare la Sampdoria dei mitici Pagliuca, Vierchowood, Evani, Lombardo, Platt Jugovic, Gullit, guidati in panchina da Sven Goran Eriksson, riuscendo anche ad imporre il nulla di fatto nella gara di andata ad Ancona, salvo arrendersi ad un perentorio sei a uno nel ritorno, sconfitta che non ridimensionò la storica cavalcata dei dorici.

Il sogno biancorosso non finì con quest’impresa, però, perché dopo aver rischiato il fallimento, in un’altra data storica, l’11 giugno del 2000, nella finale play off di Serie C contro gli odiati cugini dell’Ascoli, in un finale al cardiopalmo i Dorici pareggiarono a due minuti dalla fine dei supplementari il vantaggio bianconero, festeggiando la promozione tra i cadetti, viatico per centrare la seconda, storica, promozione in Serie A, nella stagione nella stagione 2003/04, con Gigi Simoni in panchina ed Ermanno Pieroni alla presidenza. Anche stavolta la presenza in Serie A durò lo spazio di una sola stagione, ma la retrocessione segnò anche la fine dei tempi d’oro, l’Ancona, infatti, cominciò a passare da un fallimento all’altro, fino a ripartire dalla terza categoria da cui è salita fino all’attuale Lega Pro in cui milita, sempre nel ricordo di quelle gloriose stagioni nel calcio importante.

Raffaele Ciccarelli

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