suicidio assistito e libertà del fine vita

Suicidio assistito, eutanasia, biotestamento: le scelte del fine vita

Davide Trentini come DJ Fabo, in Svizzera per morire liberamente

«Spero tanto che l’Italia diventi un paese più civile, facendo finalmente una legge che permetta di porre fine a sofferenze enormi, senza fine, senza rimedio, a casa propria, vicino ai propri cari, senza dover andare all’estero, con tutte le difficoltà del caso, senza spese eccessive. […] Spero anche che in Italia si arrivi presto alla legalizzazione, o almeno all’uso terapeutico della marijuana. Io sono, abitando in Toscana, tra i pochi in Italia a ricevere puntualmente le mie cartine di marijuana tramite l’ASL, con ricetta del medico, e conosco molto bene i suoi benefici, per fortuna sono quasi 20 anni che conosco molto bene le grandi doti della Maria. Tra poco partirò per la mia tanto sognata vacanza!!! Evviva. Salute per tutti e soprattutto tanta ma tanta serenità per tutti. […] Dopo una lunghissima riflessione ho deciso di andare in Svizzera per il suicidio assistito, devo ringraziare enormemente l’Associazione Luca Coscioni, che ha fatto una raccolta fondi per aiutarmi nella spesa, e soprattutto Marco Cappato, sempre pronto ad aiutarmi anche dal punto di vista umano»

Alcune parole della lettera di addio di Davide Trentini, 52enne che ha deciso di morire in Svizzera tramite suicidio assistito. Malato di sclerosi multipla dal 1993, ha cercato di combattere la stronza (come l’ha definita lui) in ogni modo. Ma ogni giorno la malattia è peggiorata sempre di più. Si è descritto come uno “sgorbio con le gambe lunghe”, dilaniato dal dolore e privo di ogni prospettiva di vita. E l’ultimo messaggio lanciato prima di morire è arrivato forte e chiaro, in un momento molto significativo.

8 aprile 2017: giornata di mobilitazione per il biotestamento

Tutti ricorderanno la storia di DJ Fabo, anche lui come Davide ha viaggiato oltre confine per poter morire serenamente. E anche per lui ha avuto un grande ruolo Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. Coinvolto nella difesa dei diritti riguardanti il testamento biologico, Cappato promuove  la libertà di scelta e la dignità del fine vita.

Per questo, l’8 aprile ha organizzato una mobilitazione con l’Associazione in 18 piazze italiane (tra cui Milano, Roma, Firenze, Bologna). La giornata è stata un’ occasione per dare informazioni in merito al testamento biologico. L’evento ha dato anche l’opportunità di mostrare la necessità di una legge che regolamenti il fine vita. Inoltre, i cittadini hanno avuto la possibilità di far autenticare disposizioni anticipate e testamento biologico da un notaio.

Come affermato anche da Marco Cappato, i lavori per un ddl sul testamento biologico non possono più venire rinviati. La maggioranza dei parlamentari e dei cittadini è favorevole ad una legge che garantisca il rispetto della propria volontà. E allora, non è forse arrivato il momento di prenderci la libertà di poter scegliere ciò che desideriamo?

Cosa dobbiamo sapere su testamento biologico, eutanasia e suicidio assistito

Sul sito dell’ Associazione Luca Coscioni, è affermato che sottoscrivere un testamento biologico significa decidere, in un momento in cui si è ancora capaci di intendere e volere, quali trattamenti sanitari si intenderanno accettare o rifiutare nel momento in cui subentrerà un’incapacità mentale. L’Associazione Luca Coscioni, oltre a battersi per un pieno riconoscimento legale delle disposizioni anticipate di trattamento, offre a tutti i propri sostenitori la possibilità di compilare il proprio testamento biologico.

Dunque, il testamento biologico (o Dichiarazione anticipata di trattamento) è un documento che esprime la scelta di una persona riguardo le terapie da prendere se, in caso di malattia o incidente, non fosse più in grado di esprimere le proprie volontà. Viene definito anche come fine dell’accanimento terapeutico. Ed in Italia non vi sono leggi in merito, mentre in altri paesi sì.

dove sono accettati eutanasia e suicidio assistito
leggi sull’eutanasia ed il suicidio assistito in europa

Il suicidio assistito è la somministrazione di sostanze che porteranno alla cessazione dell’attività vitale. Prevede l’aiuto medico ma l’azione finale deve essere compiuta da colui che l’ha scelto, da qui il termine suicidio. E’ la pratica che Dj Fabo e Davide Trentini hanno scelto di fare in Svizzera, poiché in Italia non è riconosciuta.

L’eutanasia  si distingue invece in attiva e passiva. L’eutanasia attiva consiste nel porre fine alla vita di un paziente purché questo sia cosciente e non vi siano possibilità di recupero nella sua malattia. E’ quindi l’azione di un medico che per porre fine alle sofferenze del paziente, asseconda la sua richiesta di morire. In Italia costituisce reato. L’eutanasia passiva consiste invece nell’ interruzione di terapie considerate inutili e nella somministrazione di farmaci che favoriranno la morte fisica del corpo.

Liberi fino alla fine

In una questione del genere è difficile svincolarsi dai concetti morali e dai dogmi religiosi che impongono la sacralità della vita. Forse però dovremmo chiederci, innanzitutto, che cos’è la vita? Si può considerare vita quella che ti rilega in un letto, senza poter muovere il corpo, facendo fatica ad articolare le parole? Forse sì o forse no, ognuno ha il proprio pensiero in merito. Ma di sicuro, vivere è un’ altra cosa. Vivere significa anche scegliere e prendersi la responsabilità delle proprie scelte. Per questo ognuno dovrebbe essere libero di scegliere, fino alla fine. E scegliere di compiere, se lo desidera, la “tanto sognata vacanza” nel proprio paese.

Carola Varano

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