Super vacanze di natale

Super Vacanze di Natale – Il film

Il nuovo Cinepanettone

“Super Vacanze di Natale” e lo zio imbarazzante al cenone


Super vacanze di natale
Fonte: www.comingsoon.it

Il cinepanettone è morto, lunga vita al cinepanettone

Gli incassi del nostrano cinepanettone si sa, non sono più quelli delle ridenti sale italiane negli anni ottanta e novanta; un argomento che ogni anno sotto le luci natalizie viene riproposto con un titolo diverso che va da “Natale a *nome di un luogo esotico” a “*nome di una professione umile* a Natale”.

Ma non nel duemiladiciasette. No quest’anno Aurelio de Laurentis ha deciso di sconvolgere la cinematografia in due semplici mosse: riaprire i cancelli del deposito della Filmauro e chiamare Paolo Ruffini.

Ed ecco che esce nelle sale “Super Vacanze di Natale” meglio noto come un montaggio delle migliori scene dei cinepanettoni dal 1983 al 2013 con la regia di Paolo Ruffini.

Super vacanze di natale
Fonte: www.comingsoon.it

Parola al regista

Io ho cercato davvero di prendere seriamente questa cosa. C’è stato un attimo in cui ho anche pensato al fatto che potesse essere quasi riconducibile ad una crisi del postmoderno. Ci ho provato ma poi ho guardato qualche opinione di Paolo Ruffini e qualche sua videointervista e nulla è stato più come prima: “Super Vacanze di Natale” è il delirio di quello zio strano al vostro cenone che tutti decidono di assecondare.

Prima di tutto bisogna capire che è giusto definire Ruffini il regista di quest’opera perché il suo non è stato assolutamente soltanto un tagliare e incollare le scene più esilaranti ma ha persino diviso in sequenze il film, separandole tramite delle citazioni a schermo nero di autori come Freud e Dostoevskij.

 Ruffini si è anche dedicato, in quanto regista, a rispondere ad alcune domande di giornalisti cinematografici. Personalmente io proporrei a De Laurentis di investire su un montaggio serrato di questi momenti che terrò per sempre nel mio cuore come alcune delle immagini più esilaranti mai viste su schermo. In questo ordine Paolo Ruffini afferma che il risultato del suo lavoro di montaggio ha una carica esplosiva, moderna, urgente; l’esempio di quello che può essere considerato un cinema poetico che ritrova le sue origini in Plauto.


Di quando De Sica spiegò Youtube a Ruffini

Quando si dice cinepanettone non si può che pensare a loro, la coppia regale del nostro stivale: Christian De Sica e Massimo Boldi i quali ovviamente sono i protagonisti e attori principali di “Super Vacanze di Natale”.

Le loro reazioni sono state anch’esse uno dei momenti più alti del cinema italiano contemporaneo: Christian De Sica, di anni sessantasei, ha ricordato a Paolo Ruffini, di anni trentanove, che ormai su You Tube si possono trovare velocemente e in modo più comodo i Best of dei migliori cinepanettoni e che dunque nessuno sentiva il bisogno di un montaggio del genere; inoltre aggiunge “Ho sempre detto che, se ci fosse stata una buona idea, avremmo potuto tornare insieme. Ma così, senza dircelo, ha fatto una sciocchezza. Poteva chiedercelo. Gli avremmo detto di no”.

Un altro paio di maniche è Massimo Boldi che ha preso direttamente la strada della querela per concorrenza sleale. Purtroppo la sua causa non ha avuto la meglio ma c’è sempre bisogno di gesti coraggiosi nel nostro mondo.


Paolo Ruffini e l’arte di piangersi addosso

A parte l’infinita linea comica che fa da cornice al film, quest’ultimo si è rivelato un flop al botteghino almeno a confronto con gli altri due film di Natale che venivano proiettati nella stessa settimana nei cinema.

Non si può neanche parlare di un film che non funziona: se vi fanno ridere i cinepanettoni probabilmente Super Vacanze di Natale vi farà ridere e va benissimo così. Quello che non va fondamentalmente è Ruffini e il modo quasi masochistico con cui continua ad imbarazzare il mondo del cinema.

Ogni intervista che ha accompagnato il film è sistematicamente condita da tre opinioni fondamentali: i cinepanettoni non sono volgari perché non c’è sangue; la comicità è cambiata, non è più quella degli anni ottanta; i social ci hanno fatto diventare aridi.

Ed è proprio come sentire parlare quello zio di cui parlavo poco sopra: alzi gli occhi al cielo e cerchi di spiegare come nessuna di queste affermazioni abbia in sé un minimo di cognizione di causa: I cinepanettoni sono volgari perché rappresentano esattamente quella società italiana volgare, macchiettistica e cresciuta troppo in fretta; dovevano essere così perché eravamo così. Lo siamo ancora adesso? Forse ma è indubbio che ci sia un cambiamento perché è così che funziona il mondo, ci sono nuove generazioni, nuovi mezzi ed è anacronistico pensare che possa ancora far ridere tutto ciò che contorna la figura dello yuppy, dato che non fanno parte in nessun modo del bagaglio culturale di chiunque nato dopo gli anni ottanta.

Quello dei cinepanettoni è un declino che è stato necessario e che non ha nulla a che fare con la crisi del cinema. Il cinepanettone è una pellicola che parla a, di, e con gli italiani e adesso quegli italiani non ci sono più e invece di piangersi continuamente addosso su come i social siano la colpa di ogni male al mondo, bisognerebbe cercare di capire perché la comicità non riesce più a toccare certe corde.


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