Tanto tuonò che non piovve: gli ultimi colpi del mercato NBA

Cousins, Ibaka e gli altri colpi entro la deadline del 23 febbraio

Doveva essere il mercato di Carmelo in una contender, di Boston con un nuovo All-Star (Butler, Griffin, George), di una nuova PG per il re e invece… e invece nessuna di questa trade è stata finalizzata.

Qualcosa di importante è successo comunque, andiamo a ricapitolare i migliori colpi messi a segno dalle franchigie NBA entro la deadline post-All Star Game.

DeMarcus Cousins a New Orleans: le twin towers 2.0

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Boogie e The Brow: due pilastri per i derelitti Pelicans

DMC alla corte di Anthony Davis è sicuramente il Colpo di questo mercato. Per completezza d’informazione, la trade messa in piedi è stata: Cousins e Casspi a NOLA per Hield, Galloway, Tyreke Evans e una scelta 2017 (top 3 protetta) a SacTo.

In poche parole: uno dei centri più forti della Lega per una miscellanea di mezzi giocatori, talenti inespressi e buoni panchinari. Vi direte, gran colpo Pelicans ma attenzione: le prime due gare di DMC con la maglia di NOLA sono state due sconfitte. Peggio, due brutte sconfitte in cui solo 3 giocatori sono andati in doppia cifra. L’impressione è che Davis e Cousins predichino nel deserto.

Per i Pelicans l’obiettivo dichiarato è l’ottava piazza valida per l’accesso ai PO, ora lontana 3 vittorie, per la quale dovranno lottare con altre 4-5 squadre, tra cui proprio i Kings.

Aldilà dell’inizio balbettante, i presupposti sono intriganti: una coppia di lunghi così forte e completa non si vedeva dai primi titoli degli Spurs (Duncan+Robinson) e, potenzialmente, potrà essere in grado di dominare il pitturato avversario per parecchie stagioni.

Conditio sine qua non è la stabilità mentale di DMC. Boogie a Sacramento era di troppo per i suoi atteggiamenti sempre sul filo del rasoio, per i suoi falli tecnici (quasi 20 già in questa prima parte di stagione) e per il poco coinvolgimento dei compagni. “Classici” capricci da Star? Staremo a vedere. Il potenziale a NOLA è elevatissimo, un paio di aggiustamenti tattici o un pio di aggiunte a roster nel settore esterni potrebbero far fare il salto di qualità definitivo alla franchigia.

A Sacramento, invece, si è cancellato con un colpo di spugna il progetto di creazione di un team vincente avviato non più tardi della scorsa stagione (Cousins, Rondo, Gay, Belinelli). Vlade Divac, ora GM dei Kings, ha ammesso di aver rifiutato un’offerta più vantaggiosa ricevuta prima di spedire DMC in Lousiana: non proprio un’iniezione di fiducia per i tifosi.

In ogni caso, togliere pressione ai giocatori e ricominciare coi giovani è una scelta corretta che darà dei risultati anche maggiori rispetto al progetto iniziale.

Il colpo che potrebbe spostare gli equilibri: Lou Williams ai Rockets

A Houston sembrano aver trovato la soluzione al loro famoso problema. L’arrivo di coach D’Antoni e della sua pallacanestro a tratti estrema e rivoluzionaria, ha stimolato la star della squadra, James Harden, a prendere per mano i compagni e portarli ai vertici della Western Conference.

Ad oggi i Rockets, grazie al loro basket basato sul tiro da fuori, fanno registrare il terzo record della Lega (dietro solo a Warriors e Spurs) e covano legittime ambizioni per il loro percorso ai playoff.

Ad una squadra che vanta nel proprio roster 4 giocatori con più di 150 triple in stagione (Ariza, Gordon, Anderson e Harden) si è aggiunto ora uno dei candidati principali, con lo stesso Gordon, al miglior sesto uomo dell’anno: Lou Williams from the L.A. Lakers.

I gialloviola, freschi dell’inserimento in cabina di regia di Magic Johnson nelle vesti di GM, hanno deciso di rinunciare al loro miglior uomo (anche se uscente dalla panchina) per portare a casa una scelta (presumibilmente molto alta) e i 4 punti di media di un veterano come Corey Brewer. Ci si poteva aspettare di meglio? Domanda retorica.

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Il colpo pregiato del mercato NBA 2017 versus DeMarcus Cousins

Nelle sue prime due uscite in maglia Rockets, Lou ha fatto registrare, rispettivamente, 27 e 17 punti facendo capire che si trova già completamente a suo agio nella nuova realtà. E ad Houston già si gongola…

Serge Ibaka alla corte del Re del Nord

Il congolese, naturalizzato spagnolo, ex Orlando Magic potrebbe essere uno dei colpi meno appariscenti ma più efficaci di questo mercato. In Florida ormai le ambizioni di playoff si vedono col binocolo: un peccato per un combattente abituato a palcoscenici importanti come Ibaka. Per chi non se lo ricordasse, infatti, il buon Serge era il centro titolare dei Thunder di Westbrook-Durant-Harden: un ottimo rim-protector con grandi movimenti anche in attacco.

Toronto riesce a portarlo a casa in cambio di Terrence Ross e una prima scelta al Draft 2017, non  male vista anche l’abbondanza nel settore esterni dei Raptors.

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Ibaka alla prima uscita in maglia Raptors

L’addizione di Ibaka aggiunge fisicità ed esperienza ad un reparto lunghi ricco di tecnica e di gioventù: un bel colpo in ottica playoff. I Raptors si ricandidano prepotentemente ad essere una delle rivali principali di Cleveland.

La delusione (momentanea?) del Re

Febbraio si era aperto con le critiche inequivocabili di LeBron alla dirigenza Cavs rea, a suo dire, di non avergli garantito un supporting cast rinnovato per questa stagione. Tutto ruota intorno alla famosa questione del playmaker, spot poco coperto nel roster dei campioni in carica.

Vi svelo già il finale di questa storia: nessuna pointguard è arrivata alla corte del Re. Almeno alla deadline del 23 febbraio. Sì, perché una PG arriverà e si sa già chi sarà: Deron Williams dai Dallas Mavs.

Il mercato di Cleveland, infatti, si intreccia con quello della franchigia texana la quale ha messo in piedi una trade interessante con Philadelphia: Nerlens Noel a Dallas in cambio di Andrew Bogut, Justin Anderson e una prima scelta 2017 (protetta 1-18). Il giovane centro dei 76ers rinnova il reparto lunghi abbassando l’età media di una delle squadre più “vecchie” della Lega.

E questo cosa c’entra con LeBron e i suoi sudditi? Molto perché i Mavs hanno successivamente tagliato il pesante contratto di Deron Williams così come Phila quello di Bogut. Due appetibili free agent di esperienza liberi sul mercato. Uno dei due, come detto, è la tanto agognata PG, l’altro il centro titolare di Golden State nelle ultime due finali NBA.

Se per quanto riguarda il centro australiano si registrano diversi team interessati (per ultima la stessa Golden State), per Deron ai Cavs manca solo l’ufficialità.

Williams si aggiungerebbe ad un altro bel colpo fatto registrare da Cleveland: Kyle Korver da Atlanta in cambio di Mike Dunleavy, Mo Williams e una prima scelta.

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Kyle Korver e la sua enciclopedica tecnica di tiro

Con l’aggiunta dell’infinito range di tiro di KK, un playmaker d’esperienza (nonchè ex All Star) come Deron Williams e l’atletismo di un altro Williams, Derrick, pescato tra i free-agent, il Re può essere felice: la sua corte è completa e pronta a battersi fino in fondo contro l’impero Warriors.

Chicago, OKC e altri movimenti “minori”

Un’altra trade importante è quella che si è definita tra OKC e Chicago: Taj Gibson e Doug McDermott ai Thunder in cambio di Payne, Morrow e Lauvergne. Chi ci guadagna? Forse Oklahoma che aggiunge fisicità sotto al ferro e un buon tiratore da oltre l’arco. I Bulls, invece, avevano bisogno di un play titolare e di maggior range di tiro. Sembra non portino a casa nessuno dei due ma stiamo a vedere.

Chi aveva bisogno di difesa e di sostanza sotto canestro erano i Denver Nuggets del nostra Gallinari, i quali acquisiscono Mason Plumlee da Portland in cambio di Jusuf Nurkic ed una prima scelta 2019. Ottimo scambio per le pepite del Colorado che ne guadagnano in difesa, migliorandosi nella rincorsa all’ottavo posto ad Ovest.

A Washington, invece, si arricchiscono dei contratti di Bogdanovic e di McCollough dai Nets in cambio di una prima scelta 2017, di Marcus Thornton e di Andrew Nicholson. I due ex di Brooklyn aiuteranno Wall e compagni ad aumentare le rotazioni dalla panchina, sempre utili in ottica post season.

Last but not least, i Sixers. Phila ha mandato Ersan Ilyasova ad Atlanta in cambio di Thiago Splitter e due future scelte 2017. Questo, aggiungendo lo spazio salariale liberato dal taglio di Bogut, permetterà ai Sixers di presentarsi alla ricca free agency 2017 molto appetibili, potendo garantire contratti molto succosi alle varie star disponibili.

Tutte le scelte al draft accumulate, inoltre, permetteranno di scegliere un bel numero di giocatori in una delle lottery con maggior talento degli ultimi anni. Attenzione tifosi di Phila: le vostre pene stanno per finire.

Daniele Mengato

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