TBP Serie A Awards 2018 – Miglior centrocampista

Ritornano gli Awards della Serie A, firmati Brockford Post

I migliori e i peggiori portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti, secondo la nostra redazione sportiva. In aggiunta al voto, la motivazione della scelta. 


Stefano Uccheddu: Milinković-Savić

Battiato lo definirebbe “centro di gravità permanente”, D’Annunzio lo battezzerebbe “Andrea Sperelli”, il Mondo non può che collocarlo nella fenomenologia dell’inspiegabile: l’arte abbinata alla fisica dei corpi.

La prova tangibile dell’evoluzionismo darwiniano applicato a una specie. Credo semplicemente non si sia mai visto un ariano tanto benedetto da un entità superiore. L’ossimoro volontario nasce dall’impossibilità di inquadrare Milinković-Savić all’interno di schemi predefiniti o esempi noti all’esperienza umana votata al pallone. L’esemplificazione dell’onnipotenza fisica e tecnica abbinata a questo sport, ma attenzione, Milinković è “l’evoluzione finale”, ma non è il nuovo Pogba. Il ‘93 francese, in Serie A, era un giocatore in grado di accendersi negli spazi, eccellente nel coprire porzioni di campo enormi, grazie alla proprietà di controllo e gestione dei mezzi in campo aperto. Ha sempre faticato nella gestione semplice, nel palleggio e nell’accentrare il gioco nei propri piedi. Il serbo, invece, eccelle in questo fondamentale: si ha la percezione che sia in grado di calamitare qualunque pallone orbiti in terra e aria, come circondato da una mistica forza gravitazionale, anche e soprattutto in fase di costruzione. Nell’ultimo anno, Milinković-Savić è migliorato notevolmente nell’unico fondamentale mancante per entrare nella classificazione dei “tuttocampisti”: l’interdizione a difesa schierata. Classe pura, abbinata a un fisico da NBA: semplicemente illegale per questa Lega, probabilmente (già) pronto a prendersi ogni cosa.


Alfredo Montalto: Allan

Che poi qualche numero da brasiliano lo ha dai. Sarà il baricentro basso…

Most Improved Player of the Year. L’anno scorso malino: spesso era lui a venir sostituito per far spazio a Zielinski e in molti credevano che il polacco dovesse essere titolare. Quest’anno il motore di Allan è tornato a girare, più veloce che mai. Sarri non rinuncerebbe a lui neanche con una pistola alla tempia, privandosi molto spesso del mostro sacro Hamsik piuttosto che della sua piovra. Una stagione mostruosa e dominante, che ha permesso al Napoli di dominare quasi ogni partita a centrocampo. La cosa più impressionante è che nonostante i 131 palloni recuperati (statistica in cui è primo fra i centrocampisti secondo Sky), i 4 gol e i 3 assist, che manifestano un modo di giocare a tutto campo del brasiliano, Allan è 71esimo nella classifica dei km percorsi. Non ho trovato altre spiegazioni se non la fondamentale intelligenza e comprensione del gioco del brasiliano, che rendono quei pochi chilometri percorsi un surplus e non una pecca. Trascinatore silenzioso di un Napoli da record, brasiliano atipico e per questo mai convocato in nazionale maggiore, pedone che diventa regina e ti fa vincere tantissime partite a scacchi. Allan non sa ballare la samba, ma sa fare la guerra come pochi altri.


Alessandro Billi: Sergej Milinković-Savić

«We knew the world would not be the same. Few people laughed, few people cried, most people were silent. I remembered the line from the Hindu scripture, the Bhagavad-Gita. Vishnu is trying to persuade the Prince that he should do his duty and to impress him takes on his multi-armed form and says, “Now I am become Death, the destroyer of worlds.” I suppose we all thought that, one way or another.»

[Sapevamo che il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Alcuni risero, altri piansero, i più rimasero in silenzio. Ricordo il verso delle scritture Indù, il Baghavad-Gita. Vishnu tenta di convincere il Principe che dovrebbe compiere il suo dovere e per impressionarlo assume la sua forma dalle molteplici braccia e dice, “Adesso sono diventato Morte, il distruttore dei mondi”. Suppongo lo pensammo tutti, in un modo o nell’altro.]

Il fisico Robert Oppenheimer, responsabile del progetto Manhattan, sulle reazioni dei partecipanti al Trinity Test, il primo test per un’arma nucleare.

Luca Guerri: Luis Alberto

Il commento è superfluo

Va bene, il centrocampo biancoceleste è stato dominato in lungo e in largo da Milinković-Savic. Ok, probabilmente nella concezione più stretta del termine il Miglior Centrocampista dell’anno è stato lui. D’accordo, mezza Europa lo vuole e pare non avere difetti tecnici. Né fisici. O atletici. E tutto sommato nemmeno nei duelli aerei… Milinković-Savic è stato il più dominante, a tratti onnipotente. Ve lo concedo. Ma il calcio è prima di tutto emozione, attrazione, divertimento, stupore, magia(?). Così mi sono chiesto: chi è stato il centrocampista che più di tutti mi ha fatto emozionare? Nessun dubbio: Luis Alberto. Uno dei pochi (ahimé) trequartisti puri, di quelli slegati da qualsiasi compito difensivo o tattico per essere in condizione di fare una cosa, e una soltanto: accendere la luce. Sia ben chiaro, non sto sostenendo che Luis Alberto non si applichi tatticamente, anzi. Ma quello è un compito secondario per gli esteti del pallone, gli illusionisti del calcio, i funamboli con i tacchetti. La mia predilezione per i ruoli romantici, per i giocatori atipici e apparentemente fuori dall’epoca in cui vivono (e giocano) mi ha incastrato di nuovo. Costretto da una terribile maledizione a giocare per il diletto di palati fini, obbligato da allenatori e dirigenti a risultare efficace per l’economia della propria squadra. Questa è la triste storia di Luis Alberto, la meravigliosa fortuna degli amanti del calcio.


Alessandro Viglione: Bryan Cristante 

Mezzala con i piedi da regista: what else?

Lo so, c’è Milinkovic-Savic che meriterebbe il premio forse più di tutti; o perché no il suo compagno di squadra Luis Alberto. Nainggolan è il solito giocatore onnipresente e anche questa stagione l’ha confermato. Anche Allan ha fatto un campionato strepitoso così come ho visto sbagliare poco o niente a Pjanic nel suo secondo anno bianconero. Però il mio voto va al giocatore che più mi ha sorpreso e quello che può ancora fare un ulteriore passo in avanti decisivo per la sua crescita e consacrazione. Perché la cosa che sconvolge di questo ragazzo è che se ne sente parlare da così tanto tempo che sembra quasi uno di quei centrocampisti di esperienza consolidata. Invece la sua carta d’identità dice solo 22 anni!
Eppure non è sbagliato pensare che la sua carriera non sia già stata piena di momenti “chiave”. Dopo la crescita rapida nel settore giovanile del Milan, passa deludenti esperienze al Benfica, al Palermo e al Pescara. Sembra quasi paradossale che a Gennaio 2017, l’Atalanta voglia puntare su di lui dopo la cessione di Gagliardini, visto le sue scarse e deludenti presenze nei precedenti due anni. Invece, come uno splendido puzzle che rivela il proprio significato solo quando viene aggiunto l’ultimo pezzo, così questa ultima esperienza ne consacra finalmente la sua esplosione. Con Gasperini e con il bagaglio tecnico-tattico accumulato negli ultimi anni, diventa uno dei centrocampisti più efficaci del campionato. Una mezzala, dalla buona tecnica e dal sorprendete tempismo di inserimento e di posizionamento. A tutto ciò ha aggiunto un discreto e raffinato senso del gol, per lui e per i compagni (9 gol e 2 assist!). “Non ci sono molti centrocampisti in Serie A in grado di combinare la sua pulizia tecnica, la capacità di coprire ampie porzioni di campo e il suo senso per gli inserimenti.” cita l’Ultimo Uomo in suo articolo su di lui uscito a novembre. Da allora il centrocampista bergamasco ha rispettato e superato tutte le aspettative su di lui, aiutando in maniera sostanziale la Dea a tornare in Europa League, anche quest’anno. Con il “rischio” che il prossimo anno, dovrà giocare in coppa qualche giorno prima di Giovedì. 

 


Albo d’oro:

  2016/17 2017/18
Stefano Uccheddu Sami Khedira Milinković-Savić
Alfredo Montalto Radja Nainggolan Allan
Alessandro Billi Milinković-Savić Milinković-Savić
Alessandro Viglione Marek Hamsik Bryan Cristante
Luca Guerri Radja Nainggolan  Luis Alberto

 

 

Viste le molte richieste, inseriamo i link dei premiati dell’anno passato:

Miglior portiere 2017  ————————— Peggior portiere 2017 

Miglior difensore 2017 ————————— Peggior difensore 2017

Miglior centrocampista 2017 ——————– Peggior centrocampista 2017

Miglior attaccante 2017 ————————– Peggior attaccante 2017

Miglior allenatore 2017 ————————— Peggior allenatore 2017

Rispondi