TBP Serie A Awards – Miglior allenatore

Ritornano gli Awards della Serie A, firmati Brockford Post

I migliori e i peggiori portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti, secondo la nostra redazione sportiva. In aggiunta al voto, la motivazione della scelta. 


Stefano Uccheddu: Eusebio Di Francesco

 

“Al mio segnale scatenate l’inferno”

Un arrivo contornato dal consueto scetticismo, che da sempre circonda gli eventi sportivi della Capitale, non ha impedito ad Eusebio Di Francesco di realizzare un mezzo miracolo. Il tecnico ex Sassuolo è riuscito a dare alla Roma una dimensione europea nel 1 d.T. (il cosiddetto “primo dopo Totti”), portandola alle porte di Kiev a giocarsela con i propri demoni. La squadra ha seguito pedissequamente i concetti e la filosofia del proprio tecnico, riuscendo ad applicarli anche con moduli differenti dal 4-3-3 di matrice zemaniana, teorizzato e rielaborato da Eusebio. Sembra un lavoro qualunque per un monaco di abiti semplici, ma il primo anno di Di Francesco, se rapportato al contesto in essere, è folgorante. La Roma ha sempre avuto in Totti la “chiesa al centro del villaggio”, l’uomo simbolo e con lui le varie bandiere che l’hanno affiancato (una su tutte, Daniele De Rossi). Di Francesco in un solo anno è riuscito a superare questa dimensione tribale, portando la Roma a competere al pari delle grandi potenze europee. Il segreto? Polso duro e ambizione, spavalderia e consapevolezza. Una simbiosi innata di un uomo, sbarcato su Pandora, consapevole in fondo che quella sempre sarà l’inizio di un tutto. Un debutto con i fiocchi, per quello che probabilmente è destinato, da qui a poco, a diventare il miglior allenatore italiano.

 


Alfredo Montalto: Gian Piero Gasperini

Il gol-beffa di Schmelzer. Recuperare psicologicamente la squadra dopo un avvenimento negativo è una delle più grandi qualità che possa avere un allenatore.

Di Francesco, Pioli, Petkovic, Paulo Sousa, Ventura, Guidolin, Delio Rossi… e la lista potrebbe continuare. Sono tantissimi gli allenatori che, dopo un’ottima prima stagione certificata dalla qualificazione in Europa League, hanno fallito l’anno successivo a causa di cessioni e doppio impegno. Ancor di più se si tratta di realtà provinciali: succede spesso che una squadra-favola abbia un’annata di rilievo per poi ritornare nel limbo di metà classifica. Soprattutto, se parte di questa favola viene ceduta al miglior offerente: Gagliardini a gennaio, Kessiè e Conti a giugno. Tre assi cardine della squadra, “sostituiti” investendo neanche la metà del denaro realizzato dalle tre cessioni. Cammino dignitoso in Europa, decimo posto in classifica e uscita prematura dalla coppa: scontato no? E invece la stagione della Dea supera la precedente: VINCE un girone con Lione ed Everton, esce in maniera rocambolesca contro il Borussia Dortmund (dopo il sorteggio più sfortunato della storia), arriva in semifinale di Coppa Italia (giocandosela fino alla fine contro la Juventus) e centra la qualificazione in Europa (arricchita da ottime prestazioni contro le sei che la precedono). Gasperini ha creato un sistema, che non dipende troppo dai macchinari (Aka giocatori) che lo mettono in pratica, ma solo dalla sua mente brillante. Grazie a tutto ciò, ora l’Atalanta rappresenta un modello in Italia e ha raggiunto un livello mai toccato nella sua storia. Il tutto promuovendo giocatori italiani, come Cristante. Insomma: perché Gasperini non è ancora Ct della nazionale?

 


Alessandro Billi: Davide Ballardini

Densità in zona palla e aggressività sono le due chiavi delle ottime transizioni difensive del Genoa. Qua un estratto dalla vittoria per 2-0 sull’Inter

Nella storia del calcio italiano si sono sempre verificati questi episodi di “eterni ritorni”, di situazioni assurde con allenatori esonerati, richiamati, esonerati ancora e di nuovo esonerati. Davide Ballardini si ritrova nella sponda rossoblù di Genova per la terza volta come allenatore, di fronte probabilmente alla stagione più complessa della storia recente del Gifone: dopo undici giornate infatti i punti accumulati sono soltanto 6 e già 2 sono quelli di distanza dalla zona salvezza. Ballardini si presenta per l’ennesima volta ai tifosi e con razionalità annuncia una salvezza incerta, ma alla portata dei valori della rosa. La realtà è che le concorrenti alla salvezza, come si osserva nel trend degli ultimi anni, sono di livello davvero molto inferiore al Genoa, l’obiettivo è quello di stare ancora più su. La stagione si chiude con una salvezza raggiunta con quattro giornate di anticipo, il 12esimo posto in classifica e la sesta miglior difesa del campionato (nel periodo con l’allenatore). La media punti conquistati di 1.36 in proiezione stagionale avrebbe portato il Genoa ad avere circa 10 punti di più, circa gli stessi degli acerrimi rivali della Sampdoria, e questo meglio di ogni altra cosa (considerando lo sbilanciamento di qualità fra le due rose) sottolinea la qualità gestionale del tecnico che si è guadagnato la conferma e finalmente la possibilità di allenare la squadra fin dal ritiro estivo.

 


Luca Guerri: Maurizio Sarri

“Ciò che muove gli uomini di genio, o piuttosto che ispira il loro lavoro, non sono le nuove idee, ma la loro ossessione che l’idea che è già stata espressa non sia abbastanza”.

Sfiorare il Paradiso a volte può bastare. Chiedetelo alla gente di Napoli e ai romantici, che quest’anno hanno vissuto una delle più belle storie calcistiche senza lieto fine degli ultimi tempi. Il tentativo di scucire lo Scudetto dalle magliette bianconere è fallito a Firenze, sotto i colpi di un argentino con il fuoco dentro. Fuoco che suo padre aveva tramandato e mantenuto vivo in lui, come un tratto ereditario ben riconoscibile di quella famiglia. Lo stesso fuoco che Sarri, padre putativo di questo Napoli spumeggiante, aveva acceso e coltivato nei giocatori e in un popolo intero, in un cammino che era iniziato in sordina tre anni fa e che è inciampato al Franchi, a pochi metri dal traguardo, ad un respiro dall’apoteosi. Paradossalmente, credo che chiudere un ciclo così divertente ed emozionante senza aver mai vinto nulla sia ancora più significativo. Un modo per entrare nella Storia e nella memoria di molti, al pari (se non più) di squadre che qualche trofeo l’hanno invece messo in bacheca. Tra qualche anno si racconterà ancora di questo Napoli, la squadra perdente più bella di sempre. Il merito, ovviamente, è di Maurizio Sarri. 

 


Alessandro Viglione: Maurizio Sarri

“…se fossi stato al vostro posto, ma al vostro posto non ci so stare, se fossi stato al vostro posto, ma al vostro posto non ci so stare!”

In verità, ci sono tanti aspetti del personaggio dell’ormai ex allenatore del Napoli che non mi piacciono. La tendenza a cercare delle lamentele a volte sterili, create a mio avviso ad hoc per difendere la squadra ma che a volte si sono dimostrate contro-producenti. L’abilità nello gestire una rosa di uomini in maniera non sempre eccelsa. Alcune rigidezze tattiche.
Fatto sta che alla fine ho deciso di premiarlo. E non perché esprime uno dei più bei calci che si siano mai visti nella storia italiana; non perché esalta 11 modestissimi (a mio avviso) giocatori con il lavoro, l’impegno e l’intelligenza tattica; e neppure perché ci ha regalato il campionato più avvincente e aperto degli ultimi 7 anni. Niente di tutto ciò o per lo meno solo in parte.
Maurizio Sarri è stato il migliore per quello che ha lasciato
Maurizio Sarri non è stato SOLO un allenatore di calcio. Maurizio Sarri è stato un maestro di vita. E’ stata la maggiore rappresentazione di un legame viscerale tra un popolo e la sua passione. La perfetta istantanea di un movimento e del suo credo di vita.
Il palazzo da conquistare non era un titolo ma la consapevolezza di quello che siamo e non smetteremo di essere” cit. E per qualcuno, questo vale più di molti trofei. 

 


Albo d’oro:

  2016/17 2017/18
Stefano Uccheddu Gian Piero Gasperini Eusebio Di Francesco
Alfredo Montalto Massimiliano Allegri Gian Piero Gasperini
Alessandro Billi Simone Inzaghi Davide Ballardini
Alessandro Viglione Luciano Spalletti Maurizio Sarri 
Luca Guerri Davide Nicola Maurizio Sarri

 

 

Viste le molte richieste, inseriamo i link dei premiati dell’anno passato:

Miglior portiere 2017  ————————— Peggior portiere 2017 

Miglior difensore 2017 ————————— Peggior difensore 2017

Miglior centrocampista 2017 ——————– Peggior centrocampista 2017

Miglior attaccante 2017 ————————– Peggior attaccante 2017

Miglior allenatore 2017 ————————— Peggior allenatore 2017

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