TBP Serie A Awards – Peggior portiere

Ritornano gli Awards della Serie A, firmati Brockford Post

I migliori e i peggiori portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti, secondo la nostra redazione sportiva. In aggiunta al voto, la motivazione della scelta. 


Stefano Uccheddu: Simone Scuffet

Questo è il lamento di un innamorato tradito, perché io in Simone Scuffet ci ho creduto da subito. Aveva tutti gli ingredienti giusti: la faccia da bravo ragazzo, un fisico normale, ma soprattutto la doppia “F”, tradizionalmente garante di successo in Italia. La sua prima a San Siro, ricordo di averla vista con Alfredo, in un pub di Torino. Un Inter-Udinese qualunque, illuminato dal talento cristallino di Simone. Poi, il buio. Il rifiuto all’Atletico Madrid, l’Udinese che lo rinnega e lo caccia a Como, in B, in una squadra senza carne né pesce. Retrocede. Torna a Udine con i galloni da titolare, almeno sembra. L’alternativa è Albano Bizzarri, portiere che naviga da anni in Serie A senza apparenti meriti sportivi. Simone comincia la stagione da titolare tra i pali della sua Udinese, ma i risultati non lo premiano: un solo clean-sheet, nell’unica vittoria con Simone tra i pali, e 10 goal presi in 5 partite. Un bottino magro, cominciano a piovere nuove critiche su di lui e Scuffet crolla come sempre. Tornerà titolare contro il Napoli, parando un rigore a Jorginho, senza esser capace di dar forza alla respinta. Morale della favola? Jorginho segna sul tap-in comodo-comodo e l’Udinese viene sconfitto dagli uomini di Sarri. In tutto ciò c’è la parabola di Simone Scuffet: un ragazzo fragile, in ruolo che cannibalizza gli uomini di poca personalità

 


Alfredo Montalto: Marco Sportiello

Una delle prime cose che insegnano ai portieri e non mettersi dietro la barriera sulle punizioni. Poi, nonostante fosse più vicino al palo coperto dai suoi compagni che a quello libero, quando Bernardeschi inizia la sua rincorsa fa un altro passo verso il palo già coperto (perché???), auto-incapacitandosi a parare un tiro senza particolare potenza e poco angolato. Fossi il suo maestro di scuola calcio, sarei inorridito.

Non è stato disastroso. Ha fatto anche buone prestazioni, esibendo la sua qualità migliore: i riflessi. Però alla fine dell’anno, prendendo in considerazione i portieri delle prime 10 squadre del campionato (quelle che prendono una quantità di tiri “normale”), è l’unico bocciato. Non a caso verrà sostituito dalla Fiorentina. I problemi di Sportiello sono tanti. Intanto, dà l’impressione di non riuscire a coprire l’intera porta. Probabilmente è dovuto a dei difetti mai risolti nel posizionamento. Poi è un distratto, uno di quelli che fa i compiti ma si dimentica il quaderno a casa . Il metaforico quaderno è spesso il pallone, che lascia lì in balia degli avversari (come nel caso del gol di Calhanoglu). Alla testa fra le nuvole (se non ne siete ancora convinti, guardatevi cosa combina contro la Lazio) si aggiungono dei limiti tecnici che lo rendono un portiere poco affidabile. Magari un portiere esperto come secondo lo avrebbe aiutato, ma invece c’era quella calamità naturale di nome Dragowski. Insomma, si impegna, ha delle qualità in alcune materie. Ma a fine anno ha più di tre materie sotto e neanche i corsi di recupero lo potranno salvare. L’anno prossimo ci potrà riprovare, magari con professori (squadra) meno esigenti.


Alessandro Billi: Gianluigi Donnarumma

A gioco fermo, il più imbarazzate errore tecnico per un portiere.

Non staremmo qua a parlare di una stagione deludente se commentassimo quella di un portiere di 19 anni proveniente dal vivaio in una società in difficoltà con una squadra che ha stentato per metà campionato ad avere un’identità ben definita, questa premessa è necessaria per sottolineare la differenza fra Donnarumma e Meret, ad esempio. Qua stiamo parlando del portiere più pagato di tutta la serie A che una manciata di mesi fa è stato al centro di una delle più grottesche telenovelas di mercato della storia del calcio italiano. Il contratto in scadenza di Gigio aveva portato Raiola a forzare la mano ad una società che si era esposta parlando di Donnarumma come giocatore del Milan, bandiera, prima ancora di avergli fatto firmare il rinnovo, da qui la “conferenza” dell’agente dalla sua casa di Montecarlo, le dichiarazioni al vetriolo di Mirabelli, le visite di Montella alla famiglia del portierino, le banconote finte tirate durante l’europeo U21 e finalmente la firma: 5 milioni +1 al fratello maggiore ingaggiato come terzo portiere e una paventata clausola in caso di mancata qualificazione in Champions League.

Un inizio difficile, sconvolgente, che poteva essere giustificato da una stagione di conferma. Una scommessa ben ripagata, un atto di fede. Cose che non puoi permetterti di fare se sei una società che negli ultimi anni ha lottato costantemente con una politica di scelte sbagliate e fiducie mal riposte. Gigio è al termine di questa stagione forse il giocatore più odiato dai propri tifosi (sempre dopo il povero Abate) e se un’estate fa dal fronte rossonero si auspicava al massimo una partenza del mercenario previa incassi a tre cifre, adesso le speranze di raccogliere circa sessanta milioni dalla sua cessione sono riposte per lo più nel mercato gonfiato inglese.

Probabilmente Gigio farà un’altra stagione al Milan e riuscirà a recuperare la serenità necessaria per proseguire nel percorso di maturazione che lo porterà a rispettare le grandi aspettative che ha generato con la sua prima stagione fra i Pro. La speranza è quella di vederlo risorgere da una stagione da 5 in pagella, ché non è mai troppo tardi per sostenere un esame di maturità.

 


Luca Guerri: Nicolas David Andrade

«Mia!» «Bugiardo!!!» Ma cosa fa?

 

Vale all’incirca il discorso fatto poco sotto da Alessandro Viglione: addossare tutte le colpe al portiere di una squadra che subisce 78 goal e raccoglie 25 punti sarebbe forse ingeneroso. Certo è che Nicolas sembra aver lottato sin dalla prima giornata per ricevere questo prestigioso Award, e voglio premiare tutti i suoi sforzi. Scoordinato, inadeguato, inefficace. Il manifesto della stagione del buon Nicolas (e di tutto il Verona, a onor del vero) è racchiuso nella partita casalinga contro la Fiorentina, dove il numero uno dei peggiori numeri uno riesce nell’impresa di favorire – per non dire regalare – 3 dei 5 goal totali alla Viola. Ci sono poi i 3 goal subiti a San Siro, incassati senza nemmeno accennare ad una parata, o le uscite a vuoto contro il Napoli, andata e ritorno. Nel mezzo, azioni(?) come quella qua sopra. Da gran professionista è rimasto in silenzio e da inizio anno ha lavorato duramente per ottenere questo riconoscimento. Nonostante le critiche, gli insulti e le minacce di morte, alla fine ha avuto ragione lui. Caro Nicolas, per me sei ufficialmente il peggior portiere 2017/2018. Congratulazioni.

«Tu come ti chiami?» «Nicolas» «Nazionalità?» «Brasiliano» «Bravo, ti metto in attacco» «Ma gioco in porta» «Sì mo’ mi spreco un brasiliano in porta, allora pigliamo Pelé e ci facciamo guidare il pullman, pigliamo Zico e ci facciamo strappa’ i biglietti. Fai il bravo». Continuo a pensare che se Pecchia avesse fatto un discorso del genere a inizio anno, probabilmente il Verona sarebbe ancora in Serie A. 

 


Alessandro Viglione: Vid Belec

“Eh vabbè, allora fischiamo tutto!” Combo faccia stupita + replay incriminante = LOL

So che in effetti andar a scegliere il peggior portiere nella squadra che ha preso più gol del campionato è un po’ come sparare sulla croce rossa. Che poi Vid Belec a Gennaio è anche andato via a riscaldare la panchina a Genova, nello scambio di prestiti con la Sampdoria che ha portato al Benevento Puggioni. Con visibile e sensato giubilo della piazza! (Non so se per l’acquisto del nuovo numero 1 o per la cessione del precedente). Quindi diciamo che gli 84 gol (!!!) incassati non sono tutti colpa sua.
Tuttavia, non ce l’ho fatta a farne a meno. Visto dal vivo diverse volte, difficilmente ho visto un portiere dare così poca sicurezza ad una squadra: non credo di ricordare l’ultima volta che ha stoppato una palla piuttosto che respingerla. Anche la sua reattività è oscillata tra parate plastiche estemporanee a cadute a peso morto senza molto senso. Nella prima metà di stagione si è giocato il posto con Brignoli (che non è che sia spiccato per essere questo enfant prodige) ma alcune sue disattenzioni estremamente artistiche, concedetemelo, hanno fatto pendere l’ago della bilancia dalla sua parte, come pedina di scambio per ottenere il portiere blucerchiato. Oltre alla gif che vedete sopra, un altro errore senza senso alcuno che mi viene in mente è il rigore procurato a Genova contro il grifone (minuto 3:20), quasi a fine partita. Lungi da me voler imputare la retrocessione (ormai già sicura a metà stagione) del Benevento al portiere sloveno. Si può tuttavia dire che non abbia fatto niente per evitarla. Sicuro di un suo riscatto, fino a quel momento, continuerò a vedere la gif sopra e a ridere. 

 


Albo d’oro:

  2016/17 2017/18
Stefano Uccheddu Eugenio Lamanna Simone Scuffet
Alfredo Montalto Pepe Reina Marco Sportiello
Alessandro Billi Joe Hart Gianluigi Donnarumma
Alessandro Viglione Joe Hart Vid Belec
Luca Guerri Joe Hart Nicolas

 

 

Viste le molte richieste, inseriamo i link dei premiati dell’anno passato:

Miglior portiere 2017  ————————— Peggior portiere 2017 

Miglior difensore 2017 ————————— Peggior difensore 2017

Miglior centrocampista 2017 ——————– Peggior centrocampista 2017

Miglior attaccante 2017 ————————– Peggior attaccante 2017

Miglior allenatore 2017 ————————— Peggior allenatore 2017

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