Come ti rivoluziono la NBA: LeBron ai Lakers 2018

A meno di una settimana dalla sconfitta nelle Finals 2017, i tifosi dei Cleveland Cavaliers sembra debbano continuare a penare. Diversi rumors, provenienti dai più accreditati media a stelle e strisce, indicano come ormai terminata la carriera di LeBron James nell’Ohio. Ma dove andrà il 23? E perché proprio ai Lakers?

Missione compiuta

Innanzitutto, si chiederanno i tifosi Cavs, perché LeBron dovrebbe andarsene? Ha il privilegio di giocare dov’è nato e cresciuto recitando il ruolo, mai scontato, di profeta in patria. Inoltre può contare sulla seconda miglior squadra della Lega con ulteriori ampi margini di miglioramento.

A questo proposito vi segnalo la possibile aggiunta a roster di un ottimo asset già quest’anno (sarà Butler?), che aumenterebbe le già legittime possibilità di tornare a giocarsi il titolo nel 2018.

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L’Apoteosi del Re

Allora perché andarsene? Per cercare nuovi stimoli. A 32 anni compiuti, LeBron non deve più dimostrare nulla a nessuno. Due titoli a Miami, con la squadra nettamente più forte, gli hanno dato la patente da Vincente. Un titolo da figliol prodigo a Cleveland, atteso da oltre mezzo secolo, lo ha elevato al rango di Semidio e lo ha redento dalla macchia di Traditore.

Cosa può chiedere di più alla sua città e, soprattutto, ai suoi compagni? Niente. Quest’anno ha dato un apporto, se possibile, ancor più sostanzioso ai suoi (tripla doppia di media nelle Finals), comunque insufficiente per poter impensierire gli Warriors. L’impressione è che il Re stia perdendo fiducia nei suoi Cavalieri.

D’altro canto, un suo possibile addio non sarebbe più osteggiato come ai tempi di The Decision: oggi LeBron potrebbe chiedere qualsiasi cosa alla sua gente, nulla gli sarà più criticato.

Welcome to the city of Angels

LeBron James può uscire dal proprio contratto con i Cavs nell’estate 2018.

Secondo Adrian Wojnarowski di The Vertical, uno dei più attendibili giornalisti di basket al mondo, nella mente del 23 di Akron ci sarebbe la città di Los Angeles, che tradotto cestisticamente vuol dire Clippers o Lakers.

Ad oggi non sembra ci sia una specifica preferenza del Re tra le due franchigie, molto probabilmente a causa dei possibili scenari che potrebbero coinvolgere i due team già in questa stagione.

Ma perché proprio L.A.? I Bulls che furono di MJ, i giovani Sixers, New York sarebbero tutte opzioni ugualmente affascinanti e stimolanti dal punto di vista tecnico.

La motivazione allora va ricercata anche in altri aspetti della vita di James. Hollywood, innanzitutto.

Ciclicamente rimbalza la notizia secondo cui LeBron sarebbe stato assoldato per recitare nel sequel di Space Jam, ereditando anche la (breve) carriera cinematografica di Jordan.

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Space Jam 2 con LeBron nei Monstars?

L’ipotesi, per quanto affascinante e a tratti concreta, sembra secondaria rispetto alla questione tecnica che si troverebbe a fronteggiare. Da una parte (Clippers) potrebbe portare un anello mai neanche lontanamente accarezzato, dall’altra (Lakers) potrebbe essere il faro su cui ricostruire una nuova Dynasty.

In entrambi i contesti, inoltre, potrebbe porre le basi per il futuro post-parquet, che sia da General Manager o da allenatore, anche se il discorso appare sicuramente un po’ precoce.

Il vantaggio dei Lakers

I gialloviola hanno recentemente piazzato un colpo di mercato che lascia pregustare una post-season 2018 caldissima. D’Angelo Russell, interessantissimo prospetto scelto alla 2 non più tardi di due anni fa, viene spedito, insieme al contrattone del russo Mozgov, ai Nets in cambio di Brook Lopez e della scelta numero 27 del prossimo draft.

La scelta di rinunciare ad un prospetto di ventun’anni, dal futuro assicurato in NBA, è stato a tutti gli effetti un sacrificio per la dirigenza Lakers. Così facendo, infatti, hanno sì rinunciato ad un probabile crack futuro ma si sono liberati di un pesantissimo contratto (Mozgov appunto) per portarsene a casa uno altrettanto oneroso ma in scadenza 2018.

La prospettiva è di arrivare all’estate prossima con sufficiente spazio salariale per poter puntare a due All-Star in free-agency.

Dal punto di vista tecnico, lo slot di Russell andrà coperto da Lonzo Ball, quasi certa scelta gialloviola al draft che andrà in scena oggi. Sarà da vedere se si punterà già quest’anno ad un big (Paul George via trade è più di un’opzione) o se si aspetterà per il doppio colpo l’anno prossimo, scontando un ultimo anno di purgatorio nella stagione 2017-18.

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Lonzo Ball la decide così contro Oregon. Cercavate qualcuno con carattere?

LeBron, dovesse firmare per i Lakers nel 2018, si troverebbe così in un contesto formato da giovani di livello (Ball, Ingram su tutti), giocatori di sostanza (Randle, Clarkson) e almeno una superstar (il già citato George è il più probabile). Un roster che, con l’aggiunta del Re, potrebbe già dare l’assalto al titolo, ponendo le basi per un futuro alquanto roseo.

Risultati immagini per lebron lakers jerseyIl Re con la sua nuova armatura?

E Cleveland ke faaaa??

I Cavs dovranno muoversi con intelligenza. Sembrerà un azzardo ma perdere LeBron per loro potrebbe essere un vantaggio. I motivi sostanzialmente sono due.

In primis, il tetto salariale. Cleveland si libererebbe del mega contratto di James reinvestendolo in ulteriori ottimi giocatori che possano affiancarsi a Irving per un’ulteriore crescita.

In secondo luogo l’occasione è ghiotta per decidere “cosa fare da grandi”. Fino ad oggi i Cavs sono la squadra di LeBron. A differenza di grandi team come Celtics o Lakers, il rischio concreto è quello di essere ricordati solo come la squadra del più grande. I prospetti ci sono, lo spazio salariale ci sarà, non ci sono scuse per non provare a lasciare la mano del Re e provare a gcamminare da soli. Sarà difficile, ovviamente, ma avranno il dovere di farlo.

Godetevi quest’estate, che già sarà bella movimentata, perché la prossima rischia di far esplodere l’NBA.

Daniele Mengato

 

 

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