Torino, l’eroina sotto gli occhi di tutti

La città non sembra pronta a reagire

Nella città della Mole è tornata l’eroina o forse non se n’è mai andata. Eroina con un grado di purezza intorno al 50% secondo i dati di alcune analisi effettuate nel dicembre scorso e sempre secondo alcune statistiche, pare che non solo sia tornata sul mercato negli ultimi anni, ma sia anche in costante aumento. Una delle conseguenze dell’ eroina pura, è quella di indurre più rapidamente il giovane consumatore inesperto verso la dipendenza. Quanto la sostanza è più pura, tanto è più alto il rischio di overdose. La lunga battaglia contro il suo uso, frequente soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, sembrava aver debellato questa piaga sociale, ma l’eroina torna nei quartieri del capoluogo piemontese e lo fa alla luce del giorno. Come d’habituè, nell’indifferenza generale e sotto gli occhi gelidi, ordinari e distaccati della gente.

Dal 2006, anno delle Olimpiadi a Torino, la città è decisamente cambiata – sia in meglio che in peggio – aprendo un nuovo scenario in continuo mutamento. Progetti e investimenti strategici tesi al progressivo miglioramento hanno come intento l’affermazione di Torino come capoluogo culturale. E se da un lato, la città sabauda percepisce il proprio riscatto in ambito culturale, dall’altro le degradate zone di periferia, non hanno fatto altro che peggiorare. Due mondi congiunti ma distanti anni luce. Una dicotomia che si percepisce a vista d’occhio, dalle ricche vie del centro infatti, basta fare qualche passo più in là per accorgersi di come la situazione si ribalti nettamente. Soprattutto in queste zone malfamate, la città della Fiat pare aver fatto un tuffo negli anni ’80, in cui la droga e soprattutto l’eroina, tornano sui marciapiedi delle vie.

Effetti dell' eroina- Foto di Marco Sconocchia
Effetti dell’ eroina- Foto di Marco Sconocchia

A Torino ci si buca a mezzogiorno e della gravità della situazione ne parlano a gran voce i commercianti di San Salvario, i primi a percepire tale deterioramento. Le altre zone in cui regna la droga risultano essere Porta Nuova, Barriera di Milano e Porta Palazzo. Tra il dolore e il degrado inondante però, non tutti voltano la faccia. Il fotografo piemontese Marco Sconocchia ha scattato un reportage per The Post International, documentando la situazione nella periferia Torinese. “L’eroina è tornata come conseguenza del degrado, soprattutto tra i più giovani, ma nelle zone più degradate della città, se la gente per strada vedeva che c’era uno con una siringa in mano non faceva una piega, era come se avesse un accendino” afferma il reporter.

L’eroina può essere considerata la “regina” delle droghe, e oltre al rischio di overdose, gli effetti derivanti dall’uso continuato di questa droga sono devastanti per l’organismo. Secondo le statistiche dei carabinieri, stiamo assistendo a un progressivo cambiamento nel mercato dell’eroina, poiché ora viene spacciata in forma più leggera, per cercare di abbattere i prezzi e aumentare la domanda. Accanto ai tossici senza tetto infatti, i primi consumatori sono proprio gli adolescenti e sebbene molti di loro -con pochi soldi in tasca- si accostino all’eroina per usarla sporadicamente, il passaggio alla dipendenza è brevissimo. Così, nella splendida città sabauda, i giovani sono vittime di questo mercato a basso costo e spesso imprigionati in tunnel senza via d’uscita. Spacciatori e tossico dipendenti sono ormai all’ordine del giorno nei quartieri periferici e in questa giungla umana, fatta di siringhe, spaccio e accampamenti improvvisati, la città non sembra pronta a reagire. 

La situazione allarmante è sotto gli occhi di tutti: a Torino è prepotentemente tornata l’eroina ma nessuno ne parla. La droga uccide, l’indifferenza pure. 

Viola Chemi

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