Torino: causa-effetto senza causa

A Torino si punta il dito. Contro chi o che cosa, nessuno ancora lo sa.

La nottata di sabato 3 giugno sarà ricordata per sempre a Torino come una notte di terrore procurato, in larga parte, dalla psicosi del terrorismo, protagonista indiscussa delle vicende internazionali e, recentemente, nazionali.

In Piazza San Carlo, ben vicina alla più che conosciuta Piazza Castello, erano in 30mila a guardare il maxischermo su cui era proiettata Juve – Real Madrid. Finale di Champion’s League, mica una partita qualunque. Giovani, meno giovani, famiglie, bambini: tutti erano riuniti in un’unica piazza di Torino per sentirsi un unico cuore che batte all’unisono. Peccato che quel cuore abbia iniziato a battere all’impazzata poco dopo le 22, prima ancora che il match finisse: un botto, poi due. Panico.

Una delle piazze più eleganti d’Italia si svuota in un giro di orologio. La calca, disordinata, cieca, urlante, corre verso Porta Nuova invadendo Via Roma. Dall’alto, una scena apocalittica: un serpente bianconero invade le vie centrali, cercando rifugio nei palazzi che si affacciano su questo terribile panorama. “C’è stato un attentato! Aprite!”, oltrepassano i portoni e salgono le scale, nascondendosi negli androni e negli appartamenti di coloro che, coraggiosi, offrono aiuto.

Poi, la smentita. Dopo neanche dieci minuti tutti i giornali gridano al “falso allarme“, parlano di scherzo finito male e qualche ferito. Ma la situazione è ben più tragica del previsto: ad oggi, a tre giorni dall’accaduto, il bilancio è di 1527feriti, di cui cinque gravi. Il più critico, un bambino di 7anni, è da ieri fuori pericolo. Gli avevano schiacciato i polmoni e la testa. Il gran numero di feriti è dovuto ai cocci di vetro sparsi per terra: i cadaveri delle bottiglie vendute dagli abusivi all’interno della piazza, passati indenni ai controlli delle forze dell’ordine, hanno ferito le gambe di tutti coloro che si sono ritrovati per terra, calpestati da chi, un secondo prima, sedeva dietro di loro.

Cocci sparsi per tutta la piazza: i venditori ambulanti hanno eluso i controlli

Dalle testimonianze emerge che ci sono stati due botti: il secondo è senza dubbio dovuto al cedimento di una delle ringhiere che cingono le scale del parcheggio sotterraneo di Piazza San Carlo. Dai video delle telecamere dei giornalisti presenti in piazza, è subito saltato all’occhio il momento in cui la folla si apre attorno ad un giovane con le braccia aperte e uno zainetto a spalle: immediatamente, i tifosi hanno pensato che si trattasse di un kamikaze. Gli interrogatori di ieri hanno smentito questa versione. E il ragazzo, colpevole di aver cercato di tranquillizzare la folla, è stato rilasciato. Le accuse ora si fiondano verso il Sindaco Chiara Appendino, che durante l’accaduto era a Cardiff per assistere alla partita della Juventus. Fassino attacca “Non chiedo le sue dimissioni, ma è ora che la Sindaca si prenda le proprie responsabilità senza scaricare la colpa sugli altri”.

Ora nessuna ipotesi si fa largo. Non si ha la minima idea di cosa possa essere accaduto. Tutta Torino tace, e il fascino torinese nulla può di fronte ad un ricordo agghiacciante per cui Piazza San Carlo verrà ricordata per sempre.

Chiara Manetti

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