Il Trono di Spade può competere con Il Signore degli Anelli?

G.Martin VS J.Tolkien:

chi ha la meglio?

 

In questi ultimi anni, per quanto riguarda il mondo fantasy, abbiamo assistito alla nascita e alla crescita della saga Il Trono di Spade, di George R.R. Martin, e la nostra mente, volente o nolente, si è proiettata all’ormai famosa ed epocale serie de Il Signore degli Anelli. Fare un confronto e giudicare la migliore saga sembra essere d’obbligo. Meglio Martin o Tolkien? O sarebbe meglio dire, Il Trono di Spade riscuoterà lo stesso successo de Il Signore degli Anelli e di tutti gli altri libri dello scrittore inglese?

Trovare una risposta onesta e giusta è quasi impossibile. I gusti sono personali, le storie e il loro essere narrate hanno lo straordinario potere di avvicinare una certa persona piuttosto che un’altra, una particolare generazione, una certa personalità. L’interpretazione di un’opera è del tutto soggettiva, ma riflettere su alcuni punti, sicuramente aiuterà a identificare il cult o il flop letterario.

L’eredità di J. Tolkien

 

 

Per prima cosa, è meglio chiarire l’enorme, se non infinito mondo che Tolkien ci ha lasciato. Le sue ambientazioni singolari, evocative, “reali”, il suo modo di scrivere e catapultare in una nuova dimensione – precisa fino ai minimi dettagli – popolata da nani, hobbit, elfi, creature orrende e mostruose; un intreccio di trame avvincenti e originalissime, si mescolano fino a creare un mondo a se stante, che coinvolge ed emoziona a tal punto che trovare un competitor sembra impensabile.

Un elemento singolare che merita di essere analizzato nel dettaglio è la vastità del pubblico che Tolkien ha “conquistato”. Il Signore degli Anelli, come Lo Hobbit e i suoi scritti sulla Terra di Mezzo, si può definire un’opera senza restrizioni, senza bollini rossi – come si direbbe in gergo – in quanto è adatto sia ad un pubblico giovane che adulto, nonostante vi siano anche situazioni piuttosto forti dal punto di vista emotivo.

Il mondo fantastico che accomuna molti dei suoi libri, infatti, si può considerare come una favola a tutto tondo, che contiene elementi quali il linguaggio semplice e metaforico, l’immaginazione, il coinvolgimento emotivo, la dinamicità, la magia, gli insegnamenti e le morali adatte ad ogni età. Concentrandosi su alcuni lati della storia, infatti, è possibile riflettere sul rapporto che lega uomo e natura, sulla dualità manichea fra Bene e Male, Luce e Tenebre, sul potere e sulla dittatura.

Il Trono di Spade regge il confronto con Il Signore degli Anelli?

 

 

Lo stesso non si può dire de Il Trono di Spade. Esso, a detta di molti, si è rivelato piuttosto volgare e spietato per le sue scene di violenza e sesso, che inevitabilmente ne restringono il pubblico. A tal proposito, la Rai ha scelto di etichettare la saga come adatta ad un pubblico adulto. Certo l’autore si è servito di queste scene per rappresentare, o sarebbe meglio dire evidenziare, una parte importante della natura dell’uomo. Bisogna dire però, che anche Tolkien ha affrontato il tema della violenza e dell’amore. In particolare, l’aspetto amoroso è stato proposto in modo diametralmente opposto, tramite un accento più pacato, ma non monotono, quasi sottile e dolce, in una parola romantico.

Come già accennato in precedenza, le ambientazioni, il delineare la topologia, la geografia della Terra di Mezzo, il proporci pochi, ma nitidi personaggi di carattere – tratti distintivi del narrare tolkieniano – non possono essere superati dalla scrittura e dalla trasposizione cinematografica de Il Trono di Spade.

 

Una riflessione a parte la meritano i personaggi delle saghe, in quanto le scelte narrative compiute dai due autori di fantasy sono completamente opposte. Tolkien, per ragioni prettamente storiche, nei suoi capolavori ha inserito poche figure femminili, genere che invece pare guidare la maggior parte delle scene de Il Trono di Spade.

 

Il Trono di Spade è un best seller perchè…

 

La saga di Martin sicuramente ha alcune peculiarità che la rendono un best seller: offre dei messaggi, seppur con una nota cupa, malinconica e cruda, fa riflettere sulla natura dell’uomo, sulle sue pulsioni distruttive e di supremazia.

E poi, che dire della spettacolarità delle scene e della qualità delle immagini! Sicuramente l’aspetto visivo de Il Trono di Spade tiene incollati milioni di spettatori – peccato solo che la trilogia tolkieniana non possa competere con le ultime tecnologie cinematografiche, per questioni temporali – ma per poter decretare il carattere della storia in sé è necessario concentrarsi sulla versione letteraria della stessa, che sembra aver fatto molto meno proselitismo.

E quindi, chi ha la meglio?

 

Merita un discorso a parte il carattere rivoluzionario di Tolkien. Lo scrittore britannico, non a caso, viene considerato l’Omero del ‘900. Nelle opere dell’autore, infatti, si può chiaramente notare  l’intento di raccogliere, conservare tutte le tradizioni e gli elementi peculiari delle letterature nordiche, nel corso del tempo. Questa singolarità lo rende tutt’ora un simbolo, il re assoluto della letteratura fantasy.

Sara Erriu

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