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Trump è l’uomo di cui il mondo ha bisogno, ma che non si merita

Trump avanza, il mondo trema

Donald Trump, neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America, continua nella sua ascesa al potere. Potranno le sue azioni significare una svolta positiva il il mondo?

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Donald Trump

La violenza genera rivolta

Alzi la mano chiunque tra voi lettori non ha pensato almeno una volta alle ripercussioni positive generate dalla violenza. In questi giorni stiamo assistendo ad un clamoroso riassetto mondiale, basato ahimè su concetti etnici. Donald Trump si dimostra ancora una volta controcorrente alla tradizione della campagna elettorale: ciò che ha detto sta effettivamente concretizzandosi. È un male? Ovviamente sì. Sarà una catastrofe? Potenzialmente no. Esiste infatti una controversa prospettiva circa l’operato del 45esimo presidente USA. Chi lo sa che l’abolizione di alcuni tra i fondamentali diritti dell’uomo non possa comportare una presa di coscienza globale.

Imagine…

Spostiamo avanti le lancette del tempo. Siamo nel 2019, nel terzo anno di presidenza Trump. Negli Stati Uniti sorgono ghetti, i controlli alle frontiere sono serrati, a volte eccessivi, molto spesso violenti. Contro tale deriva umanitaria non è ormai possibile misurarsi esclusivamente attraverso internet. Cominciano manifestazioni, alle volte violente. Le rivolte si susseguono, la popolazione statunitense e mondiale è in fermento. I bandi contro profughi, musulmani e immigrati sono sempre più rigidi. Un muro di cemento e acciaio proietta un’ombra alta quattro metri al confine con il Messico. Ogni corporate a stelle e strisce supera la logica dei profitti a favore dell’altruismo. Google oscura la propaganda xenofoba, Facebook e Twitter disabilitano (finalmente) gli account ritenuti “violenti”. La jihad passa in secondo piano. Sorge una nuova concezione di terrorismo, attribuito questa volta alla democrazia stessa. 

L’ora di agire

L’assemblea delle Nazioni Unite decreta l’insostenibilità della situazione politica americana. Musulmani, cristiani, ebrei e atei si confondono in una manifestazione che non vede fine tra le vie di Washington DC. Eterosessuali, omosessuali e transgender non badano più alla fisicità dell’essere. Lo stesso Vladimir Putin ritratta le condizioni dell’intesa con gli Stati Uniti. L’ora di agire. Il presidente Trump è costretto ad abdicare in favore della stabilità nazionale, ormai ridotta all’osso. Gli ultimi sostenitori dell’imprenditore si nascondo dietro ad alti cappucci bianchi. Le forze dell’ordine si rifiutano di sedare le rivolte. Elezioni anticipate. Non importa chi vince, importa chi se ne va, tra lo spregio e lo sdegno popolare. Damnatio Memoriae.

Gianluca Minuto

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