Uber: taxi volanti tra 5 anni

Taxi volanti? È possibile

Dite addio al traffico stradale. Uber promette taxi volanti entro il 2028.


La tecnologia va sempre più veloce ed Uber vuole starle al passo. Tra cinque anni, dichiara il Ceo di Uber, i taxi attraverseranno i nostri cieli. Il servizio di taxi volanti sarà ancora più efficace ed il loro arrivo più immediato.

L’idea è quella di velocizzare gli spostamenti nelle città attraverso velivoli elettrici, autonomi, in grado di decollare e atterrare in verticale da un tetto all’altro come gli elicotteri. Si prenoterà via app e il prezzo sarà simile a quello di una corsa in auto. Verrà commercializzato tra 5-10 anni e i primi voli sperimentali sono in programma negli Usa nel 2020 più precisamente, i primi test avverranno a Los Angeles considerata da sempre una città pronta all’innovazione e dove, la compagnia spera di avere un servizio di aero-taxi già diffuso prima delle Olimpiadi del 2028. il servizio taxi prende il nome di UberAIR e fa parte del progetto di aviazione della società chiamato “Elevate” che ospitano fino a 4 persone per condividere spostamenti aerei in aree urbane in cui vi è un alto tasso di traffico.

La società di Uber ritiene che una corsa 100% elettrica effettuata ad oltre 300 km orari nei cieli di Los Angeles potrà competere, per prezzo, con la stessa tratta percorsa con UberX, il servizio di auto low-cost (in Italia non è presente). Per Uber la distanza tra l’aeroporto di Los Angeles allo Staples Center potrà essere ridotta da 1 ora e 20 minuti ( tempo impiegato via terra) a meno di 30 minuti (via volo).

L’obiettivo è rendere UberAIR disponibile diversi anni prima dell’inizio dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. «Pensiamo che UberAIR possa effettuare attività su larga scala, parliamo di decine di migliaia di voli ogni giorno attraverso la città. A quei livelli, tutto il tempo risparmiato avrà un impatto positivo sull’economia della regione», spiega Jeff Holden. «Los Angeles è da sempre un luogo aperto a che ospitano fino a 4 persone per condividere spostamenti aerei in aree urbane in cui vi è un alto tasso di traffico. gli innovatori – dice il sindaco della città Eric Garcetti -. È il luogo perfetto per testare questa nuova tecnologia».

Uber non è l’unica compagnia a scommettere sulla mobilità urbana aerea.
Nei giorni scorsi Airbus ha reso noto che il suo prototipo di drone-taxi, il Vahana Alpha One, ha completato il primo test di volo. Della partita è anche Boeing e, tra le startup, ci sono Kitty Hawk del fondatore di Google Larry Page, e la bavarese Lilium finanziata dal cofondatore di Skype Niklas Zennstroem. Nel frattempo Vodafone ha annunciato la sperimentazione del primo sistema al mondo per il controllo del traffico dei droni che usa la tecnologia Iot per proteggere gli aeromobili dal rischio di collisioni. In attesa di spiccare il volo, Uber cerca di farsi strada a terra. Khosrowshahi ha detto che in Giappone punta a una partnership con un operatore locale. Il mercato nipponico dei taxi, dal valore di 16 miliardi di dollari, piace anche a Sony, che ha annunciato un’alleanza con sei compagnie di taxi a cui fornirà una app di prenotazione basata sull’intelligenza artificiale.

Uber: c’è l’accordo con la NASA

Uber ha stretto un accordo con la Nasa per lo sviluppo di nuovi progetti per la gestione del traffico senza pilota e di veicoli aerei senza pilota da impiegare in operazioni «sicure ed efficienti» a bassa quota. L’accordo, spiega la società, sarà di supporto all’azienda «nell’intento di effettuare i primi voli dimostrativi di UberAIR a partire dal 2020 in selezionate città americane».
Questa, rappresenta la prima partnership di Uber, agenzia governativa, che ha come obiettivo realizzare una rete di velivoli per il trasporto condiviso su scala mondiale. «UberAIR effettuerà ogni giorno molti più voli sulle città di quanto sia mai avvenuto. Perché ciò avvenga in modo sicuro ed efficiente è necessario un cambio radicale delle tecnologie per la gestione dello spazio aereo. L’unione delle conoscenze software di Uber e l’esperienza ingegneristica decennale della Nasa in ambito aereo per affrontare questo scenario rappresenta un passo fondamentale per lo sviluppo di Uber Elevate», spiega Jeff Holden, Uber, Chief Product Officer.

 

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