Percorso ad ostacoli

Percorso ad ostacoli

Intervista a Sonia Frasca



Rapporto Università-Lavoro

La nostra infanzia, adolescenza ed ormai età adulta è sempre stata accompagnata dalla parola crisi. L’innocenza infantile la faceva sembrare astratta e lontana come un miraggio e gli anni passati a scuola la rendevano un problema superficiale ed esterno alla nostra età. Questo fantasma però, con il passare degli anni, è diventato sempre più concreto fino a trasformarsi in un ostacolo insormontabile soprattutto per le nuove generazioni. Per analizzare queste problematiche ho deciso di intervistare Sonia Frasca che si è laureata appena tre settimane fa in Scienze Internazionali con indirizzo Europeo, ed è l’esempio di come si possano sentire i giovani che stanno per entrare finalmente nel mondo del lavoro.

Pensi che la tua facoltà ti abbia dato una formazione adeguata?

Si sono soddisfatta della mia ormai ex facoltà anche perché Scienze politiche a Torino è una delle più rinomate università del settore e tornando indietro rifarei questa scelta. Ovviamente come in ogni cosa c’è anche una parte negativa: da un lato mi ha permesso di crescere intellettualmente ma dall’altro i laboratori che permettono di mettere in pratica ciò che si studia sono pochi. Io ho partecipato ad un laboratorio incentrato sul monitoraggio civico dei fondi europei e creato in collaborazione con Europe Direct. Quest’ultimo è un ente regionale esterno all’università e quindi, come studentessa che ha appena finito, consiglio ai ragazzi che stanno iniziando a studiare, di cercare sempre nuove esperienze poiché il rapporto tra istituzioni universitarie e lavorative è carente.

Nuove Generazioni VS Lavoro

Come ti senti ora che stai per entrare nel mondo del lavoro?

Entrare nel mondo del lavoro intriga ma allo stesso modo spaventa. All’euforia di iniziare una nuova vita si somma la paura dell’ignoto portata dalla poca esperienza lavorativa. Ho lavorato infatti solo come babysitter e per qualche mese come tirocinante in un centro di accoglienza per immigrati.

Essendo laureata in Scienze Politiche che lavoro vorresti fare?

La mia laurea apre molte strade lavorative sia nel settore pubblico che nel privato. Scegliere la propria strada è difficile ma mi sto interessando della figura dell’euro-progettista: colui che analizza le direttive politiche europee e in base ad esse e ai fondi europei stanziati fa progetti e collabora con imprese aiutandole ad uniformarsi alle direttive della UE. L’impresa in questione avrà così più possibilità di ottenere fondi per lo sviluppo.

Sarebbe un lavoro molto creativo e stimolante che però potrei raggiungere solo facendo un master e sto valutando se saltare o meno anche questo ostacolo.

Cosa ne pensi della disoccupazione giovanile?

Penso che i grandi problemi della crisi moderna siano due: né i politici né i sindacati riescono a contrastare la disoccupazione  ma, soprattutto, viene gestita male anche l’occupazione. Infatti anche se le stime affermano che la disoccupazione è in diminuzione, i contratti a tempo indeterminato per noi giovani sono solo un miraggio e quelli a tempo determinato più duraturi sono di soli 6 mesi. La crisi mette così in condizione di accettare i contratti più improbabili e di non poter lasciare un lavoro perché si è facilmente rimpiazzabili. Tutto ciò non rende assolutamente possibile avere fiducia e pianificare il proprio futuro.

Secondo te si parla abbastanza di questo argomento?

Si ovviamente se ne parla ma non vengono quasi mai fuori il vero problema: lo sfruttamento giovanile. Non trovo sensato che le aziende lascino “a casa” qualcuno di davvero bravo solo per pagare meno tasse.

Prospettive per il futuro

Pensi che ci siano abbastanza agevolazioni per i giovani?

Si ci sono agevolazioni come: l’alternanza scuola-lavoro, il Servizio Civile e la Garanzia Giovani per chi non studia e non lavora. Riguardano però prevalentemente i ragazzi che frequentano ancora le scuole superiori e per i neo-laureati rimane difficile anche rapportarsi con i sindacati che dialogano quasi solo con pensionati e lavoratori.

Credi che tu e il tuo fidanzato riuscirete presto a trovare lavoro entrambi e a sistemarvi?

Noi stiamo insieme da sette anni e il pensiero di farci una vita tutta nostra è ormai presente. Lui ha lasciato gli studi da due anni e circa qualche mese fa aveva finalmente trovato lavoro come operaio in un’azienda. Si è impegnato molto e, come hanno detto i suoi responsabili, ha dimostrato bravura e velocità di apprendimento. Ma nonostante ciò quando è scaduto il contratto non l’hanno più rinnovato. Nemmeno i suoi superiori sanno le motivazioni e si pensa che sia stato licenziato da persone proprietarie dell’azienda perché c’erano ormai troppi dipendenti. Penso che è incredibile che nel 2018 siamo ancora nella situazione in cui le persone vengono considerate numeri e se non vengono licenziate è perché sono fortunate e non brave.

Io invece sto mandando il mio curriculum ovunque e sono abbastanza positiva anche perché credo che pensare in modo negativo porti solo negatività. Noi infatti continuiamo a pensare che ce la faremo e uniti supereremo il percorso ad ostacoli che ci troviamo davanti costruendo passo-dopo-passo il nostro futuro.

                                                                 

 

 

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