Vivere l’università a Taranto

Tra attivismo e indolenza



Essere giovani e avere tutta la vita davanti. Un futuro carico di sogni e di promesse. Ma vivere in Italia, al meridione. La maggior parte dei ragazzi tra i 18 e i 30 anni sceglie la strada più facile. Lasciare casa, famiglia e origini per trasferirsi in altri luoghi. Città dove costruirsi un futuro migliore è sicuramente più semplice, a partire dalla carriera universitaria. Pochi superstiti scelgono la strada più difficile.  Restare a Taranto, la nostra bellissima città.  E iscriversi all’università del Dipartimento Jonico del Mediterraneo. Come ci si ritrova e come ci si sente ad andare ‘’contro corrente’’? Sono andata a chiederlo a Cosimo e ad Alessia, studenti tarantini e rappresentanti-attivisti dell’ associazione studentesca Progetto Taranto Universitaria.

L’università qui al meridione non è per niente valorizzata. La classe politica ha investito molto poco in cultura e università negli ultimi anni.  Che cosa vi ha spinto a rimanere a Taranto e a studiare Economia qui piuttosto che puntare ad università private come la Luiss o la Bocconi?

Alessia: Penso che l’università pubblica sia ugualmente valida e quella di Taranto non ha niente da invidiare a nessun’altra. Infatti ha un ottimo percorso di studi e mi ha dato la possibilità di apprendere argomenti nuovi e di approcciarmi a materie mai affrontate per superare gli esami senza difficoltà.                                                   

Cosimo: Io in effetti non conoscevo l’esistenza di questa facoltà di economia a Taranto. Parlando con i rappresentanti ho visto che il piano formativo era ottimo quindi, anche per motivi personali, ho deciso di rimanere nella mia città.

Dopo più di tre anni dalla scelta che avete fatto credete sia stata quella giusta?

Alessia: Si penso di aver fatto la giusta scelta.                                                                                                                                                                                             

Cosimo: Assolutamente si. L’esperienza fatta qui mi ha formato molto personalmente e professionalmente. Infatti ho scelto di continuare il percorso iscrivendomi al corso magistrale.

Avete deciso di candidarvi come rappresentanti dell’associazione studentesca Progetto Taranto Universitaria e di attivarvi invece che subire passivamente la vostra carriera universitaria. Perché?

Alessia: I primi giorni all’università mi sentivo un po’ un pesce fuor d’acqua. Ho capito che viverla passivamente cioè seguire le lezioni e subito dopo tornare a casa a studiare avrebbe reso tutto il percorso più pesante e per una persona attiva come me la scelta più giusta è stata quella di frequentarla attivamente.                 

Cosimo: Sono stato avvicinato da un rappresentante che mi propose di inserirmi nell’associazione. Ho accettato e ad oggi dico che è stata una bellissima esperienza. Mi ha aiutato molto nell’approccio umano sia con i miei colleghi coetanei che con i professori.

Qual’è il ruolo di questa associazione e il vostro ruolo come Ambassadors nel Dipartimento Ionico?

Alessia: Siamo circa venti ragazzi pronti a risolvere i problemi di chiunque. Dei professori quando richiedono più affluenza alle lezioni, maggiori disponibilità di aule, più materiale per le lezioni. Degli studenti quando devono posticipare un esame o se vogliono chiarire un argomento di studio oppure  se hanno problemi con i portali online.  Come Ambassador siamo un team di ragazzi che cercano di valorizzare il territorio tarantino e quindi sponsorizzare al massimo l’università di Taranto.             

Cosimo: Affrontiamo le problematiche dell’intero dipartimento del nostro Territorio e quindi anche quelle degli studenti che giornalmente si interfacciano con noi per chiedere supporto. Nel ruolo di Ambassador cerco di pubblicizzare il dipartimento ionico sul territorio, che è poco valorizzato e conosciuto dai ragazzi della nostra città. Infatti la nostra è una piccola realtà ma è molto qualificata.

Avete incontrato delle difficoltà o è andato sempre tutto liscio come l’olio?

Alessia: Ci sono stati momenti in cui i rapporti con i professori sono stati ottimi ma anche situazioni in cui alcuni professori non capivano le nostre scelte e i bisogni degli studenti, quindi non eravamo visti di buon occhio.                                                                                                                                                                               

Cosimo: Ci sono state tante difficoltà nel nostro percorso. Sono state tutte utili però e ci hanno aiutato a crescere.

Quali sono i principali bisogni dei vostri coetanei universitari?

Alessia: Richiedono maggior chiarezza nella didattica e maggior supporto. A volte può sembrare che noi ragazzi richiediamo il classico piatto pronto ma in realtà vogliamo solo che le spiegazioni siano chiare e che ci venga dedicato il tempo giusto.                                                                                                                               

Cosimo: Per affrontare gli esami ci chiedono spesso aiuto e consigli su come e da dove studiare.

Ditemi un punto di forza e uno di debolezza della vostra facoltà e qualcosa che le manca rispetto ad altre.

Alessia: Il punto di forza è quello di avere professori giovani e preparati. Il punto di debolezza è che si è investito davvero poco su attrezzature o sulla struttura. Forse nella nostra università ci crediamo più noi studenti rispetto a coloro che occupano i posti al vertice.                                                                                                 

Cosimo: Punto di forza è che i professori sono molto qualificati e riescono a spronarci nello studio della materia. Punto di debolezza è lo scarso collegamento alle aziende del territorio, che potrebbe garantire un percorso maggiormente professionalizzante.

Un bel ricordo di questi anni da rappresentante?                                                              

Alessia: Abbiamo passato una notte all’interno dell’università prima delle elezioni dove ho constato che l’università è un mondo fantastico da vivere giorno e notte.     

Cosimo: Il ricordo più bello che porterò con me sono i rapporti che ho instaurato durante questa esperienza da rappresentante.

 

 

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