weekend_fascista

Il weekend fascista di Torino

Un weekend all’insegna del fascismo

La città di Torino ha trascorso un fine settimana “nero” tra Meloni, Forza Nuova e Casapound


Due ragazze presenti alla manifestazione antifascista di sabato 10 febbraio tengono uno striscione contro tutti i fascismi.

Il Black Friday alla torinese

Su Torino splende il sole ma un’ombra nera si staglia sui sanpietrini di via Lagrange. Nella vicina piazza Carignano c’è chi alza gli occhi ai mattoni rossi dell’omonimo Palazzo, chi scatta fotografie alla statua di Gioberti, c’è chi sbircia le madame piemontesi sedute ai tavoli de Il Cambio. Nella stessa piazza c’è anche chi si dirige ad ampie falcate verso il Museo Egizio. Venerdì 9 febbraio ci sono un sacco di persone nel centro storico torinese, ma nessuna di queste è a conoscenza di essere a due passi dal grottesco. 

Infatti, nientepopodimeno che l’onorevole Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) giunge innanzi all’Egizio. Vi giunge sul piede di guerra, sia chiaro. Intorno a lei si radunano commilitoni di partito, giornalisti e passanti, tutti in attesa della ragione del comizio. La patriota si sistema i capelli biondi ed esordisce «Razzismo verso gli italiani!». Si riferisce agli sconti che il museo riserva ai visitatori di lingua araba. Passano i minuti e piovono gli sproloqui. Al che, ecco palesarsi la figura di Christian Greco, direttore del Museo Egizio.

Ancora ignota la motivazione ultima della protesta della leader di FdI. Che volesse un’esposizione di mummie italiane? Eppure per quelle non esiste già un museo ad Arcore? No, la gaffe di Giorgia Meloni è sintomatica di una politica ottusa, di una politica che non ha niente da dire, ma solo da aggiungere – a sproposito – su argomenti (e non argomentazioni) che hanno dell’inverosimile. 

Terminata l’umiliazione e metabolizzata l’ondata di critiche dal web, Giorgia Meloni non esita a rifarsi viva. E lo fa mantenendo alto il trend, cioè cadendo nuovamente in errore: «Una volta al governo Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica». In parole povere Christian Greco, dopo l’ascesa di Fratelli d’Italia al governo (in calo nei sondaggi), lascerà la direzione dell’Egizio. Peccato che lo stesso museo sia retto da una fondazione privata e non pubblica, alias niente licenziamento da parte dello Stato.

Questo il primo passo verso il weekend fascista di Torino.


Il Giorno del Ricordo e quel sabato movimentato

All’indomani della figura da cioccolatai offerta da Fratelli d’Italia, la procura di Torino si prepara per le tre manifestazioni di sabato 10 febbraio. Alle 15 sfilerà un corteo antifascista; un’ora più tardi Forza Nuova saluterà le vittime istriane delle foibe; alle 18 sarà il turno di Casapound. Tutte e tre a pochi metri di distanza, in corrispondenza della targa per il Giorno del Ricordo presso corso Cincinnato.

Sono le 15:30 e il corteo antifascista non è ancora partito. Si allestiscono gli ultimi striscioni e si cerca di predisporre il percorso.

I manifesti del corteo antifascista vengono appesi al camioncino che farà testa alla manifestazione

Lo schieramento di poliziotti, carabinieri e guardia di finanza è imponente. I blindati sono almeno una decina.

Il corteo si muove verso il raduno dei militanti di Forza Nuova, attraversando il mercato. Lo spazio a disposizione dei manifestanti è poco e gli agenti delle forze dell’ordine sbarrano loro la strada a ridosso della fine del mercato. Al di là del corso sventolano tricolori italiani e bandiere di Forza Nuova. C’è anche una bandiera blu con scritta gialla. Istria.

Il raduno dei militanti di Forza Nuova

La tensione raggiunge il massimo picco quando le prime file del corteo arrivano a pochi passi dagli scudi della celere. Manifestanti e poliziotti si trovano a meno di due metri.

Esplode un petardo ma nessuno si muove. Il Fateci passare scandito più volte dai manifestanti s’infrange contro il plexiglass degli scudi dei poliziotti. Il corteo comincia ad indietreggiare, disperdendosi poco dopo nelle vie circostanti.

Intanto il gruppo di Forza Nuova, dopo un rapido giro del parco, è giunto davanti alla targa in memoria delle vittime delle foibe e del rastrellamento titino. Vi depositano una corona con coccarde tricolori recanti la scritta di partito. Poi il raccoglimento.

Dinanzi alla targa commemorativa, gli esponenti di Forza Nuova si raccolgono in qualche minuti di silenzio

Presente! Presente! – gridano in coro i militanti. Non solo donne e uomini adulti, tra loro c’è anche qualche bambino e una signora molto (ma davvero tanto) anziana. Qualcuno tra i presenti alza fiero il braccio destro. Si salutano con una stretta all’avambraccio e lasciano la posizione.


Il weekend fascista di Torino

Risuonano da monito le parole di Luca Miniero, regista della tragicommedia storica Sono Tornato: «Gli italiani, a differenza dei tedeschi, non hanno mai fatto i conti con Mussolini, non l’hanno mai rimosso». Ed è vero. Sembra che questa rivitalizzata verve di movimenti di estrema destra non serbi ricordo degli anni di piombo. Sembra che non ci sia memoria degli anni del terrorismo fascista. Pare invece che gli aderenti a tali movimenti e partiti reputino più probabile un risorgimento del fascio anni ’20. Il che è più che mai lontano dalla realtà vigente.

 

Buon weekend fascista a tutti.

Rispondi