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Wimbledon 2017, chi vincerà?

La prima settimana dell’edizione 2017 di Wimbledon ha dato i suoi verdetti, di sicuro non ci sarà da annoiarsi

68 tornei. 40 ATP 250. 13 ATP 500. 9 ATP 1000. 4 Slam. 1 solo però è lo Slam che riesce a calamitare le attenzioni mediatiche, a rendere il tennis al centro del mondo per due settimane, a far riscoprire la tradizione e la cultura di uno degli sport più antichi che ancora si disputano. 1 parola, 1 luogo, 1 concetto: Wimbledon, da 140 anni con voi. Gli altri tornei sono ben organizzati, presentano gestioni professionali, attirano un buon  interesse di pubblico. Solo a Wimbledon però i principali attori vestono le parti migliori di loro stessi, garantendo al pubblico uno spettacolo che difficilmente si può pareggiare.

2017, edizione straordinaria

La prima delle due settimane è passata liscia, senza intoppi meteorologici che in un qualche modo ritardassero il programma delle partite. In questo modo, a differenza dello scorso anno, si è riusciti ad osservare il classico giorno di riposo della Domenica, permettendo, quasi a farlo apposta, di festeggiare nella maniera più giusta il 140esimo compleanno di Wimbledon, proprio il 9 luglio. E per il 140esimo compleanno gli organizzatori di Wimbledon si sono regalati un’edizione che sembra avere tutte le caratteristiche giuste e tutti i top players che garantiscono lo spettacolo tanto voluto. La prima settimana questo ha detto, vittorie nette dei favoriti, che appaiono concentrati e fissi sui loro obiettivi.

I dubbi dei Big Four

Big Four
I Big Four in un’imitazione multimediale dei Fab Four

A dire la verità inizialmente c’erano dei dubbi sulla tenuta dei top player, che non sono arrivati in periodi particolarmente certi della loro carriera. In Wimbledon ognuno di loro cerca di vincere la propria sfida, che per la maggior parte dei casi era più verso se stessi che verso altri. I ‘Big Four’ in primis. Murray era reduce da un 2017 disastroso, nel quale l’unica cosa positiva è stato il mantenimento (non certo per merito suo) della posizione 1 in ranking. Djokovic da Giugno 2016 stava cercando se stesso o una buona copia, in modo da poter ritrovare lo smalto vincente che lo ha contraddistinto negli anni. Federer, nonostante lo strabiliante inizio di 2017, ha saltato in toto la stagione sul rosso, risultando ancora un po’ da rodare. Nadal infine dopo la convincente stagione sul rosso si è concesso una pausa non partecipando ad alcun torneo in erba.

I dubbi degli altri

Dall’altro lato i ‘comprimari’ erano anch’essi chiamati a un riscatto rispetto a livelli raggiunti in passato. Raonic, dopo la finale a Wimbledon del 2016, ha di rado raggiunto la parte finale di un qualsivoglia torneo mentre Wawrinka era chiamato a confermare la completezza vincendo l’unico Slam che gli manca dalla bacheca. Alexander Zverev dal canto suo doveva risultare in grado di superare le incertezze relative agli Slam e confermare il suo talento anche nei tornei maggiori. Stessa cosa riguarda Thiem, che da molti anni è accostato come talento ai Fab Four ma che molto spesso si inchina inerme al loro cospetto. Infine Dimitrov e Cilic: il primo era reduce da una stagione disastrosa sulla terra rossa e il secondo da un 2017 sotto le aspettative.

La prima settimana

La prima settimana ha confermato che tutti quei problemi che normalmente affliggono i tennisti durante la stagione a Wimbledon scompaiono. Capita spesso. Il verdetto dei primi tre turni che tutti i tennisti agli ottavi hanno affrontato è stato solo una conferma delle qualità del torneo di Wimbledon. I ‘Big four’ hanno vinto senza grossi problemi i match che li hanno visti impegnati, perdendo un solo set in totale. A parte Murray, sono tutti apparsi solidi e in grado di alzare il livello quando serve. Ma quello che sta rendendo questa settimana promettente per la seconda è il fatto che i comprimari stanno dimostrando di poter per il momento reggere il ritmo dei primi della classe. In particolare i ‘giovani’ Zverev, Dimitrov e Thiem hanno impressionato per concentrazione e risolutezza. Sembra che, quasi per congiunzione astrale, tutti siano pronti a mostrare le proprie carte migliori prima della seconda settimana. Tutti, tranne il povero Stan, incapace di gestire un avversario alla sua portata quale Medvedev.

Una seconda settimana da non perdere

Il risultato? Il risultato è quello che tutti si auguravano all’inizio: un tabellone stellare che avesse nei propri vertici le 4 stelle del tennis mondiale, ovvero gli unici che dal 2003 si permettono di vincere Wimbledon. Era dal Roland Garros 2015 che i Big Four non raggiungevano tutti assieme gli ottavi di finale a un torneo del Grande Slam e per ritornare alle vecchie abitudini hanno scelto, non a caso, Wimbledon. Il tutto con l’aggiunta più che intrigante degli “altri”, che se non altro portano pepe trasversalmente a tutti i turni da adesso in poi. Le sfide di cartello di oggi sono Federer-Dimitrov e Raonic-Zverev, ma anche le altre partite meritano grande attenzione, in quanto i valori in campo sono veramente alti. In pratica ogni giorno sarà una sorpresa e ogni partita da guardare.

Semifinali già scritte?

Quello che però appare chiaro è il fatto che, nonostante ci saranno delle bellissime partite, i Big Four andranno a comporre il quadro delle semifinali. Il sentore è che qualora fosse necessario, essi sarebbero in grado di accelerare e di cambiare le sorti di ogni match che non li coinvolga l’uno contro l’altro. Murray ha qualche acciacco ma gioca in casa e non avrà grossi avversari. Djokovic, ristabilito dalla cura Agassi, è apparso veramente sicuro e pronto. Federer è Federer. Nadal è apparso in una condizione smagliante e a suo agio sui campi londinesi. E poi, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. E i duri al momento sono loro, non ci sono al momento attuali valide alternative.

Chi vincerà….?

Il mio pronostico va verso Nadal (non me ne vogliano i tifosi dello spagnolo per la gufata). Il maiorchino è quello che rispetto agli altri ha un tabellone più semplice e in un’ipotetica semifinale dovrebbe affrontare il meno accreditato dei Fab Four, Murray. Non solo, il gioco che lo spagnolo sta esprimendo è la cosa più vicina al livello che lo ha contraddistinto negli anni d’oro. Inoltre il suo eventuale avversario in finale, arriverà estenuato come lo può essere chiunque dopo la stellare semifinale tra Djokovic e Nadal. Infine la superficie: come si sa, più si va avanti col torneo più l’erba si trasforma in superficie simile a terra battuta, terreno nel quale lo spagnolo eccelle.

Il mio però resta un pronostico con un eccesso di incertezza, nella situazione attuale del tennis tutto può accadere. Aspettiamo e vediamo. Buon Wimbledon a tutti.

Filippo Tessarollo

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