Wonder Woman tra femminismo e polemiche

Da modello femminista a bersaglio di polemiche: per Wonder Woman non è un periodo fortunato.

La nuova pellicola targata DC non è ancora uscita nelle sale e già l’eroina femminile è stata colpita da numerose critiche. Da modello di emancipazione femminile e ambasciatrice ONU, a sponsor di barrette dimagranti.

Lynda carter e gal gadot
Gal Gadot e Lynda Carter al palazzo dell’ONU, prima che la candidatura di Wonder Woman venisse revocata.

Wonder Woman non è femminista

Gal Gadot è l’attrice israeliana che dal 2016 veste i panni di Wonder Woman. Quella che doveva essere una rivincita dei personaggi femminili del mondo dei fumetti, si è trasformata in una sfilza di polemiche senza fine.

Tutto inizia nell’ottobre 2016, quando la Gadot, insieme a Lynda Carter, è stata nominata ambasciatrice ONU per una campagna sull’uguaglianza dei sessi. Wonder Woman voleva rappresentare la forza femminile, ma molte donne si sono lamentate della scelta. Fisico irreale e tutina striminzita non sono ritenute adeguate a rappresentare il genere femminile.

Dopodichè è toccato alla critica sul corpo “troppo depilato” della Principessa Diana. Insomma, al pubblico non sta bene nulla. Perchè quando si parla di femminismo è veramente difficile mettere tutti d’accordo. Una cosa è certa: nessuno si è mai sognato di scatenare polemiche su Batman o Superman.

La DC discrimina le donne?

La DC Entertainment è stata accusata di non promuovere il film in uscita dell’amazzone al pari delle pellicole Suicide Squad e Batman vs Superman: down of justice.

Wonder Woman vanta una carriera lunga 70 anni e finalmente approda sul grande schermo. Ma la casa editrice di fumetti sembra sottostimarla. Nel canale Youtube ufficiale della Warner Bros, i video promozionali su Wonder Woman sono solo tre, mentre il film Justice League, che uscirà in Novembre, ne ha già ben sei.

Inoltre, mentre le pellicole lanciate nel 2016 hanno avuto sponsor di alto calibro, come Turkish Airlines, Chrysler e Samsung (che per l’occasione ha prodotto VR a tema), l’eroina femminile fa da testimonial per delle barrette dimagranti. Queste barrette, come se già la storia non facesse scandalizzare, si chiamano “Think Thin”, ovvero “pensa magro”.

wonder woman sponsor di barrette "think thin"
Grocery Headquarters è un’azienda che possiede varie catene di supermercati negli Stati Uniti, tra cui Walmart. In un tweet, comunica la partnership tra la supereroina DC e le barrette dimagranti “Think thin”.

Problemi da donne

Purtroppo è così, la discriminazione è un problema da donne. Solo che non pensavamo avesse questi problemi anche Wonder Woman.

La DC sminuisce il personaggio associandolo a cibo dimagrante per donne che devono “pensare magro”, ma anche il pubblico fa la sua parte. E’ ovvio che Wonder Woman non rispecchia i canoni di un corpo femminile nella media, ma quale personaggio dei fumetti lo è? Sono disegni, e in quanto tali, non sono reali.  Volete forse dirmi che l’uomo medio è ben rappresentato da Batman?

Perchè il problema del gender gap è proprio questo. Non considerare un sesso allo stesso modo dell’altro.

Roberta Grimaldi

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