Youtuber scrittori, (non) se ne sentiva proprio il bisogno

Ci sono soldi anche fuori da questo schermo

Ormai è certificato: anche gli youtuber scrivono. Youtube ha preso armi e bagagli e si è trasferito (in parte) sulla carta stampata. No, non stiamo parlando di giornali o riviste, bensì di libri. Un fenomeno partito sì in sordina, ma che da diversi anni ha letteralmente preso il volo, invadendo gli scaffali delle librerie. Il mondo digitale insomma ha scoperto che si può “vivere” anche al di fuori dello schermo di un computer. E non sembra, almeno per ora, intenzionato a mollare la presa tanto presto: le vie per arrivare al denaro non saranno infinite, ma sono comunque tante.

Scrivono proprio tutti!

Gli youtuber sono solo l’ultima categoria di “personaggi pubblici” che fanno la loro comparsa nel mondo del cartaceo.

La strada era stata aperta dagli sportivi (i calciatori in primis), seguiti poi dagli attori, dai cantanti, e chi più ne ha più ne metta. Con risultati altalenanti: da stupendi best sellers, intensi e scorrevoli (“Open” di Agassi, oppure “Io, Ibra”) a prodotti che sono solo un grosso spreco di alberi (dalla biografia di Icardi alle ricette vegan di Canzian, i casi sono molteplici). Ma le cosiddette superstar del web dove si collocano?

 

Stranieri do it better

Il fenomeno degli youtuber scrittori non è tipicamente nostrano. Anche un big di Youtube come PewDiePie ha pubblicato un libro, “This book loves you”, un insieme di frasette tra lo pseudo-filosofico e il simpatico, ciascuna col suo bel disegno (personalmente, niente di che).

In America c’è addirittura una casa editrice addetta solo ed esclusivamente alla pubblicazioni di libri di youtubers, la Keywords Press, che ormai sforna diversi titoli ogni anno. Dai trucchi ai manuali di consigli, dai ricettari alle storie, più qualche autobiografia: oltreoceano questa è definita narrativa “leggera”. Senza fronzoli, e senza pretese.

All’inizio erano pochi e sparuti

ClioMakeUp ruppe il ghiaccio, qui in Italia, nel 2009, pubblicando (ma guarda un po’…) un manuale sui segreti del make-up. Poi fu il turno di gente come iPantellas e Leonardo Decarli, possessori di canali Youtube dedicati all’intrattenimento un po’ pecoreccio. Naturale quindi che le trasposizioni letterarie fossero improntate alla comicità più o meno demenziale (e più o meno riuscita). Dal momento però che il boom di Youtube non era ancora avvenuto, la grancassa mediatica attorno al fenomeno era assai scarsa. insomma, non facevano notizia se non nella loro “fanbase”. Il pubblico poi a cui ci si rivolgeva era ancora troppo “adulto” per certe cose. Mancava quindi la materia prima, ma sarebbe presto arrivata anche quella.

Scoppiò la moda, e boom fu

Lo spartiacque è stato il 2015, quando lo youtuber con più followers in Italia, Favij, ha pubblicato con Mondadori il suo libro “Sotto le cuffie”.

Un botto clamoroso (per un libro del genere): 50.000 copie vendute il primo anno, quasi raddoppiate nel periodo successivo. Più di tanti scrittori di fama, sia nostrani che d’oltreconfine. Da lì, la crescita di Youtube è stata accompagnata da un proliferare di pubblicazioni ad esso legate A parte rarissime eccezioni, come Yotobi e Frank Matano (oppure come Boban Pesov, che, da buon disegnatore, si è dato alle collaborazioni), chiunque avesse almeno mezzo milione di followers si è sentito in dovere di mettere su carta i propri pensieri.

Nuovi idoli senza segreti

Ma in che cosa si differenzierebbero i nostri novelli prosivendoli rispetto ai loro colleghi stranieri? In quasi nulla, almeno a livello di tematiche. Qualcuno, tipo Sofia Viscardi, si è dato alla narrativa, pubblicando storielle “simil-Twilight” (romanticismo di bassa lega in cui la storia si tiene su con le stampelle).

In Italia tuttavia si è scelto di puntare più sulla “storia” del personaggio, su come è arrivato ad essere quello che è, perché questo è ciò che piace al pubblico, il poter sviscerare il proprio idolo, sapere davvero tutto di lui. Quel bisogno innato di gossip che prima era prerogativa delle signore dalla parrucchiera, ma che adesso, grazie proprio agli youtuber, è arrivato ad interessare anche gli adolescenti. Che sono diventati una nuova miniera da spremere e sfruttare.

Youtuber, la nuova gallina dalle uova d’oro

Eh sì, perché è a quella fetta di mercato che le grandi casi editrici hanno deciso di puntare. E siccome non si riusciva a far breccia (cioè, vendere) in quella fetta di utenza che già legge poco, perché non stuzzicare i loro “desiderata” dando loro quello che vogliono? “Panem et circenses” insomma. Niente Jerry Spinelli, Aidan Chambers o Roald Dahl; sotto con Greta Menchi, Benji & Fede, CiccioGamer89, i Mates, tutti nomi che ai ragazzini fanno battere il cuore e luccicare gli occhi. E fanno aprire il portafogli ai genitori. I classici della letteratura per l’adolescenza vanno così a farsi benedire.

Libroide, chi era costui?

In gergo tecnico, questi prodotti si chiamano libroidi. Non è una parolaccia: indica semplicemente un libro di argomento vario scritto da un personaggio famoso. Certo, la valenza della parola è prevalentemente negativa, dal momento che questi prodotti “sembran libri ma non lo sono” (citazione ASSOLUTAMENTE necessaria), mancando essi completamente di anima. Cioè non sono niente più che parole su pagine di carta. Peggio degli Harmony. Alle case editrici però non interessa granché; vendono, e anche dannatamente bene. D’altronde, sono stati stampati apposta per quello: fanno tendenza, quindi…perché no?

Il mio regno per una trama

Anche se alcuni di questi libroidi scalano le classifiche di vendita, rimane tuttavia il problema di fondo più importante. Cioè che questi libri non sanno di nulla. Che vita intensa potrai mai aver avuto uno youtuber di circa 25 anni, la cui principale occupazione è quella di giocare ai videogiochi oppure di tenere vlog su cosa c’è nel suo zainetto? Che genere di storie potrà scrivere uno che ha a malapena finito il liceo? Cosa potrà mai raccontare alle giovani generazioni di educativo? Oddio, qualcuno cita episodi di bullismo, o di depressione, parlandone anche (e questo è un piccolo merito) con coraggio. Però i più sono frasi fatte, retorica senza costrutto messa giù come un puzzle mal riuscito.

Vuoto a perdere

Scritti con una sintassi grammaticale da brivido: abuso del verbo “dire”, punteggiatura inesistente, periodi senza capo né coda. Ci sono salti concettuali incomprensibili, frasi ripetute o messe giù come riempitivo, a volte vere e proprie scopiazzature (tipo citazioni) da altri libri. Che poi, a dirla tutta: pensate VERAMENTE che il vostro youtuber preferito si sia messo lì a scrivere sulle sudate carte?

Se sì, beh, allora abbiamo a che fare con degli ignoranti (gli youtuber, eh!); se no…allora c’è lo zampino dei “ghost writers” (quelli che mettono fatica e impegno, e la gloria se la pigliano altri). Quindi vi stanno anche prendendo per i fondelli.

The truth is really out there

“Ma l’importante è che i giovani leggano, non importa che cosa!” Certo, su questo non si può che essere d’accordo. Poco è sempre meglio di nulla. Però la missione di un libro, di uno buono, è lasciarti qualcosa che ti rimarrà impresso per la vita. Una frase, un’emozione, ma soprattutto un insegnamento, una morale. Remarque, Garcia Marquez, la Munro non sono Volo, la Todd o la James. Qualcuno potrà obiettare che serve anche della narrativa “di distrazione” (magari sotto l’ombrellone). Però, se si vuole “crescere” come persone, bisogna trovare anche il giusto fertilizzante. Mangiare aria non aiuta; soprattutto se è fritta con retrogusto di stantio e di inutile.

Michele Pieloni

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