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Usa: il Paese con più armi che abitanti

Le armi negli States

Quasi ogni giorno negli Usa si consuma una strage di massa per mano di psicopatici che imbracciano le armi e fanno fuoco sulla folla.

Negli Usa ci sono più armi che persone: secondo un report del Washington Post sono 357 milioni di armi da fuoco contro una popolazione di soli 318,9 milioni di persone.

E’ di questa mattina l’ultima notizia di un uomo che ha imbracciato il suo fucile ed ha aperto il fuoco in sette diverse zone della sua comunità in California, Rancho Tehama, tra cui una scuola primaria. Sarebbero cinque i morti confermati.

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corriere.it

Ma sono sempre di più ogni anno. 

  • Littleton, Colorado, 20 aprile 1999. Eric Harris e Dylan Klebold, due studenti di 18 e 17 anni, entrano armati nella Columbine high school e uccidono 12 studenti e un’insegnante, poi si suicidano.
  • Atlanta, Georgia, 29 luglio 1999. Mark Barton, 44 anni, uccide la moglie i due figli. Poi esce di casa e apre il fuoco uccidendo nove persone e ferendone altre 12, poi si suicida.
  • Red Lake, Minnesota, 21 marzo 2005. Jeff Weise, un ragazzo di 16 anni, entra armato nel suo liceo e uccide cinque studenti e quattro adulti, tra cui il nonno e un insegnante. Poi si suicida.
  • Blacksburg, Virginia, 16 aprile 2007. Seung-Hui Cho, uno studente sudcoreano di 23 anni, apre il fuoco nel campus del Virginia Polytechnic Institute and State University, uccidendo 32 persone. Poi si suicida.
  • Omaha, Nebraska, 5 dicembre 2007. Robert Hawkins, 19 anni, entra armato in un centro commerciale e uccide otto persone, poi si suicida.
  • Alabama, 10 marzo 2009. Michael McLendon uccide dieci persone, tra cui sua madre, i nonni, lo zio e si toglie la vita.
  • Binghamton, New York, 3 aprile 2009. Jiverly Wong entra in un centro per migranti e uccide 13 persone, poi si suicida.
  • Fort Hood, Texas, 5 novembre 2009. Nidal Malik Hasa, maggiore e medico psichiatrico dell’esercito, uccide 13 persone e ne ferisce 32 nella base dell’esercito a Fort Hood. In seguito sarà condannato a morte.

E ancora

  • Manchester, Connecticut, 3 agosto 2010. 9 morti
  • Aurora, Colorado, 20 luglio 2012. 12 morti e 58 feriti
  • Newtown, Connecticut, 14 dicembre 2012. 20 bambini morti
  • Washington Navy Yard, Washington, 16 settembre 2013. 12 morti
  • Waco, Texas, 17 maggio 2015. 9 morti e 170 arrestate
  • Charleston, South Carolina, 17 giugno 2015. 9 morti
  • Roseburg, Oregon, 1 ottobre 2015. 9 morti
  • Las Vegas, Nevada, 1 ottobre 2017. Stephen Paddock, 64 anni, uccide 58 persone e ne ferisce 489, durante il concerto di Jason Aldean, cantante country.

Una stima

Se consideriamo questi fatti dal punto di vista cronologico, come ha fatto CityLab, possiamo intuire quanto questi numeri si siano mantenuti costanti, soprattutto a partire dal 1988, fino al 2010. Negli ultimi 6 anni il numero di queste sparatorie (sono state prese in considerazione solo quelle che hanno avuto un numero di vittime maggiore a 4) è cresciuto esponenzialmente.

– 1982-1988: 6 sparatorie, 64 morti

– 1989-1995: 14 sparatorie, 103 morti

– 1996-2002: 13 sparatorie, 83 morti

– 2003-2009: 14 sparatorie, 120 morti

– 2010- 2017: 34 sparatorie, 359 morti (ma sarebbero 44 se venissero contate anche quelle con 3 morti, come voluto da Obama, quattro anni fa).

Secondo il Gun Violence Archive sono ad oggi 316 le sparatorie di massa avvenute negli Usa in questo 2017, che oggi saluta il suo 318 giorno, con un ritmo di almeno una sparatoria al giorno.

Perché non sarà l’ultima strage quella di oggi?

Il II emendamento della Costituzione americana recita:

« Essendo necessaria, alla sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben regolamentata, non potrà essere infranto il diritto dei cittadini di detenere e portare armi. »


Questa legge è stata adottata il 15 dicembre del 1791, epoca in cui esistevano armi molto diverse: allora moschetti che sparavano al massimo 2 o 3 colpi al minuto mentre adesso automatiche che arrivano a sparare anche 100 colpi al minuto.

Quella di Las Vegas, che è stata la strage più grave nella storia degli Stati Uniti, è stata compiuta con armi semiautomatiche modificate e rese automatiche. In America, infatti, dovrebbe esistere una legge che vieta la vendita di armi automatiche.

Limitata sin dagli anni ’30, è stato completamente proibita ai civili nel 1986 con il National Firearms Act, legge che però ha mantenuto legali le armi automatiche registrate prima della sua entrata in vigore.

Secondo i dati ufficiali, vi sono ancora quasi 500mila armi automatiche – ormai quasi pezzi di antiquariato con prezzi che vanno tra i 20mila ed i 30mila dollari – che possono essere acquistate da civili, dopo controlli stringenti ed accurati da parte delle autorità, che possono durare anche mesi.

L’ingresso sul mercato però di questi dispositivi ha di fatto annullato questo divieto, come ha tragicamente dimostrato il massacro di Las Vegas. Inoltre è facilmente acquistabile (anche da internet) qualsiasi dispositivo che permetta di modificare il calcio delle armi per renderle automatiche.

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vanityweb.it

Come si comprano le armi negli Usa?

Le regole cambiano di stato in stato, ma ci sono delle leggi basilari stabilite a livello federale. Si possono acquistare nei negozi e in grandi aree adibite nei supermercati. Oltre alle armerie anche fiere o da privati cittadini o parenti.

I controlli preventivi, i cosiddetti “background check”, sono effettuati solamente per gli acquisti di armi nei negozi: il cliente deve compilare un modulo del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives (ATF), con i propri dati anagrafici e rispondere a un questionario.

Le domande riguardano eventuali precedenti penali, l’uso di farmaci e informazioni sul proprio stato di salute mentale. Una volta compilato il modulo, il venditore deve chiamare l’FBI per un controllo incrociato sul conto dell’acquirente: la procedura richiede di solito pochi minuti ed è molto raro che porti al divieto di vendere l’arma.

Si stima che i divieti dopo un controllo preventivo siano meno dell’1 per cento sul totale di armi vendute in tutti gli Stati Uniti ogni anno.

Ecco perché queste vanno a finire anche in mano di disturbati, psicopatici, sociopatici. Per diventare americani bisogna “creare spazio piuttosto che riempirlo” afferma Joe Bageant. Uccidere (creare spazio) piuttosto che riprodursi (riempirlo). Ma perché? La psicopatia, la paranoia, la claustrofobia esplodono insieme alla metropoli, alle città e alla folla nel momento in cui in America finisce la frontiera. Non c’è più spazio per realizzarsi, per avere il proprio pezzo di terra in cui esaudirsi, manca la linea di confine fra buoni e cattivi, tutti si mischiano nella folla.

La maggior parte di queste stragi di massa improvvise avviene proprio in luoghi affollati. Scuole, università, strade, in cui perdenti e falliti si trasformano in psicopatici, credendosi giustizieri in dovere di salvare il (proprio) mondo.

E con il diritto legale di possedere un’arma con cui farlo.

 

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