Lettere d’addio – Cristiano Ronaldo

2022, Cristiano Ronaldo annuncia di voler leggere la propria lettera d’addio al centro del campo di New York City

Cristiano Ronaldo

Lo Yankee Stadium è un tripudio di palloncini azzurri che volano verso il cielo. Cristiano, inconsciamente, assume quella posa che l’ha reso iconico nel mondo del pallone: gambe leggermente aperte, schiena perfettamente dritta. Ronaldo sbuffa, trattiene le lacrime e poggia lo sguardo nel vuoto. Microfono alla mano, il portoghese rompe il silenzio caotico dello Yankee Stadium: 

“Vorrei dire tante cose, fare tanti ringraziamenti, ma… sapete cosa si prova nel momento del ritiro? L’uomo ha paura dell’ignoto, tanto quanto abbiamo paura noi di tirare un calcio di rigore. Sono un privilegiato; una volta chiusosi questo meraviglioso sipario, continuerò a mandare avanti senza remore le mie imprese. Sono un uomo ricco; potrei comprarmi un club, perché limitarmi ad amministrarlo? In questi 20 anni di carriera ho vinto tutto, me la sono giocata alla pari con Dio, ma per far ciò mi sono distrutto. Lascio il calcio, in ogni sua forma, perché nessun gatto di Schrödinger vuole rientrar nella scatola da cui è uscito vivo.

Sapete, volare al fianco degli dèi è possibile, nessuna divinità l’ha mai negato. È bellissimo. Ho vissuto in un etere che nessuno di voi probabilmente nemmeno immagina. Con il passare degli anni, però, mi sono reso conto di una cosa: tutto ciò ha un prezzo. È una scarica di dopamina, passavano gli anni, ma io volevo rimanere sempre lì. I livelli di serotonina lassù sono massimi, sempre, senza discriminazione di tempo. Sarebbe sciocco pensare che non ci sia un pegno da pagare, eppure – credetemi – io non ci ho mai pensato. Ero così dannatamente concentrato… Volevo semplicemente rimanere lassù, sempre, dove muovono le anime di pochi. E così mi sono distrutto

Cristiano Ronaldo

Annuncio qui, davanti alla mia ultima famiglia calcistica, che ho recentemente scoperto di avere un problema più grave del previsto. Nell’ultimo anno, sono venuto qui in America non solo per divenire l’ultimo Cristoforo Colombo d’Europa, ma anche per curarmi. Ho scoperto di avere il morbo di Osgood-Schlatter. Sono uno dei pochi esseri umani a subire l’incedere di questa malattia in età avanzata. I dottori sospettano che sia insorta in seguito a particolari tipologie di allenamento a cui mi sono sottoposto negli ultimi 5-6 anni di attività. Tanti mi hanno criticato, alcuni non mi hanno nemmeno mai apprezzato. Sapete il perché? Nessuno vuole vedere un essere umano al fianco degli dèi.

Perché ciò presupporrebbe che tutti ne possano essere in grado, ma la placidità è parte integrante del vivere umano. Vedere uno come me – Cristiano Ronaldo, un normale essere umano – trionfare fa male al proprio morale. E allora c’è chi spera che non ce la faccia, per giustificare i propri insuccessi, dovuti all’ozio e all’accomodarsi alla normalità. Io non volevo essere come voi. Io non volevo essere uno qualunque. Ed è proprio per questo motivo che sono ridotto così, a viver d’infiltrazioni sempre più dolorose, per sfidarmi e dimostrarvi ancora una volta che non esiste luogo che un uomo non possa raggiungere. Non concluderò con nessun payoff in stile Jobs, ma con un “grazie” a queste gambe, a questa testa e a questo cuore. Non baratterei i miei 20 anni di carriera con nulla, nemmeno con la salute, perché nessun uomo sfida gli dèi senza pagar di tasca propria, ma solo io posso dire di aver battuto anche i Giganti.

Addio, 

Cristiano.”

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