molestie

L’Italia è pronta alla denuncia?

Violenze sessuali: perché non si denunciano?

 

Cinema, molestie e denuncia

Nelle ultime settimane il mondo del cinema è stato preso da assalto. Nel mirino registi e produttori cinematografi, da Harvey Weinstein a Fausto Brizzi, accusati di molestie sessuali da parte di molte attrici e aspiranti attrici, stanno vivendo il peggior film della propria vita.

Ad iniziare una vera e propria epidemia è stato il New York Times diffondendo le accuse raccolte contro il potente produttore Weinstein. Da ottobre un’accusa dopo l’altra mettendo tutto il mondo del cinema, e non più solo quello hollywoodiano, sotto i riflettori. Infatti, dopo le forti accuse a Harvey, sono stati molti i registi accusati,  tra questi  l’amato Fausto Brizzi. Il nostro amato regista italiano è stato accusato durante un servizio delle Iene, in cui molte attrici raccontano dettagliatamente in che modo quest’uomo le abbia violate. A detta di Dino Giarrusso, autore dell’inchiesta, queste giovani donne non si conoscono tra di loro e i racconti oltre ad assomigliarsi rabbrividiscono. Se le testimonianze sono  vere, l’uomo ha abusato del suo potere quanto della fragilità delle donne, violando la loro psiche e il loro fisico. Quando un uomo (o donna) commette violenza provoca nella vittima un danno non sempre recuperabile.


Molestie sessuali, perché è difficile denunciarle?

Non essendomi però ancora fatta un’opinione riguardo a questo putiferio cinematografico, e non essendoci ancora riscontri legali, per quanto riguarda almeno il caso Brizzi, vorrei spostare l’attenzione su un’altra questione: la denuncia.

Dal servizio delle Iene di Giarrusso ho potuto tristemente apprendere che in Italia si può emettere denuncia per molestie sessuali entro e non oltre i sei mesi dalla data del fatto.  Fino a prima di quel servizio non avevo idea che ci fosse una scadenza vera e propria, ero convinta che si potesse denunciare sempre anche a distanza di anni, ovviamente presentando le prove. Allo Stato Italiano non importa quindi se in sei mesi la vittima non abbia avuto manco il tempo di metabolizzare il fatto, o lo fa entro i sei mesi o la denuncia non solo non avrà valore, ma non verrà neanche presa in considerazione. Ora però capisco perché molte attrici denunciano solo ora e lo fanno attraverso un programma televisivo, perché è l’unico che le permette di farlo. Non voglio entrare in merito se le accuse siano vere o fondate, o se le attrici stiano trovando in un tema così crudo e attuale un motivo di successo e rendiconto personale, vorrei solo che ci concentrassimo o perlomeno riflettessimo per un attimo sulla denuncia. Io personalmente ho sempre pensato che una donna debba denunciare quando si sente pronta, libera, protetta e forte abbastanza per farlo.

Molte donne non denunciano subito l’accaduto, alcune di loro non lo fanno perché non potrebbero sopportare economicamente i costi legali, altre perché hanno paura e non solo per la loro carriera ma bensì per la loro persona. A queste donne dovremmo dar modo di sentirsi al sicuro, dovremmo prenderci cura di loro e darle un vero motivo per denunciare. E non intendo sponsorizzando con tanto di slogan  la denuncia per poi rimanere a guardare fermi, mentre l’ennesima donna che denuncia viene calpestata. O le viene puntato il dito ripetendole la solita raccapricciante frase:” te la sei cercata”. Non mettendo una data di scadenza manco fosse un prodotto alimentare, ma dovremmo convincere a denunciare subito questi atti spregevoli compiuti da uomini, che uomini non sono, per loro stesse e per mettere in salvo tutte le donne che potrebbero rincorrere in questi essere inutili. Bisognerebbe urlare a queste donne che non sono sole e che sole non verranno mai lasciate. La maggior parte delle vittime di violenza si sentono sporche, si sentono sbagliate, si sentono delle puttane, la società dovrebbe essere pronta ad abbracciarle e a farle capire che non hanno nessuna colpa, la colpa è di chi commette la violenza, ed è sempre quell’essere ad essere e doversi sentire sporco.


La maggior parte dei commenti che si leggono sul web riflettono una società malsana che si preoccupa più del fatto che la denuncia sia stata fatta troppo tardi e non dell’atto in sé. L’idea dell’inferno che queste donne debbano (se vero) aver passato, non le attraverso minimamente la mente. La loro preoccupazione è che hanno denunciato tardi, senza chiedersi però perché lo abbiano fatto così tardi. Altri commenti sgradevoli erano invece nel smentire e ridicolizzare la faccenda a priori, senza prove, ma solo perché quel personaggio è tanto voluto bene e non potrebbe mai fare una cosa del genere, sono loro che sono delle bugiarde puttane.  Insomma, le donne devono denunciare ma devono farlo entro i sei mesi sennò sono delle bugiarde, possibilmente non devono denunciare persone che godono di popolarità perché altrimenti sono delle puttane affamate di successo, e non dovevano aver bevuto neanche un drink il giorno del fatto perché sono solo delle alcolizzate, e nessuna scollatura perché in quel caso, se la son cercata.

L’Italia rimane uno dei paesi europei con più alto tasso di femminicidio e violenza sessuale, ma sembra questo non farle assolutamente effetto.

Ci dicono ogni giorno di denunciare, ma appena una donna lo fa o ormai è troppo tardi o è una cazzata, se poi le sue accuse sono rivolte ad un personaggio caro al pubblico ancora peggio.

Quindi, quando è opportuno e in che modi le son permessi a una donna (o a un uomo)di denunciare? La denuncia è veramente importante, e se lo è perché viene quotidianamente ostacolata? Ma soprattutto, l’Italia è realmente pronta alla denuncia?

Grazia Scano

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