Go Human

Ce l’abbiamo fatta

Che l’essere umano abbia un potenziale sconfinato non è certo una notizia. Un potenziale immenso, quando i ranghi si compattano. Dalla falange oplitica alla testuggine romana, dalla nascita della democrazia alle manifestazioni contro la guerra in Vietnam. La sinergia del gruppo trova sempre il successo.

La prima immagine dell’ombra di un buco nero. Si tratta del supermassiccio M87*

Poco più di un secolo fa, guardavamo il cielo con desiderio. Cinquant’anni fa, un uomo camminava sulla Luna. Negli ultimi sette anni, due sonde della Nasa hanno varcato l’eliosfera. Oggi siamo in grado di ricostruire immagini dell’ombra di un buco nero lontano 55 milioni di anni luce.

Event Horizon Telescope (EHT) è il nome del progetto internazionale che ha spalancato le porte a un nuovo capitolo della conoscenza umana. Un networking di 10 radiotelescopi sparsi in tutto il mondo sincronizzati attraverso orologi atomici e una particolare tecnica di interferometria chiamata VLBI (Very Long Baseline Interferometry) che sfrutta la distanza tra i radiotelescopi per accrescerne la risoluzione creando un’unica grande antenna virtuale.

Due anni di lavoro congiunto, 120 ore di osservazione, una mole di 10mila terabyte di dati raccolti. Una quantità così enorme che per trasmetterla ai centri di elaborazione è stato necessario spostare, per aria e per mare, centinaia di avanzatissimi hard disk raffreddati a elio liquido.

Centinaia e centinaia di scienziati e ricercatori provenienti da 40 paesi hanno lavorato uniti nel sogno di raffigurare qualcosa che, di fatto, non può essere osservato.

Due, i candidati per il primo storico scatto dell’ombra di un buco nero: Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea, a una distanza di 26mila anni luce e di una massa di 4,3 milioni di masse solari; e M87*, a una distanza di 55 milioni di anni luce con una massa di 6,5 miliardi di masse solari, situato al centro dell’omonima galassia compresa nella costellazione della Vergine.

Fino alla presentazione dei risultati avvenuta in Belgio il 10 aprile scorso, non era stato divulgato quale dei due buchi neri avesse vinto il ballottaggio. Poi, la fotografia. Il primo, l’unico, l’indelebile scatto – ricostruito parzialmente attraverso un processo di imaging – dell’orizzonte degli eventi e dell’ombra del buco nero supermassiccio M87*. Un risultato incredibile, la prima vera prova pratica che conferma le teorie e i modelli della relatività dei buchi neri.

La ragione che ha spinto gli scienziati di EHT a scegliere M87* è probabilmente da rintracciare nelle fitte coltri di polvere che, dal punto di osservazione terrestre, si interpongono tra noi e Sagittarius A*, rendendo di conseguenza molto più complesso ricostruire un’immagine accurata.

Quello del 10 aprile è il trionfo del gruppo. È la vittoria dell’unione delle menti, della disciplina, delle notti insonni e degli obiettivi impossibili che rimangono tali fin quando un collettivo non si aggrega.

Quella del 10 aprile è l’ennesima riprova del fatto che uniti, come specie, non ci sono traguardi cui non si possa ambire. Ed è forse venuto il momento di ricordarcelo a fronte dei pericoli che minacciano la nostra esistenza. Pericoli reali quali l’effetto serra a feed positivo e l’antibiotico-resistenza, nessuna invasione, nessuna sostituzione etnica, niente ananas sulla pizza.


Glossario:

Eliosfera: gigantesca bolla magnetica che contiene e delimita il Sistema solare, il campo magnetico solare e il vento solare.

Orologio atomico: tipo di orologio in cui la base del tempo è determinata dalla frequenza di risonanza di un atomo. Molto più preciso rispetto agli orologi di uso quotidiano.

Interferometria: metodo di misura che sfrutta le interferenze fra più onde coerenti fra loro, utilizzando degli strumenti detti interferometri, permettendo di eseguire misurazioni di lunghezze d’onda, di distanze e di spostamenti dello stesso ordine di grandezza della lunghezza d’onda utilizzata.

Processo di imaging: ricostruzione grafica di dati attraverso algoritmi specializzati.

Orizzonte degli eventi: regione esterna a un buco nero entro la quale la luce può ancora sfuggire, oltrepassata questa parte, la velocità di fuga per qualsiasi cosa vi entri è maggiore alla velocità della luce. L’orizzonte degli eventi è l’unica parte visibile di un buco nero e appare come un anello piegato a causa della deformazione dello spaziotempo circostante dovuta alla massa del buco nero.

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