Italia Nazionale

L’Italia da rifondare

Rifondare l’Italia calcistica dopo la partita con la Svezia 

A distanza di giorni dalla débâcle azzurra, i pensieri sono ancora piuttosto confusi, i contorni della vicenda labili. Le conseguenze iniziano a prendere corpo, la necessità principale è chiara: rifondare.

 

Chi paga?

Come in ogni fallimento sociale, la divisione delle colpe è una delle prime inevitabili conseguenze. Ventura è stato universalmente riconosciuto come principale responsabile della disfatta, Tavecchio è finito di nuovo nell’occhio del ciclone. Qualche testa è già caduta, altre potrebbero farlo a breve.

In seguito alle mancate dimissioni volontarie, Ventura è stato esonerato ieri da Tavecchio. È GAME OVER

Il CT è stato licenziato, perdendo così l’ultima possibilità di salvare la faccia; Tavecchio rischia il posto da Presidente della FIGC ma non si dimette. Nel polverone mediatico sono finiti anche i giocatori, rei di aver remato contro la causa azzurra per dissapori con il tecnico. In mezzo a tutti questi dubbi sembra esserci una sola certezza: la necessità di rifondare il sistema calcistico italiano.


Un gruppo da rifondare

Gli addii di Buffon, De Rossi, Barzagli e Chiellini segnano inevitabilmente la fine di un ciclo. La mancata qualificazione al Mondiale, assieme ai numerosi ritiri dei senatori possono essere però sfruttati in maniera positiva. L’obiettivo è costituire un gruppo nuovo, giovane e talentuoso da presentare agli Europei 2020. Le nuove leve non mancano certamente: da Donnarumma a Chiesa, da Caldara a Rugani passando per i vari Verdi, Florenzi, Bonaventura e Insigne. Con l’aggiunta di qualche giocatore d’esperienza e sicura affidabilità, la squadra inizia certamente a prendere forma. Un buon punto di partenza per chi raccoglierà l’infelice eredità di Ventura, e dovrà ricostruire dalle fondamenta uno spirito, un’identità di gioco e un rapporto con i tifosi che sembrano al momento invisibili.

 

A San Siro è stata l’ultima in maglia azzurra di Buffon e altri senatori: ora è tempo di rinnovare.

Per creare nuovi talenti è necessario però tornare ad investire nei vivai delle società, da sempre fiore all’occhiello del calcio italiano, che a partire dal nuovo millennio ha però conosciuto un processo involutivo preoccupante. Puntare sui giovani talenti italiani deve essere il primo punto all’ordine del giorno nella nuova timetable dei vertici FIGC.


 

Chi è l’allenatore ideale?

In quest’ottica, occorrerebbe un allenatore carismatico e propenso a lavorare e far crescere i giovani. Sono tanti i nomi che si sono fatti. Ancelotti è il nome su cui punta forte Tavecchio: l’ex Milan e Bayern è al momento senza squadra, vista la recente esperienza poco positiva con il club bavarese, ed è in cima alla lista dei desideri dei vertici della FIGC. Gli altri nomi sullo sfondo sono Allegri, che potrebbe lasciare la Juve a fine anno, e la suggestione Conte, ai ferri corti con Abramovich.

 

Giampiero Gasperini, l’underdog che potrebbe fare al caso nostro.

La mia proposta, a metà tra una provocazione ed un premio per il recente lavoro svolto, si chiama Giampiero Gasperini. A Bergamo sta portando avanti un progetto tecnico importante, improntato sui giovani italiani provenienti dal settore giovanile della Dea e che potrebbe essere trasferito con successo sulla panchina azzurra. Un nome certamente meno altisonante, che però potrebbe ridare credibilità e identità all’Italia.

 

Chiunque prenderà il posto vacante, avrà certamente più di qualche gatta da pelare. Euro2020 è più vicina di quanto sembri, e la rotta è tutt’altro che semplice.

 

Luca Guerri

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