Libro o ebook, ne rimarrà soltanto uno?

Una “guerra” in cui si spara a salve

“Ormai il libro su carta è obsoleto, finirà con lo sparire!” “L’ebook è così impersonale, mentre il libro ha un suo fascino, una sua anima”. Chi ha ragione?

Non è che il dibattito su cosa sia meglio tra un libro in formato cartaceo e uno in formato digitale smuova folle oceaniche a favore dell’uno e dell’altro. Anzi, sembra più una discussione tra “intellighenzie”, come le tribune politiche che andavano in onda dopo mezzanotte sulle reti nazionali. Parlare di libri e di quale futuro avranno, qui in Italia, è toccare un tasto alquanto tabù; e certamente non per l’importanza dell’argomento.

Aiuto, un libro!

Il fatto è che il Belpaese difetta delle basi per una discussione su larga scala. Eh sì. Perché se si guarda alla situazione nazionale, il tutto assume contorni drammatici, ancorché raccapriccianti. L’ISTAT, in collaborazione con l’Associazione dei Librai e quella dei Bibliotecari, fotografa un quadro preoccupante. Che si riassume così: oltre il 50% degli italiani non ha mai letto un libro (ad eccezione forse di quelli scolastici); il numero dei lettori è in calo costante; i ragazzi e i giovani non prendono in mano un libro nemmeno sotto tortura. E queste sono solo le premesse.

Manca l’humus, manca la cultura, manca tutto

Anche il settore editoriale è in grossa crisi: piccole case editrici che scompaiono; un mercato saturo di titoli (ne escono oltre 200 alla settimana), dal momento che ormai chiunque scrive (anche boiate); i costi elevati per un prodotto che dovrebbe essere “popolare”; e le grandi catene librarie che costringono alla chiusura le librerie indipendenti. Certo, gli acquisti sui canali digitali aumentano, ma riguardano sempre gli stessi “lettori forti”. A questo sommiamo un settore bibliotecario preda di continui tagli e ridimensionamenti (più della metà delle biblioteche sta in edifici non a norma, con personale insufficiente), che fa fatica ad aggiornarsi, e con un pubblico di frequentatori segnalato in diminuzione.

Così lontani, eppure così vicini

Parlare del rapporto libro/ebook, con questo contesto desolante, diventa difficile. Una cosa è certa però: il libro cartaceo sopravviverà. “Beh, ormai siamo nel nuovo millennio, le tecnologie spopolano, leggeranno tutti sui tablet o sugli smartphone” Sì, e no. Chi legge, lo fa indipendentemente dal “supporto”. E in realtà esiste una sorta di “non belligerante” convivenza tra cartaceo e digitale: uno non esclude l’altro. Come mai?

Perché entrambi percorrono due strade parallele verso però un traguardo condiviso. Anche se il denominatore comune è l’argomento “libro”, tutti e due presentano alcune caratteristiche che li rendono comuni nelle diversità, e simili nelle differenze. Vediamo quali.

Ma quanto mi costi?

Un libro nuovo costa in media sui 18-20 euro; l’ebook del titolo corrispondente lo paghi circa un terzo. Più conveniente? Certo, ma a quello devi sommare il prezzo dell’eReader. Che si aggira minimo sugli 80 euro (per quelli buoni eh! Vuoi la sottomarca? Bene, ma hanno una durata sull’anno/anno e mezzo. Poi si rompono). Insomma, se non sei un “lettore forte”, cioè se non leggi almeno un libro al mese, non riuscirai mai ad ammortizzare la spesa. Garantito

Questo ce l’ho….questo no

Ci sono tantissimi libri in commercio, di tutti i tipi e per tutti i gusti. Anche gli ebook, negli anni, hanno ampliato il numero dei titoli da offrire ai lettori.

Però il rapporto “nuove uscite” tra cartaceo e digitale è tipo 5 a 1. Significa che di buona parte dei libri non si trova il corrispettivo in ebook. E se si considerano i libri per bambini fino ai dieci anni, la percentuale sale al 100%

L’occhio vuole la sua parte, ma c’è anche altro

L’odore della carta fresca di stampa. Le immagini. Le copertine (quelle della Marsilio sono le più belle). E le custodie intercambiabili. Le cover sottili e pratiche. La possibilità di personalizzarlo. Il cartaceo mantiene sempre un suo fascino superiore. Ma se dovete fare un viaggio, portarsi dietro “Guerra e pace” e “Il signore degli anelli” vi occuperà metà valigia.

L’eReader, nonostante le ridotte dimensioni, ha tantissima memoria. Dunque, avere con sé un intero scaffale di libri non sarà più un problema.

La Storia (non) si ripete

Il libro esiste sin da quando esiste la scrittura. Il suo formato si è evoluto, ma non troppo. L’ebook vide la luce “solo” nel 2007, quando Amazon lanciò il suo eReader Kindle, un aggeggio che ricordava molto i primi cellulari: grosso, non molto pratico, e dal prezzo proibitivo (costava 400 dollari).

Da lì però c’è stato un progresso continuo: già nel 2012 (anno in cui sbarcò anche in Italia, e la Mondadori lanciò il suo eReader Kobo) aveva fatto passi da gigante. Retroilluminazione, possibilità di ingrandire le parole, di mettere note, segnalibri, solo per citarne alcune. E prestazioni sempre più ottimali.

Diffusione, piano piano, poco poco

Nonostante tutto, le librerie vanno avanti (infatti il mercato del libro ha un saldo positivo). E ogni Comune possiede una sua biblioteca. Perché il libro piace a tutti, non ha età.

L’ebook, tuttavia, sta lentamente aumentando il suo bacino: dal 2,9% si è passati all’8%. Significa che quasi 5 milioni di italiani hanno un eReader, e lo usano. Non siamo ancora ai livelli di altri Paesi europei (l’America è di un’altra categoria), ma i dati sono buoni. E anche le biblioteche si adeguano: da progetti come il Media Library On-Line fino al prestito di eReader (con corsi di formazioni appositi), ci si adegua ai tempi. Gli utenti apprezzano. E cartaceo e digitale convivono senza pestarsi i piedi.

Dimmi chi sei, e ti dirò cosa leggi

Naturalmente sono i giovani a fare la parte del leone con gli ebook. Attenzione: i giovanissimi leggono molto, prediligendo però il cartaceo. Mentre la fascia d’età che va dai 19 ai 40 anni usa prevalentemente il formato digitale, pur essendo quelli che leggono meno di tutti. Gli anziani leggono abbastanza, ma se gli parli di eReader ti guardano strano.

Chi è abituato ai libri in famiglia diventerà un “lettore forte”. Ma se mancano le “basi”, ahinoi, il massimo sarà leggere i “libri” (!!!) “scritti” (???) da qualche youtuber.

Romanticismo tra le pagine

Un libro cartaceo farà sempre bella mostra su una libreria o uno scaffale. Sarà un perfetto regalo per chiunque. E potrai rileggerlo anche a distanza di 50 anni, e lo riassaporerai ogni volta come se fosse la prima.

Gli ebook sono come l’ultima sigaretta di Zeno Cosini: uno, poi un altro, e un altro ancora, in serie. Impersonali. Restano finché li tieni sull’eReader. Poi, una volta cancellati, svaniscono. Per sempre. Regalare un ebook è inoltre poco fashion. L’eReader è già meglio, ma solo se fatto ad una persona che legge tanto.

Nessuno è perfetto

Le pagine si possono staccare, o ingiallirsi. Può strapparsi, scollarsi, fare la muffa. Possono esserci errori di stampa, di rilegatura (o traduzioni errate). D’altra parte, puoi restare senza batteria, oppure non riuscire a fare un aggiornamento; e se ti si “imballa”, bisogna formattare tutto. In comune hanno il fatto che, se cadono in acqua, sono entrambi da buttare.

That’s all, folks!

Non avverrà il sorpasso del digitale sul cartaceo. La fetta di mercato degli ebook è ancora troppo risibile per prendere il sopravvento. L’abitudine consolidata di molti utenti (soprattutto anziani) è che il libro sia solo di carta. Manca effettivamente una solida strategia di marketing e promozione del prodotto (quanti vanno in televisione a pubblicizzare un ebook?). E, appunto, non trattandosi di cellulari, non si sente l’eReader come strumento essenziale nella vita di tutti i giorni. D’altronde, tutti e due combattono la stessa battaglia.

E importa il fine, non certo il mezzo. Quindi sarebbe bene avere a disposizione entrambi, come il sottoscritto. Così si è pronti ad ogni evenienza. Ma ricordate: l’importante è leggere.

 

Michele Pieloni

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