La metamorfosi di Donnarumma.

La metamorfosi di Donnarumma

Da farfalla a bruco



Il calcio è uno sport in continua evoluzione. Da un anno all’altro tutto può cambiare, squadre che l’anno prima rischiano di retrocedere, l’anno dopo vincono il campionato. Una sorta di metamorfosi, da bruco a farfalla in meno di un anno, tutto ciò può accadere anche con un piccolo cambiamento all’interno della società: un giocatore, un dirigente o l’allenatore. Però la metamorfosi non sempre significa un miglioramento, tutti sappiamo quanto talento si sia perso nel nulla per un piccolo cambiamento. Adriano, Cassano o Balotelli, questi sono solo esempi di talenti che hanno toccato il calcio nostrano, ma che, per un motivo o per l’altro, al momento della metamorfosi si sono persi. L’ultimo esempio è Gianluigi Donnarumma.

La crisalide di Gigio

Donnarumma ha esordito il 25 ottobre 2015 nella vittoria per 2-1 contro il Sassuolo a San Siro. È diventato, a soli 16 anni e 8 mesi, il secondo portiere più giovane del Milan a subire un gol in Serie A. Dal giorno in cui Siniša Mihajlović lo ha fatto debuttare, Donnarumma è diventato il portiere titolare della squadra meneghina, chiudendo la stagione con 30 presenze e 9 clean sheet. Da quel 25 ottobre sembrava che il Milan avesse trovato il suo futuro numero 1. Un portiere di quasi 2 metri per 90 kg, con ottimi riflessi e senso della posizione, ma pessime abilità palla al piede e qualche pecca nella ricezione della palla. Tutte cose normali per un ragazzo di 16 anni che viene lanciato in una piazza calda come quella del Milan.

Nonostante la giovane età, Donnarumma ha dimostrato di poter giocare ad alti livelli malgrado i gravi errori. Di certo non era aiutato dalla difesa rossonera che spesso lo costringeva a parate miracolose. Con l’arrivo della nuova proprietà, la tutela dell’area di rigore è migliorata. L’arrivo di Bonucci, il miglioramento di Romagnoli e della fase difensiva in generale, hanno tolto pressioni dalle spalle di Donnarumma. Ma qualcosa si era già rotto.

L’inizio della metamorfosi di Donnarumma è l’estate 2017. Dopo la deludente stagione del Milan, culminata con un piazzamento al 6° posto, Gigio gioca gli Europei U21 in Polonia come portiere titolare. In quei giorni si stava parlando molto del rinnovo di Donnarumma con il Milan e ai tifosi questa cosa non è andata giù. Il 18 giugno contro la Danimarca, alla prima partita della Nazionale, dagli spalti dietro alla porta del numero 1 piovono banconote finte. L’arbitro è costretto a fermare il gioco per permettere agli steward di raccoglierle. Da quel momento in poi non sarà più lo stesso Donnarumma del passato, la metamorfosi è solo cominciata. Mino Raiola in quell’estate riesce a strappare un contratto da 6 milioni annui e costringe il Milan a firmare anche il fratello Antonio con un contratto da 1 milione. Tutto ciò ha circondato Donnarumma di polemiche.



Il punto in cui ci si è resi conto della metamorfosi è stata la finale di Coppa Italia del 9 maggio 2018 tra Milan e Juventus. Quella partita è sembrata il punto di non ritorno della carriera di Donnarumma. I due errori sono costati cari alla squadra rossonera, prima il tiro di Douglas Costa che gli scappa dalle mani e poi il colpo di testa di Mandzukic, non irresistibile, che finisce direttamente sui piedi di Benatia. Una partita stregata per Donnarumma, che nonostante questi due errori, aveva giocato una buona partita. Ma queste situazioni sono decisamente troppo pesanti, attirano l’ira dei propri tifosi e gli sfottò di quelli avversari.

Passa un’altra estate tra i soliti mugugni, voci di mercato che davano Donnarumma prima alla Juventus, poi al PSG e al Real Madrid. Ma alla fine, come in passato, è rimasto al Milan dopo il blocco dell’operazione da parte di mister Gattuso. Ma non sarà una stagione come le altre, sarà un anno tormentato da voci, indiscrezioni ed errori decisivi. Il Milan si qualifica ancora una volta 6°, esce malamente ai quarti di Coppa Italia con la Fiorentina e in Europa League viene battuta agli ottavi dal Lipsia.

Un’annata disastrosa dal punto di vista dei risultati e Donnarumma non è da meno. Gli stessi limiti mostrati in passato si ripetono anche durante questa stagione, infatti a 5 giornate dal termine, Gattuso decide di relegarlo in panchina in favore di Reina. Nel mercato estivo Donnarumma finisce allo United di Mourinho, però tra i due non si accende la scintilla e finisce presto in panchina. La metamorfosi è completata, la farfalla è diventata un bruco. Finisce in prestito un po’ ovunque in Premier, non riesce a rialzarsi.

È il momento di cambiare

Oggi Donnarumma, a 26 anni, gioca in Serie B nella Ternana. Ora la squadra rossoverde si gioca i playoff per l’accesso alla massima serie italiana. L’ex-rossonero Donnarumma si dice sereno e liberato da tutte le pressioni che ha dovuto sopportare durante la sua breve carriera ad alti livelli. Una metamorfosi che gli ha permesso di giocare e vivere con più tranquillità che per molto tempo non era riuscito, per sua stessa ammissione, ad avere. Si parla già di un suo possibile approdo in Serie A anche senza la promozione della Ternana. Chievo, Genoa e Fiorentina sono sulle sue tracce, magari a 26 anni è il momento di una nuova metamorfosi. Da bruco a farfalla.



			

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