TBP Serie A Awards – Peggior attaccante

Ritornano gli Awards della Serie A, firmati Brockford Post

I migliori e i peggiori portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti, secondo la nostra redazione sportiva. In aggiunta al voto, la motivazione della scelta. 


Stefano Uccheddu: Khouma Babacar

“Comunque vada, in ottica di trattative del Fantacalcio e schedine, fidatevi sempre di Luca Guerri” – Salmo 5:5-12, Vangelo secondo Matteo. Di goal alla fine ne ha fatti 2, è vero, ma ha sventato uno scambio per cui starei ancora piangendo. 

Avrebbe ogni mezzo per incendiare le aree di rigore avversarie, ma preferisce star sul trespolo, come un Mobutu qualunque, intento nello specchiarsi in uno stagno di promesse mancate.

La Fiorentina sarà la sorpresa del campionato. Ho avuto modo di osservare questo Babacar: è fortissimo. 

Questo che parla è Carletto Ancelotti, uno che di punte vere ne ha viste e allenate. Questa frase è datata agosto 2014, scrive il Corriere della Sera. Incredibile quanto tempo sia passato da allora, senza che Babacar abbia mai avuto un minimo sussulto d’orgoglio, senza che sia mai riuscito a impensierire un qualunque tecnico a lanciarlo, come gli aruspici avrebbero voluto. Parliamo di un ragazzo di 25 anni, con mezzi fisico-tecnici al di sopra della stagnante media del nostro campionato, mai stato titolare né nella Fiorentina, né nella sua ultima (triste) parentesi al Sassuolo. La squadra del presidente Squinzi, a discapito di una rosa nettamente inferiore rispetto agli scorsi anni, presentava anche in questa stagione – da gennaio – un tridente di tutto rispetto: Berardi-Babacar-Politano. Acclarata ormai la discesa negli inferi del buon Mimmo, le speranze s’appoggiavano tutte sulle spallone del numero 30 ex-Fiorentina, pagato profumatamente (9 milioni di euro) durante la finestra invernale. Invece il nulla: Babacar, anche in Emilia, è stato “inconsistenza”. Un debutto difficile allo Stadium, 2 goal in 4 mesi e tanta, tanta panchina nel finale di stagione. Il senegalese riesce perfino a perdere la titolarità ai danni del duo “leggero” Politano-Berardi, che suo malgrado regala la salvezza ai neroverdi. T’aspetto comunque al varco, Khouma, sempre pronto a ricredermi!


Alfredo Montalto: Domenico Berardi

Difficile tirarla così lontano in quella situazione.

Sarà il piede mancino. Sarà che è italiano e giovane e quindi va bene tutto. O forse piace per il taglio di capelli old fashion ma non troppo. In ogni caso per favore, spiegatemi la ragione per cui un giocatore in fase calante da quando ha diciotto anni, continua ad essere cercato dalle grandi (Roma) e valutato più di 20 milioni. Quest’anno “gioca” 31 partite, fa 4 gol, 2 assist, 8 gialli e 1 espulsione. Joel Obi (proprio lui) ha fatto una stagione migliore a livello di numeri, giocando in una zona più arretrata di campo. Ha fatto un poker al Milan 4 anni fa, ha sicuramente delle qualità, ma se non riesce a esprimerle in una piazza difficile (scherzo eh) come Reggio Emilia (bellissima città poi), perché dovrebbe diventare un colpaccio per Roma, Inter e compagnia? Perché buttare 20 milioni per uno così, quando a 13 prendi un Deulofeu, uno che ha dimostrato di avere dei numeri in una grande piazza? Berardi è un’ingiustizia sociale. Perché se un calciatore gioca male, o se ne parla male o non se ne parla. Acquafresca dopo mezza stagione clamorosa, finì (giustamente) nel dimenticatoio. Destro…chi è Destro? Invece Berardi resta sempre lì, sulla cresta dell’onda e in Nazionale (ma dai ma Trotta merita di più davvero), nonostante una media voto insufficiente e numeri ridicoli. Il preferito dalle maestre è il peggior attaccante di quest’anno di Serie A. Si dice che gli abitanti di Cadiz (Cadice) siano i più simpatici di Spagna. Monchi è nato proprio nella città andalusa: io spero che sia tutta una burla e faccia entrare un suo fenomenale nuovo acquisto (non so, Ziyech?) con la maglia di Berardi: farebbe inizialmente ululare di disperazione i lupacchiotti romani, per poi esaltarli e portarli a dei festeggiamenti che si concluderanno con finti atti sessuali (fondamentale tenere Nainggolan in questo caso) perpetrati sulla maglia del povero Domenico. Scusatemi se sono stato troppo cattivo.


Alessandro Billi: Gianluca Lapadula

Grazie De Rossi, bombardaci Genova

L’efficacia è la caratteristica chiave quando parliamo di grandi portieri, l’organizzazione quando enunciamo le fondamenta di un buon reparto difensivo, la concentrazione e le geometrie rimangono i capisaldi di un centrocampo efficace e completo. Il calcio è arte e se per caso in ogni altro reparto si può lodare l’artigianato e la nobiltà della manovalanza al servizio del bene maggiore che è la vittoria, in attacco non si può prescindere dalla necessità di bellezza del nostro intelletto. Abbiamo bisogno di gesti tecnici sublimi, iraconde sfuriate di uomini dominatori, bramiamo il gol bello quanto la vittoria. Impazziamo e proviamo a replicarlo, lo ricordiamo a distanza di anni, lo eleviamo a immaginario collettivo. La mia scelta ricade sul più brutto attaccante della serie A, un giocatore che non sa nemmeno più segnare e davvero rende il calcio un mondo peggiore. Gianluca Lapadula è l’abominio del calcio di elite italiano, un tremendo spot negativo, pubblicità regresso, handicap comunicativo. Dopo il giro gratis ad un Milan senza capo né coda si è forse guadagnato la permanenza in una categoria che dovrebbe poter vivere solamente dietro ad uno schermo. Speriamo lo condannino per atti osceni in luogo pubblico. “This is not football”, come disse Conte dopo la battaglia di Istanbul.

 


Luca Guerri: Antonio Candreva

Uno dei 227 cross sbagliati da Candreva. “Mauro, tu fammi il movimento poi al resto ci penso io”

Definire attaccante un “giocatore” da 0 goal in 36 partite è quantomeno inappropriato. Gli 8 assist compensano soltanto in parte le prestazioni di un giocatore che – a mio avviso inspiegabilmente – si ritrova titolare nell’Inter e convocato in Nazionale dopo una serie di stagioni ai limiti dell’imbarazzante. In questa stagione il buon Antonio ha infranto alcuni record, tra cui quello già citato degli 0 goal in 2563 minuti in Campionato e quello dei cross sbagliati: ben 227 (tra cui 20 a Bologna e 21 in casa con il Sassuolo, per citarne un paio) sui 288 tentati sono finiti nel parcheggio di San Siro, alla bandierina o nella stratosfera. Una percentuale di errore vicina all’80%. Una, invece, la milza centrata da circa 40 metri in Torino – Inter. Un povero steward, in servizio sotto la Curva Maratona, è stato colpito in pieno da un tiro “verso la porta” dell’interista. Il colpo ha causato la rottura della milza e la conseguente asportazione tramite intervento chirurgico.

Una stagione tutt’altro che da incorniciare per Candreva, impreziosita dal doppio confronto con la temibilissima Svezia in cui l’87 nerazzurro, che per l’occasione indossava la 6 (6 come le volte in cui è riuscito a dare una palla giocabile a Icardi, grossomodo) ha dato il meglio del peggio di sé. Le pagine satiriche su Candreva gongolano (I cross di Candreva, giusto per citarne una), tifosi e appassionati di calcio un po’ meno. 


Alessandro Viglione: Nikola Kalinic 

Certo che il fratello gemello del Kalinic acquistato dal Milan era proprio un bell’attaccante

So che io e gli attaccanti del Milan non abbiamo un bel rapporto. L’anno scorso per questo prestigioso premio avevo premiato Carlos Bacca, il fumoso attaccante colombiano. Ecco quest’anno Kalinic (che deve essere un omonimo dell’ex attaccante dei viola) è riuscito a farmi ricredere sulla punta sudamericana.
Arrivato per 25 milioni a Milano, con l’identikit del bomber per far risorgere i rosso-neri, purtroppo l’attaccante croato è stato il simbolo della stagione semi-fallimentare del Milan. Un giocatore che non è sembrato mai nemmeno lontanamente l’ombra del freddo “killer” dell’anno scorso, è riuscito a non incidere mai. Oltre che sotto l’aspetto realizzativo, anche dal punto di vista del gioco è sempre sembrato avulso dal sistema costruitogli intorno prima da Montella e poi da Gattuso. Insieme all’altro acquisto “finito male”, l’erede di CR7, tale André Silva, sono riusciti a creare una coppia bulimica del gol che ha permesso al neo-ventenne Cutrone di prendere addirittura le luci della ribalta.
Bastano poche statistiche di confronto fra l’anno con la Fiorentina e quest’ultimo per capire quanto abbia davvero deluso la sua permanenza milanese: 15 gol in 33 partite, 6 in 31 quest’anno; 3 assist l’anno scorso, 2 alla fine di questa stagione; un rating totale che sfiora il 7 l’anno scorso e che non supera il 6,5 quest’anno. Tutti numeri abbastanza impietosi per una prima punta che doveva finalmente esplodere in una big in ricostruzione, che doveva completare il percorso di maturazione che tanto bene gli aveva fatto a Firenze e che invece si è sciolto come neve al sole. 

 


Albo d’oro:

  2016/17 2017/18
Stefano Uccheddu Alberto Paloschi Khouma Babacar
Alfredo Montalto Alberto Gilardino Domenico Berardi
Alessandro Billi Mattia Destro Gianluca Lapadula
Alessandro Viglione Carlos Bacca Nikola Kalinic
Luca Guerri Leonardo Pavoletti Antonio Candreva

 

 

Viste le molte richieste, inseriamo i link dei premiati dell’anno passato:

Miglior portiere 2017  ————————— Peggior portiere 2017 

Miglior difensore 2017 ————————— Peggior difensore 2017

Miglior centrocampista 2017 ——————– Peggior centrocampista 2017

Miglior attaccante 2017 ————————– Peggior attaccante 2017

Miglior allenatore 2017 ————————— Peggior allenatore 2017

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