E se alzassimo la rete di 10 cm?

E se alzassimo la rete di 10 cm?

L’innalzamento della rete permetterebbe un ritorno al passato, limitando la deriva moderna del gioco, che sta creando più atleti che tennisti


Una delle classiche reti da tennis
Una delle classiche reti da tennis

Il tennis delle racchette superleggere e supertecnologiche. Il tennis degli scambi potenti e veloci. Il tennis che rovina solo il fondo campo dell’erba di Wimbledon. Il tennis che si dimentica di volée, tagli e rete. Tante, troppe le critiche al tennis maschile moderno, che sta perdendo di vista le proprie origini, sta pian piano scordano i bei vecchi tempi. Come fare per tornare indietro nel tempo?

E se la soluzione fosse alzare la rete? 10 cm basterebbero. Si tratterebbe di differenziare l’altezza della rete tra maschile e femminile, come già accade nel volley ad esempio. Sembra un’idea da Bar Sport, ma possono esserci degli sviluppi interessanti che potrebbero cambiare il tennis.

Il servizio

La modifica più importante dal punto di vista dei game è chiaramente il servizio, che risulta elemento cruciale per decidere le sorti di uno scambio. Il sollevamento della rete ne diminuirebbe chiaramente l’influenza, riducendo allo stesso modo le possibilità di quei giocatori che sul servizio basano gran parte del loro tennis. Ci saranno meno servizi piatti e più tagli, un po’ come si cercava di fare un tempo.

La risposta

Essendo il servizio più debole rispondere diventerebbe una fase di fondamentale importanza. Ci si avvicinerebbe molto a un equilibrio che renderebbe i game molto più combattuti. La direzione sarebbe l’incertezza del padrone in ogni singolo scambio, indifferentemente da chi serve e chi risponde.

I colpi

Per il diritto e il rovescio ci sarebbe un ritorno al passato. Attualmente la pallina viene presa molte volte in pieno, a volte piatta, in modo da imprimere una maggiore forza e velocità al colpo. Col sollevamento della rete ci sarebbe un aumento progressivo di tagli, palle corte e colpi liftati per rendere la vita difficile all’avversario dall’altra parte. Il rovescio ad una mano tornerebbe di moda, un po’ com’era ai vecchi tempi.


Federer, uno dei pochi rovesci bimani del circuito
Federer, uno dei pochi rovesci bimani del circuito

 

Il gioco

Il gioco da un lato diverrebbe più lento ma dall’altro ci sarebbe un aumento della variabilità di colpi e situazioni che si verrebbero a creare. Si sfrutterebbe in gran parte tutto il campo, sia trasversalmente che longitudinalmente, e finalmente ci si avvicinerebbe sensibilmente alla rete. L’innalzamento della rete garantirebbe una protezione maggiore per il tennista a rete, che vedrebbe aumentate le sue possibilità di prendersi il punto qualora si avvicinasse alla rete.

L’influenza delle superfici

Si andrebbe verso un progressivo diminuire dell’influenza delle superfici. Ridurre la velocità di gioco significa rendere meno influente l’impatto della pallina sul terreno. Ci sarebbero sempre terraioli ed erbivori, solo che conterà meno l’effetto della stessa superficie.

Chi non sarebbe favorito

È chiaro ed evidente che un giocatore come Djokovic risentirebbe molto di questo cambiamento: il ritmo e la velocità di gioco proposti dal serbo sarebbero notevolmente limitate dalla rete. Anche Murray, padrone di colpi molto piatti, andrebbe un po’ in crisi con questo cambiamento. Poi ci sono gli orfani del servizio (Isner, Karlovic, Berdych), che avrebbero depotenziata la loro arma migliore.

Chi sarebbe favorito

Federer, visto che piove sul bagnato, verrebbe ad essere comunque avvantaggiato dalla situazione. La varietà di colpi, la versatilità e la bravura a rete lo renderebbero, se possibile, ancora più forte. Anche Mischa Zverev e Gasquet, giocatori old-style meno potenti rispetto allo standard, avrebbero grandi possibilità da questo cambiamento. Infine anche Nadal, sebbene non abbia nel gioco a rete grande abilità, vedrebbe di buon grado la nuova situazione: il suo diritto in top spin, girando molto alto sopra la rete, è una grave minaccia per eventuali avversari a rete.

I punti negativi

Tutti gli sport stanno aumentando la velocità di esecuzione e il tennis in questo modo sarebbe in controtendenza. Invece che andare avanti si andrebbe indietro. Non solo, si andrebbe in direzione Badminton e ci si allontanerebbe dalla visione di gioco rapido che esiste nel ping pong. Ma è proprio il progressivo avvicinarsi al ping pong che ha reso il tennis così diverso negli ultimi anni. Il controbalzo, la potenza, le superfici veloci hanno “accorciato” il campo e reso lo sport altra cosa rispetto alla concezione iniziale. In altre parole, l’obiettivo è cambiare per mantenere le caratteristiche originali.

 

È chiaro, il tutto vuole rimanere una provocazione: una modifica del genere sconvolgerebbe di gran lunga uno sport che fa della tradizione il proprio brand ed è francamente impensabile che avvenga. Ma i problemi legati al paragone col passato restano e nessuno finora ha trovato una soluzione. E a volte i rimedi più strampalati possono risultare degli insperati modi di ritrovare il passato attraverso la rivoluzione.

Filippo Tessarollo

Rispondi