Salvini e le principesse

Anche le principesse si ribellano al patriarcato

E se il più grande incubo di Salvini diventasse realtà?



Corre l’anno 2020. E’ marzo ed in televisione si parla solo di due cose. La prima riguarda l’anniversario di quel fatidico 4 marzo di due anni fa. E quali ricordi potrebbero mai rimanere della campagna elettorale italiana targata 2018? Forse la passione e la pacatezza dei nostri esponenti politici? Le vaste conoscenze economiche e storiche che hanno sfoggiato per dimostrare di meritarsi un voto? Le argomentazioni approfondite con cui hanno trattato i temi centrali dei loro programmi? No, non esattamente. Il ricordo indelebile che ha superato tempo e spazio è Elsa di Frozen. Ebbene sì, perché in tempi di propaganda a quel furbacchione di Matteo Salvini non bastava farcire la pancia degli italiani di qualche bella frase populista. Lui non si accontentava di parlare da politico, lui parlava anche da genitore. E chi non sarebbe intimamente commosso dalla dedizione con cui un uomo si pone in difesa dei bambini? Con un tocco paterno e quasi sentimentalista si è dichiarato contrario alla possibilità che una delle principesse più amate dai bambini diventi lesbica nel sequel di Frozen. E così, il nostro Peter Pan della famigliola tradizionale, che rubava al gender per dare agli eterosessuali bianchi, ha posto la ciliegina sulla torta alla sua campagna politica. Questo è quel che rimane di due anni fa da vedere sullo schermo.

Salvini VS Elsa
Salvini VS Elsa | Foto: The Brockford Post

Il “mondo al contrario” è arrivato

Ma a due anni di distanza da quando Salvini ed i suoi amici si sono compiaciuti per essere risultati la prima coalizione politica del paese, forse è arrivato per lui il momento di rabbrividire. Perché, come vi dicevo all’inizio, c’è una seconda cosa che si vede continuamente in TV in questo marzo 2020. La Disney, quasi a farlo apposta, non solo ha rilasciato il temuto trailer del nuovo film di Frozen ma ha anche lanciato il remake delle nuove storie di Biancaneve e Cenerentola. ‘Nuove’ perché, a quanto pare, le principesse non hanno più bisogno del principe azzurro. D’altro canto, c’era da aspettarselo, l’unico a crederci ancora era proprio Salvini. E potrebbe esserci qualcosa di peggio di una bella principessa bionda che si innamora di un’altra ragazza? Ovviamente sì. Una principessa che non si innamora, ad esempio. Le principesse, protagoniste di due fra le fiabe più tradizionali, sono protagoniste di un remake d’animazione che di tradizionale ha solo il titolo. E’ giunto il momento, insomma, che il “E vissero felici e contenti” diventi un “E visse felice e soddisfatta“. Ed è significativo che questo cambiamento avvenga con le storie più conosciute, quelle che vengono raccontate alle bambine prima di andare a letto e che sembrano dare loro dei modelli di comportamento e di vita. Quasi come se l’unico scopo debba essere (ancora) solo quello di trovare l’anima gemella, qualcuno a cui affidare se stessi. Quasi come se la nostra vita non andasse bene così perché da soli, in qualche modo, si è sempre a metà. Invece il desiderio che da sempre muove le narrazioni Disney, da adesso diventerà semplicemente la spinta che porta le protagoniste verso il completamento di se stesse. Perché è proprio questo il primo obiettivo da porsi, no? E pur essendo un concetto già sentito e risentito, fino ad oggi il messaggio faticava ad essere trasmesso ai più piccoli. Ma se prima eravamo abituati a un eroe pronto a salvare la protagonista, d’ora in poi dovremo accettare il fatto che ogni principessa può essere l’eroina di se stessa. E per i genitori allarmati che i loro figli usciranno confusi da tutto ciò, l’insegnamento migliore che si possa dare ad un figlio è quello di essere indipendente. Perché l’indipendenza è sempre stata (e sempre sarà) una scelta rivoluzionaria. Le divisioni binarie e le differenze di genere, alimentate sin dall’infanzia dai ruoli che vengono attribuiti a maschi e femmine, sono sane quanto la mela che mangiava Biancaneve nel vecchio racconto che tutti conosciamo. Questi sono gli esempi di supremazia maschile e obbedienza femminile che dovremmo tenere lontani dalla crescita dei bambini, non la possibilità di rappresentare varie forme d’amore che, purtroppo per la Chiesa, sono scientificamente legittimate. Qualcuno ricorderà ancora le parole di Salvini nel suo celeberrimo dibattito contro Frozen, in cui affermava preoccupato: “Ci stanno preparando ad un mondo al contrario” . Ma in fin dei conti, siamo tanto sicuri di star girando nel senso giusto? 

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